DIFESA–TAGLI DI PERSONALE ED ESUBERI. Il personale Militare NON ha bisogno di psicologo ma di una Rappresentanza vera e di tipo Associativo/Sindacale con ruolo negoziale completo e che tuteli tutti.

a cura di S.R. 
ROMA II Cocer Interforze, organismo di rappresentanza di tutte le Forze armate, si dice preoccupato (!) degli esiti del  provvedimento che sta per abbattersi sulle teste del personale. 
Si domanda  il maresciallo Antonio Ciavarelli: «Che vuoi dire mobilità per un militare? Le Forze armate hanno una loro specifica identità. Non vorremmo ritrovarci ad assistere al fenomeno di qualche maresciallo o capitano o colonnello che si tramuti in un bidello o in un usciere, senza voler nulla togliere ai bidelli e agli uscieri. E che se poi rinunciasse a farlo, fosse spedito in pre-pensionamento senza tanti complimenti». 
La prospettiva fa talmente paura che qualcuno sta già pensando a forme di sostegno psicologico al personale giudicato in eccesso. 
n.d.r. Il delegato Ciavarelli è lo stesso che, qualche anno fa, ecumenicamente e filo vertice a prescindere, scrivendo del Ministro Ignazio La Russa commentava : “Il Ministro della difesa da tanti colleghi chiamato affettuosamente “Ignazio”, che più volte in passato ha espresso attenzione nei confronti dei militari (!) e delle loro famiglie (!) , sicuramente non farà tardare la risposta(!) , per spiegare questi dubbi che il personale ancora si pone. Pur permanendo la fiducia nel nostro Ministro, è dovere della rappresentanza militare tutta sollecitare ogni azione intesa a favorire la soluzione di questo annoso problema ( l’argomento era il fondo casa per i militari anno 2009 …  Titolo : Fondo Casa, Finalmente il problema è all’attenzione del Ministro !!!!).
GLI ESUBERI «La gestione degli esuberi del personale militare è in effetti una questione di grande delicatezza, molto di più che in un`impresa civile», ammette il generale Vincenzo Camporini, ex capo di Stato maggiore della Difesa. 

Una ristrutturazione in cui il personale non abbia l`evidenza di essere rispettato e garantito dall`organizzazione è destinata a creare grossi danni alla funzionalità delle Forze armate». Anche Camporini è critico nei confronti dei criteri di reimpiego del personale militare: «Ci vedo troppa precipitazione», dice, e spiega: «Avrei capito se, di fronte alla necessità di una ristrutturazione dello strumento militare, la Difesa avesse avviato un piano preciso stabilito di concerto con le organizzazioni industriali per reciproci impegni vincolanti. 

Cosi, su due piedi, non si va da nessuna parte». 

LA SELEZIONE Conoscere infine i criteri di selezione su come verranno spediti in mobilità o in pre-pensionamento i militari crea ulteriori preoccupazioni. «Mi piacerebbe sapere in base a quale ragionamento si deciderà chi deve rimanere e chi va via – dice ancora Camporini – Spero che non si decida solo in base all`età». Inoltre, i contraccolpi.  Cioè il possibile rinculo del provvedimento sul corpo delle Forze armate. Sostiene il generale Camporini che «il decreto non considera la composizione umana delle Forze armate. Di fronte a una legge del genere, c`è il rischio che i giovani non si arruolino più.

Tratto da articolo di Carlo Mercuri – Il Messaggero; Il disagio del personale in divisa: “Avremmo bisogno dello psicologo”
 

   

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