Forze Armate – Militari, LO STATO SPENDE 4 MILIONI DI EURO ANNO PER I CoCeR dei MILITARI – Sindacati Gialli che non tutelano. E ancora non si concedono diritti sindacali come da sentenza CEDU.

Assodipro Roma 8 Dicembre – RIPROPONIAMO,con integrazioni, in quanto l'attualità del problema persiste ancora, questo articolo di un anno fà pubblicato dal nostro sito.
IN ITALIA, invece che rispettare le SENTENZE CEDU che affermano : ” Ai Militari non può essere negato di costituire associazioni sindacali ma si può solo regolamentare l'uso del diritto sindacale” , SI PREFERISCE SPENDERE MILIONI DI EURO ANNO DI SOLDI PUBBLICI pur di NON Concedere DIRITTI SINDACALI ai MILITARI che potrebbero avere Rappresentanze autonome economicamente, Rappresentanze che potrebbero effettivamente tutelare, Rappresentanze pienamente democratiche invece che gerarchizzate.
i DATI UFFICIALI E NOTI – Anno 2012, il sistema di Sindacato Giallo – CoCeR  Rappresentanza militare è costato allo stato € 4.431.637,00 e la gran parte della cifra è stata impiegata per l’attività dei CoCeR. 
SPARITI DALLA LEGGE STABILITA’ I TAGLI DEL 50% ALLE SPESE DEI COCER mentre si taglia di tutto
Nelle prima versione della legge di stabilità, che stà per essere approvata definitivamente , era comparso un articolo che DIMEZZAVA I COSTI di questa rappresentanza costosa quanto inefficace . Con grande attività nei palazzi romani , non sono pochi i delegati centrali che hanno lavorato per ottenere la  CANCELLAZIONE  del taglio dei costi e del numero dei delegati  ( CUI PRODEST ? ) . Il tutto accade, incredibilmente e curiosamente,  quasi negli stessi momenti in cui la CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO condanna gli stati che non concedono diritti associativi – sindacali ai militari .  
Si preferisce, per ora, mantenere in vita un sistema autoreferenziale, che non rappresenta e tutela,  PAGATO DALLO STATO  utile solo al rappresentanTe ed inutile ai rappresentaTi, invece di concedere diritti sindacali con organizzazioni sindacali – associative  auto finanziate e senza spese per l’ Amministrazione Statale .   Nel 2013 le spese sono leggermente diminuite ma i CoCeR, comodamente abbarbicati nei loro palazzi romani con il loro regime di missione e molto ATTIVI nel farsi ELIMINARE I TAGLI DEL 50 % DELLE SPESE PER LA Rappresentanza Militare, sono stati tagliati di pochissimo rispetto agli organi intermedi e di base. 

Vi proponiamo l’interessante articolo-analisi con grafici e tabelle a cura  di Simone Sansoni  pubblicato sul sito ficiesse.it  


RAPPRESENTANZA MILITARE. ABBIAMO SPESO CIRCA 18MILA EURO PER OGNI DELEGATO COCER, MA LA PARTE DEL LEONE LA FANNO ANCORA I CARABINIERI

