DIFESA, TAGLI MILITARI– ESUBERI FF.AA. RICORDIAMO IL DOCUMENTO COMPLETO Già PUBBLICATO IL 24 LUGLIO che dal prossimo mese potrebbe essere approvato salvo una crisi di Governo su Berlusconi

Dal Mese di Settembre La ristrutturazione del comparto Difesa, attività fortemente voluta e perseguita dal Ministro Mauro, si avvierà verso il suo iter parlamentare finale. 
Riteniamo utile riproporvi il contenuto del provvedimento così come già pubblicato il 24 luglio scorso.  
 
 
 
Unica, dicasi unica, variazione sostanziale  di interesse per il personale non dirigente è la seguente  evidenziata in rosso : 2209-sexies prevede che, durante il periodo transitorio, il personale militare non soggetto a vincoli di ferma possa essere esentato dal servizio, a domanda, nei dieci anni precedenti alla data di raggiungimento dei limiti di età ordinamentali previsti per la cessazione dal servizio permanente, nei limiti dei contingenti massimi fissati con la programmazione triennale di cui all’articolo 2209-quinquies, contestualmente introdotto. Il trattamento economico complessivamente goduto dal personale militare corrisposto dal Ministero della difesa durante il periodo di esenzione, ivi comprese le competenze fondamentali fisse, continuative ed accessorie, è pari al 50 ( 85 % )  per cento di quello del pari grado in servizio.  Modifica che hanno ottenuto i sindacati dei dipendenti civili della difesa ed estesa al personale militare interessato dalle programmazioni triennali sui tagli .  
Tratto da repubblica.it Berlusconi chiama a raccolta i suoi: “Io non mollo, resto capo del centrodestra” Schifani: “Pd indisponibile? Impossibile continuare”. E nel Popolo delle libertà torna il pressing in vista del voto sulla decadenza in Senato. Scetticismo di Napoli sul Quirinale: “La vicenda va risolta in sede Parlamentare”. Rotondi: dimissioni dei parlamentari in caso di voto negativo del Pd in Giunta. Ma il capogruppo al Senato lo smentisce e sul discorso di Napolitano a Rimini: “ci aspettavamo di più”. I berluscones insistono. Il conto alla rovescia per il voto in Giunta sulla decadenza del Cavaliere da senatore è partito. Letta da Rimini ha risposto duramente alle minacce di crisi (“Sarà punito chi pensa a interessi personali”). Ma il tasto è sempre lo stesso: la “agibilità politica” per il leader condannato in via definitiva per la vicenda dei diritti tv. “Se decade Silvio ci dimettiamo tutti”, dice intanto Gianfranco Rotondi torna a evocare lo spettro delle dimissioni di massa dei parlamentari Pdl che significherebbe la fine del governo delle grandi intese.
Una ipotesi che però viene per ora smentita dal capogruppo Renato Schifani: “Non sono all'ordine del giorno. Ci batteremo in Giunta perchè le nostre argomentazioni senza ostruzionismo vengano recepite”. 
Schifani comunque avverte: “Se il Pd vota contro un approfondimento sulla legge Severino che chiediamo per noi sarebbe impossibile parlare di un percorso comune”. E sul discorso tenuto da Napolitano all'apertura del meeting di Cl a Rimini l'ex presidente del Senato non nasconde la la delusione: “Non ho trovato quello che avevamo chiesto, ci aspettavamo di più”. E sulla possibilità di una “maggioranza diversa” che sostenga un governo Letta bis ammonisce “non ci sarà il Pdl nè nessuno dei suoi parlamentari”. 
(AGI) – Rimini, 18 ago Mario Mauro : “ non c'e' ragione di spaventare un governo che ha come sua principale ragione di esistere il fatto di essere indispensabile a fronte delle condizioni difficilissime che il nostro Paese vive”. Rispondendo a chi gli chiedeva se il governo andra' avanti e se personalmente abbia dei timori sul futuro dell'esecutivo, Mauro si e' detto fiducioso che “il governo andra' avanti”. Lo stesso Mauro aggiunge di non essere spaventato dalle prospettive future dell'esecutivo. “L'Italia ha bisogno di ben altro e di molto altro: vale a dire di far si' che le forze politiche si sostengano reciprocamente per potere sostenere le necessita' del Paese”.  
Rimane agli atti la grande fretta con la quale lo stesso Ministro Mauro ha portato in Consiglio dei Ministri, l’8 Agosto, scavalcando anche il minimo parere non vincolante delle Rappresentanze Militari, i decreti sulla Revisione Strumento Militare ed il Blocco dei Contratti che ora dovranno affrontare un percorso parlamentare che si presuppone accelerato e condizionato dalle forti turbolenze  politiche in atto. 

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