CGIL Roma. Dibattito : Condizioni di lavoro degli operatori Difesa e Sicurezza. La CGIL recepisce la Relazione Commissione Inchiesta Scanu come spunto per leggi a tutela salute militari.

A cura di Assodipro Nazionale

4 Aprile : LE CONDIZIONI DI LAVORO DEGLI OPERATORI DEL COMPARTO DIFESA  e SICUREZZA. TUTELE e DIRITTI ASSOCIATIVI.

Importante e interessante dibattito organizzato dalla FP CGIL a Roma. Presentato da Luciano Silvestri con interventi del Capo della Polizia prefetto dott. Gabrielli; Graziano Lori pres. Associazione Cerchio Blu; Giampiero Scanu presidente commissione parlamentare inchiesta sull’uranio impoverito; Dr.ssa Rachele Magro Resp. Naz. Supporto psicologico per l’associazione “ l’ altra metà della divisa “; e tavola rotonda con :  Daniele Tissone ( segr. Gen. Silp Cgil ); Salvatore Chiaramonte ( segr. FP Cgil ) ; Francesco Zavattolo ( segr. Gen. Ficiesse );  Salvatore Rullo ( pres. Assodipro ); Giuseppe Massafra ( Segr. Conf. Cgil Nazionale ).

In apertura un importante ed apprezzato intervento del prefetto GABRIELLI che ha spaziato su vari aspetti e visioni del comparto quali “ la condivisione nel merito dei temi di interesse del personale e di una auspicabile nuova etica pubblica fatta di responsabilità e trasparenza. Ha evidenziato differenze significative tra il comparto Difesa e Sicurezza e invitato ad uscire dal pudore lessicale nell’usare la parola suicidi e da un sistema dove invece di approfondire si nascondono dati. Il prefetto Gabrielli ha anche ricordato le sue perplessità sulla militarizzazione del Corpo Forestale espresse nel periodo in cui si discuteva della molto contestata riforma ” .  Molto apprezzati e interessanti gli interventi dell’associazione “Cerchio Blu “, che si occupa  di rilevamento, analisi, supporto ad amministrazioni per quanto riguarda il tema dei Suicidi degli operatori in uniforme, e dell’ associazione “ L’altra metà della divisa “ che, con la dr.ssa Rachele MAGRO  ha relazionato su aspetti inerenti studi psicologici su militari e sulle conseguenze, anche in relazione ai suicidi ed a stress, sulla famiglia di chi esercita il lavoro di cittadino in uniforme, evidenziando le grandi carenze esistenti nell’amministrazione Difesa. Il presidente della Commissione inchiesta Uranio Giampiero SCANU ha relazionato con passione e grande efficacia sui grandi lavori fatti dalla Commissione, suscitando una particolare attenzione mista a stupore, davanti a molti partecipanti al convegno che non conoscevano molti aspetti e fatti gravi e importanti emersi nei lavori della commissione stessa.  SCANU, dopo aver ringraziato i membri della commissione inchiesta, con particolare riguardo ai componenti del Movimento 5 Stelle , fondamentali nella conduzione e nell’approvazione finale,  ha chiesto alla CGIL di acquisire gli atti della relazione finale della commissione come spunto dal quale partire per prossime proposte di legge sulla tutela lavoro e salute dei militari.

Questa interessante e condivisibile proposta, politicamente molto significativa, è stata recepita da Salvatore CHIARAMONTE ( segr. FP-CGIL ). Lo stesso Chiaramonte, rivolgendosi anche all’ On. Maurizio CATTOI ( neo eletto del M5S ex dirigente del Corpo Forestale e iscritto ad Assodipro) presente al convegno, ha dato atto al M5S di essersi impegnato, nella legislatura appena conclusa, unico a farlo,  su temi inerenti i diritti dei lavoratori del comparto Difesa e Sicurezza a cominciare dall’ assurdo accorpamento / militarizzazione del Corpo Forestale nei Carabinieri.

Come Assodipro lasciamo al dibattito  le seguenti considerazioni e spunti:

Partire da quanto abbiamo davanti, da quello che è successo  e da quello che  è stato fatto ( male) e non fatto da una politica di Governo e, specialmente dal partito che era maggioranza nel governo.

Si è colpito il lavoro ed i lavoratori comprimendo il quadro complessivo dei diritti , negandoli e cancellandoli. QUESTO NON SOLO se guardiamo al lavoro in generale, ma anche, e soprattutto, per quanto riguarda i lavoratori cittadini in uniforme.

La politica ha totalmente ignorato il personale del Comparto Difesa per quanto riguarda i DIRITTI, il lavoro e le condizioni dello stesso .

E questo ignorare ha lasciato il campo libero a vertici che guardano a numeri e risultati prima che alle persone, o esclusivamente a numeri. 

IL TEMA DEI SUICIDI, è, purtroppo, punto di contatto e triste riferimento quasi obbligato quando si affronta il tema che è nel titolo di questo incontro . E’ una spia che si accende con intollerabile frequenza in un ambiente che sventola una “ MILITARITÀ COMA VALORE AGGIUNTO “ che NON è tale se è solo il dominio del rigore formale , NON è tale se è solo gerarchia prevalente sulla libera espressione della persona e della personalità, NON è tale se si rincorrono solo numeri e risultati che devono per forza battere numeri precedenti per accelerare carriere o stabilire primati effimeri. Militarità che è tutt’altro che valore aggiunto quando vediamo fatti che sono nelle cronache nazionali da tempo. Militarità che NON è valore aggiunto se il lavoro di militare rappresenta l’esclusivo o prioritario progetto di vita che assorbe valori come famiglia,  affetti,  salute, interessi extra lavoro. ( continua a pag 2 ) 

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