IL TITOLO DI STUDIO ALL’INTERNO DELLE FORZE DI POLIZIA AD ORDINAMENTO MILITARE NON VALE UN “CIPPO” – di Cleto Iafrate

 

Di seguito un intervento “semiserio” di Cleto Iafrate in materia di ricompense militari e progressione di carriere.

«Impegnati, studia, prenditi un diploma, meglio una laurea, così potrai farti una posizione».

Ci dicevano i nostri genitori. E noi non ci stanchiamo di ripeterlo ai nostri figli.

Pare però che all’interno delle forze di polizia ad ordinamento militare le cose vadano diversamente.

I militari in forza all’Arma dei Carabinieri e al Corpo della Guardia di Finanza si suddividono in tre categorie: ufficiali, sottufficiali e truppa, di cui fanno parte i militari appartenenti al ruolo appuntati e agenti (carabinieri e finanzieri). La categoria dei sottufficiali, invece, ricomprende il ruolo degli ispettori e quello dei sovrintendenti.Ogni anno, mediante concorsi interni per titoli ed esami, vengono selezionate aliquote di militari da ammettere ai corsi di formazione per il passaggio al ruolo superiore.  I più attesi sono il concorso riservati agli appuntati e agenti e quello destinato agli ispettori, in quanto entrambi permettono un doppio salto di carriera: di ruolo e di categoria.

Gli appuntati e agenti vincitori del concorso accedono al ruolo sovraintendenti e si immettono nella categoria sottufficiali; parimenti gli ispettori lasciano la categoria sottufficiali per indossare i gradi da ufficiale. Di lì avranno la strada aperta verso l’ambita dirigenza di Stato, che con il riordino delle carriere di luglio 2017 è stata riconosciuta, ad anzianità, a tutti gli ufficiali che indossano il grado di Maggiore, indipendentemente dal titolo di studio posseduto[1]. Ad ogni modo, una volta terminati i corsi militari di istruzione, il conseguimento del diploma e anche della laurea non costituisce più un grosso problema, dal momento che i frequentatori riceveranno dai reparti di istruzione gli attestati di formazione spendibili nelle varie scuole e università italiane. Ma questo è un altro problema[1] [1]       Si precisa che tutti gli ufficiali attualmente escono dalle rispettive accademie con il titolo di laurea magistrale rilasciato dalle università convenzionate. Pertanto a beneficiare del provvedimento saranno i soli ufficiali che hanno terminato l’accademia in data anteriore alla riforma Moratti, che ha dato l’avvio alla stipula delle convenzioni tra le varie scuole di formazione militare e le università.

L’ACCESSO ALLA CATEGORIA SOTTUFFICIALI

In Guardia di finanza i militari del ruolo appuntati e finanzieri, utilmente collocati nella graduatoria, all’esito di un corso di formazione della durata di un solo mese (da quest’anno), acquisiscono, insieme al grado, le qualifiche di ufficiale di polizia giudiziaria e ufficiale di polizia tributaria. Nel precedente ruolo erano solo agenti di polizia giudiziaria e tributaria.

Con le nuove qualifiche lasceranno i precedenti incarichi di carattere esecutivo, per essere assegnati ad incarichi più specialistici, che richiedono particolari conoscenze ed attitudini; per esempio, il comando di piccole unità, nonché incarichi operativi di più elevato impegno, e potranno anche sostituire il superiore gerarchico in caso di temporanea assenza o impedimento. Possibilità che prima era loro preclusa.

Le regole di reclutamento previste dal bando per la selezione del personale sono molto severe. Molteplici sono i fattori che concorrono alla scelta dei fortunati vincitori: le graduatorie finali sono il risultato della sommatoria tra il punteggio conseguito nella prevista prova scritta e quello derivante dalla valutazione dei titoli posseduti da ciascun concorrente.

LA PROVA SCRITTA consiste in un test che si compone di cento domande di cultura generale a risposte multiple, per il cui superamento è necessario apporre cento crocette nelle giuste caselle. Con il bando viene pubblicato anche il materiale testologico: circa cinque mila domande e relative risposte nelle quali sono ricomprese quelle d’esame; basta esercitarsi intensamente, per avere buone possibilità di superare la prova.

Ai fini dell’utile posizionamento in graduatoria, pertanto, a parità di punteggio conseguito nella prova scritta, risultano decisivi i punteggi derivanti dai titoli posseduti.

LA VALUTAZIONE DEI TITOLI è la sommatoria dei punteggi che il bando attribuisce ad ogni singola voce ricompresa nel curriculum del militare.

Le cose stanno lentamente cambiando per la categoria dei sottufficiali e militari di truppa, ma in passato gli atenei italiani hanno fatto a gara a chi poteva essere più generoso nell’accreditare gli attestati formativi emessi dalle scuole militari. D’altra parte più iscritti si hanno e più fondi si ricevono, oltre alle tasse d’iscrizione.

               Cosa non si fa per fare cassa!

Per un approfondimento sulla tematica, si veda: “LAUREA CON LO SCONTO, ULTIMA FRONTIERA MORATTI – Boom di convenzioni, specie con le forze dell’ordine: per gli allievi marescialli «gratis» fino al 75% degli esami di Economia” di Giuseppe Caruso. Di seguito il link che rimanda all’articolo: http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/unita-laurea-con-lo-sconto-l-ultima-frontiera-moratti.flc.

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