 Nei giorni scorsi il Sottosegretario alla difesa, On. Gioacchino Alfano  (NCD), rispondendo ad una interrogazione dei Senatori Marton e Santangelo (M5S), ha fornito i dati delle spese per il trattamento economico di missione per i delegati della rappresentanza militare nel 2013. E’ interessante comparare le informazioni fornite dal Governo con i dati relativi al 2012, forniti a maggio di quest’anno sempre a seguito di una interrogazione presentata dai suddetti parlamentari. In un anno l’importo complessivo è diminuito, passando dai € 4.431.637,00 del 2012 ai € 3.230.545,00 del 2013 (Tab. 1). Si tratta di una variazione in negativo (-27,1%) dovuta soprattutto ad una contrazione delle spese dei CoIR e dei CoBaR (Graf. A).  Analizzando il dettaglio (Tab. 2) dell’utilizzo di tali somme, emerge che per il 2012 oltre la metà della spesa sia imputabile ai delegati dell’Arma dei Carabinieri che hanno utilizzato oltre il 60% dei fondi (Graf. B).  Per quanto riguarda l’anno 2013 (Tab. 3), a fronte di una diminuzione complessiva del 27%, si conferma il fenomeno relativo dell’Arma dei Carabinieri che anche in quell’anno ha utilizzato oltre la metà dei fondi (Graf. C).  Anche raffrontando le spese di missione dei delegati Carabinieri rispetto i Finanzieri, aventi analoga struttura territoriale, si conferma anche per il 2013 la sproporzione tra il totale degli oneri di missione relativi all’Arma rispetto alle Fiamme Gialle. Per avere un confronto oggettivo è opportuno calcolare quale sia il costo in oneri di missione rispetto agli appartenenti a ciascuna Amministrazione militare (Tab. 4), utilizzando i dati della RGS per il momento completamente disponibili solo fino al 2012.  Applicando i tendenziali della RGS  (-1,4% per le FFPP e -2,15% per le FFAA) del conto annuale del personale, è possibile calcolare il dato  anche per il 2013 (Tab. 5) che conferma le tendenze dell’anno precedente.  Per entrambi gli anni è evidente l’assoluta sperequazione tra le spese pro capite (25€ e 18€) dei Carabinieri rispetto alla Gdf  ed alle altre Amministrazioni (Graf. D).

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Molto interessante sono le risultanze di un raffronto oggettivo, seppur parziale, tra il numero di delegati e le spese di ciascuna amministrazione militare. I dati disponibili riguardano solo i CoCeR ed i CoIR per i quali sono prestabiliti il numero di delegati.  Per quanto riguarda i CoCeR (Tab. 6), è sorprendente appurare che la Marina Militare nel 2012 abbia la spesa media per delegato più elevata (24mila € ca.).  Anche nel 2013 (Tab. 7) la Marina Militare ha una elevata spesa per delegato CoCeR (20mila € ca.), di pochissimo inferiore ai Carabinieri. Il raffronto tra le 5 amministrazioni denota stavolta una discreta omogeneità, ad eccezione dell’Aeronautica Militare per la quale si rivela un costo decisamente inferiore nel biennio (Graf. E)  E’ possibile analizzare nello stesso modo i costi per delegato CoIR, sia nel 2012 che nel 2013 (Tabb. 8 e 9). In questo caso i dati sono variamente divergenti sia tra le 5 amministrazioni che tra i due anni (Graf. F); da segnalare anche in questo caso la netta disparità tra i Carabinieri e la GdF, pur avendo analoga struttura territoriale. Non è possibile ripetere una analoga analisi per i costi relativi ai CoBaR, in quanto non sono disponibili i dati relativi ai delegati di ciascuna Amministrazione per gli organismi di base. E’ però possibile raffrontare i costi dei CoBaR, nonché degli organismi dei superiori livelli, sulla base della consistenze di personale (Tabb. 10 e 11), come abbiamo già fatto per le spese complessive. I dati risultano oltremodo divergenti a ciascun livello (Graf. G e H), ma in particolar modo per le spese dei CoBaR (ad. es nel 2013 il costo pro militare dei CoBaR CC, è pari a 238 volte quello dei CoBaR AM). Da tale grafico emerge palesemente come, tra le 5 amministrazioni, la sperequazione a favore dei Carabinieri, che è una costante sotto tutti i punti di vista, sia dovuta soprattutto alle spese relative ai CoBaR dell’Arma. Nell’anno 2013 la spesa media pro capite per ciascun militare è stata di 9,24 €; se si applicasse tale importo medio a ciascuna Amministrazione militare (Tab. 12), le spese connesse alla Rappresentanza sarebbe ben diverse . Rispetto alle spese effettive di ciascuna Amministrazione, una tale perequazione avrebbe comportato una netta diminuzione degli oneri connessi alla rappresentanza dei Carabinieri ed un aumento per tutte le altre. Per impedire che anche in futuro per le spese della RM vi sia una siffatta divergenza tre le 5 Amministrazioni militari, basterebbe collegarle alla consistenza numerica del personale di ciascuna amministrazione militare. 
S.S.

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