FENOMENO DEI SUICIDI NELL’ARMA DEI CARABINIERI. Solo la base dei Carabinieri e solo alcuni organi di Rappresentanza si rendono conto del problema ?

A cura di  s.rullo@tin.it
Esistono, GRAZIE a loro, rappresentati di Base nell’Arma dei Carabinieri con “spirito sindacale  trasparente  e vero “ e che affrontano i problemi con grande competenza, coraggio, correttezza, completezza e sensibilità. Un Importante delibera, della quale sarebbe bene che il massimo organo della rappresentanza dei Carabinieri , Il CoCeR CC, impegnato negli ultimi tempi in “ roboanti comunicati “ da distrazione di massa mentre  non sembra guardare con la massima attenzione a quanto succede “ dentro “,  tenga conto e supporti, è stata prodotta dal Consiglio di Base di Rappresentanza della Calabria . Delegati Marescialli – Brigadieri e Appuntati dell’Arma componenti del CoBaR Calabria ( Melina, Mazziotti, Calabrò, Pugliese, Amato, Badalamenti e altri) ai quali và la nostra stima e quella dei colleghi che degnamente rappresentano hanno scritto, tra l’altro, sulla delibera prodotta il 3 Aprile : “ Negli ultimi anni e soprattutto in questo periodo, con sommo rammarico e amaramente, il fenomeno dei suicidi in seno all’Arma dei carabinieri ha registrato un forte aumento; bisogna ammettere che nelle nostre caserme serpeggia il malumore  tra la totale indifferenza di coloro che dovrebbero preoccuparsi di tutto ciò e non lo fanno; cosa grave è “sapere” e non “ fare” lasciando i colleghi più deboli al loro crudele destino. Un destino caratterizzato da una decisione forte, che va contro il piacere naturale di vivere la vita. Quando gli eventi aumentano in maniera così significativa questa eccezione non comune diventa, o meglio dovrebbe essere, un forte segnale d’allarme per tutti. Ogni carabiniere è formato per sopportare tutto ciò che la professione comporta, chi “gli stà vicino” dovrebbe avere la  sensibilità di capire e dare sostegno così come avviene ogni giorno allorquando i carabinieri danno aiuto e conforto ai cittadini. Non si comprende perché a tutti i livelli questa sensibilità non si è in grado di applicarla anche all’interno delle nostre fila ?Questi suicidi  passano sotto silenzio, come se il tutto fosse solo una “vergogna”, senza invece interrogarsi sul “ male oscuro” che continua ad abbattersi tra i carabinieri, segno tangibile di sicuro malessere che si tenta di tenere nascosto per motivi di immagine ma che continua a dilagare mietendo vittimeNascondere sotto il tappeto questo grave problema senza avvertire l’urgenza di interrogarsi sulle cause , significa accettare irresponsabilmente l’idea che tutto ciò sia inevitabile o che avvenga per cause imputabili solo alle vittime; E’ necessario ed urgente che si affronti il problema affinchè vengano rimosse le cause riconducibili all’organizzazione del lavoro. Come al solito si vuol sempre far credere che i motivi che inducono a tali gesti vengono attribuiti o riguardano problemi di carattere personale , forse per evitare che vengano cercati dove realmente si nascondono. Non si può pensare che una percentuale così alta di suicidi sia riconducibile esclusivamente a meri problemi personali tanto per distogliere l’attenzione sulle vere cause . E’ ora di levare quell’alone di omertà che viene usato quando non si vuole guardare nel proprio interno. Oltre ai problemi personali c’è spesso una sofferenza interiore lancinante, dolorosa e invisibile, determinata da quel senso di impotenza che assurge in determinate circostanze e che nell’ Arma è latente e sempre presente. I Carabinieri si sentono soli se non aiutati da un istituzione che democraticamente dovrebbe assumersi l’onere di risolvere le problematiche interne e/o parimenti, fornire gli strumenti e le garanzie idonee alla risoluzione. L’ultimo SUICIDIO è stato l’ennesimo grido di aiuto inascoltato che nessuno ha voluto sentire.  Il collega suicidatosi in servizio nel suo ufficio non ha avuto neanche l’onore  di avere un funerale di “ caduto in servizio “ ne tantomeno il Comando Arma ove si è verificato il fatto ha segnalato l’episodio al paritetico comando arma dove si sono svolti i funerali, come se il tutto dovesse passare nel silenzio più assoluto come in effetti è avvenuto” .La delibera è stata votata con 12 voti favorevoli e un astenuto, di prassi si inoltra al CoIR e CoCeR  ed i rappresentanti della Legione Carabinieri Calabria chiedono al loro CoCeR Carabinieri di “ farsi portavoce con il Comandante Generale dell’Arma Gen. C.A. Leonardo GALLITELLI affinchè si intervenga concretamente per affrontare queste vere e proprie tragedie, sensibilizzando il personale di ogni ruolo e grado a stare più vicino al personale “ in difficoltà psico fisiche “ atteso che non è più demandabile siffatta tragica tematica per come più volte è stato chiesto nel 2007 e nel 2011 SENZA OTTENERE RISPOSTE. Il problema sia seguito/monitorato e portato a conoscenza nelle sedi istituzionali tenendolo in prioritaria considerazione, per la tutela della vita”.
 A queste parole, valutazioni, analisi, si devono dare risposte. Risposte con atti concreti ed il CoCeR Carabinieri le CHIEDA facendosi immediato portavoce ! se c’è da “ disturbare “ il Comando Generale sull’argomento tragico dei suicidi, si faccia. Si guardi di più all’interno , ai problemi ed alla vita del personale. Sicuramente non porterà elogi ed encomi trattare ciò portandolo sul tavolo del Comando Generale ma è doveroso dare risposte attese da anni, tra un comunicato roboante e l’altro, si metta in moto un meccanismo di analisi, studi, numeri, azioni, soluzioni in favore del personale  per un problema che riguarda il LAVORO E LA VITA DI MIGLIAIA DI LAVORATORI CARABINIERI.

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