DIRITTI PER I MILITARI – INSIEME PER LA DEMOCRAZIA – NON ESISTE RAPPRESENTANZA VERA SENZA UNA VERA SINDACALIZZAZIONE

A cura di Michele Rinelli  
Non esiste democrazia senza istituzioni democratiche. Senza democrazia non si progredisce, l’uomo e la sua capacità di vivere in cooperazione non può avanzare verso nuovi modelli, magari migliori e che ne accrescano la capacità di perseguire collegialmente certi risultati senza di essa.Vi è un mondo che fa parte delle istituzioni democratiche che spesso denuncia, troppe volte inascoltato, la mancanza di quel meraviglioso concime che solo la democrazia può essere. Quel mondo è il mondo dei militari, gli uomini con le stellette sul bavero, gente a cui troppe volte vengono negati i più elementari diritti democratici su cui nessuno vuole seriamente intervenire. Non ci riferiamo certo alla vicenda dei due Marò, che forse sono vittime di un certo modo di concepire la democrazia a cui, peraltro, va la nostra più assoluta vicinanza. I diritti negati, le vessazioni subite sono quelle quotidiane tra inferiori e superiori gerarchici  che pur sostenendo l’esistenza dei regolamenti spesso agiscono in deroga, sicuri che nessuno riuscirebbe mai a inchiodarli alle loro responsabilità .La cronaca peraltro qualche volta fa filtrare episodi imbarazzanti, di superiori gerarchici che interpretando il regolamento a loro uso e consumo abusano dello stesso per infliggere indebite vessazioni. Di qualche giorno fa l’episodio di un ufficiale dei Carabinieri (e meno male che è un ufficiale) punito per aver utilizzato un linguaggio non consono in un pubblico contesto. Un tribunale ha di fatto ritenuto il militare  innocente sconfessando così chi aveva proposto il procedimento disciplinare che, ricordiamolo, in tempi di Spending Review non è di certo a costo zero!! ( http://www.militariassodipro.org/news.php?item.992.13  ) . La democrazia, per definizione, è quindi quel condimento essenziale affinché tutto si possa muovere nell’alveo dell’equilibrio e del rispetto delle persone e delle funzioni, a cui deleghiamo la gestione di scenari difficili e pericolosi. Militari in missione di “pace”, militari che svolgono funzione di polizia sul suolo nazionale e internazionale come i Carabinieri, in ogni caso persone che meritano di essere sempre e in ogni modo trattate come tali. Non vi sarebbero grandi istituzioni senza grandi uomini e le nostre forze armate, a discapito dei tempi che tutte le istituzioni stanno attraversando, non sono seconde a nessuno ma è facile, tra queste forze assistere a un deficit di democrazia che solo attraverso una sindacalizzazione seria del comparto si può raggiungere. Montesquie teorizzava la separazione dei poteri perché sosteneva che troppo potere detenuto da un unico soggetto giuridico (in questo caso gli ufficiali) rendeva troppo sbilanciato quell’equilibrio necessario per poter agire nel bene e nell’interesse di una comunità. Questa separazione, visto che le rappresentanze militari deficitano di troppe potestà, o viene raggiunta attraverso maggiori poteri a COBAR e COCER o, meglio, istituendo vere e proprie rappresentanze sindacali così come da oltre 30 anni beneficiano le forze di polizia a ordinamento civile…che non sono certo la perfezione ma a loro è necessario ispirarsi per progredire. La recente cronaca, inoltre, sta evidenziando enormi sofferenze nell’apparato, in particolare nell’Arma dei Carabinieri riconducibili in parte anche a quell’ibrido tra militari e poliziotti. Non solo, forse quei simil sindacati come i  COCER, non stimolano l’istituzione Arma  a capire perché, ad esempio, nelle scorse settimane, tra le sue fila  si è avuto un suicidio al giorno facendo fare a queste “simil rappresentanze” la figura di quelli “Allineati e Coperti” che non è certo un pregio per chi ha il DOVERE di assumere anche posizioni scomode per il bene di chi dicono di rappresentare. Non sarà forse che mancando quella separazione dei poteri teorizzata da Montesquie più facile e comodo è non mettere in imbarazzo chi quel potere lo detiene tutto ? Ma se così fosse chi rappresenta chi ?? Sindacato significa “Insieme per la Democrazia”, per quale motivo i militari che tanto stanno dando in termini di attaccamento alla bandiera e alle istituzioni democratiche non possono stare meglio, tutti insieme, anche loro, per la democrazia ?

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