DIFESA. LATORRE: NON CI SARA' ALCUN SCIVOLO D'ORO- Mauro,"Scivolo d'oro? Non vedo grossi privilegi" e cita Napolitano che sulle spese di armamenti parla di “propaganda"

(DIRE) Roma, 5 nov. -“Il decreto attuativo della legge 244 del 2012 riorganizza lo strumento militare con l'obiettivo di ridurre i costi senza penalizzare l'efficienza. Per la spesa di esercizio, si e' gia' raschiato il fondo del barile e non e' possibile intervenire piu' in alcun modo, tanto piu' per il rigore che ci impone la legge di Stabilita'”. Lo scrive in una lettera pubblicata sul Corriere della Sera Nicola Latorre, senatore del Partito democratico e presidente della commissione Difesa a Palazzo Madama. “Per quanto riguarda gli investimenti- aggiunge- siamo ancora al di sotto delle esigenze minime e non e' pensabile tagliare ulteriormente
Si dovra' dunque necessariamente intervenire sul personale, i cui costi incidono per il 70% sul bilancio complessivo. Cosi' come e' accaduto in tutti gli altri Paesi europei, anche in modo piu' drastico, nei prossimi anni dovremo passare da 170 a 150mila unita'. Questo obiettivo sara' raggiunto con diversi interventi, tra i quali anche alcuni prepensionamenti. Ma non esistera' alcun scivolo d'oro, tanto piu' in un momento cosi' delicato”. Per Latorre “sara' il parlamento, al termine delle audizioni, a definire una proposta precisa su come tenere insieme le esigenze del nostro sistema di difesa con quelle di finanza
pubblica. Non dimentichiamo che l'Italia ha gia' ridotto piu' di ogni altro paese europeo la spesa militare. E per questo, come ha giustamente ricordato ieri il presidente della Repubblica, non si puo' in alcun modo indulgere a semplicismi e propagandismi che circolano in materia di spesa militare”
Mauro, “Scivolo d'oro? Non vedo grossi privilegi” (AGI) – Roma, 5 nov. – “E' una procedura che resta aperta al contributo parlamentare nella ricerca di soluzioni adeguata. Ricordo pero' – prosegue Mauro – che come Difesa ci siamo impegnati in una riforma che fara' scendere l'organico da 190mila a 150mila unita'. I 40mila che restano o vanno in pensione o, paradossalmente, li abbattiamo o comunque gli va garantito un percorso professionale se non hanno l'opportunita' di passare ad un'altra amministrazione, come auspichiamo”.
NAPOLITANOCi si guardi dal discutere con leggerezza di una riduzione in generale dell’impegno dell’Italia, sul piano militare, al servizio della Comunità internazionale”. Giorgio Napolitano, nel giorno dellaFesta delle Forze armate, si fa testimonial dell’impegno militare italiano. Nessun cenno esplicito ai tanto contestati cacciabombardieri F35 anche se le parole di Napolitano rimandano evidentemente a quel nodo: “Non possiamo indulgere a semplicismi e propagandismi che circolano in materia di spesa e di dotazioni indispensabili per l’esercito  – ha detto il capo dello Stato – Viviamo in un mondo in cui fenomeni di terrorismo, di guerra civile in singoli paesi con ampi riflessi regionali, di destabilizzazione, o scivolamento nell’anarchia e nella violenza, di diversi Stati, rendono indispensabile la presenza e l’efficienza di un adeguato strumento militare italiano accanto a quelli dei nostri alleati europei e atlantici”

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