Marò, i Pescatori Indiani MORTI sono stati COLPITI da proiettili italiani ; I fucili erano quelli di altri Fucilieri in servizio sulla nave Lexie.

Il rapporto dettagliato dell'ammiraglio Alessandro Piroli, allora capo del terzo reparto della Marina, l'ufficiale più alto in grado inviato in India subito dopo l'incidente%#1718

ROMA Dall'11 maggio del 2012 il governo italiano è in possesso di una “Inchiesta sommaria” sull'incidente della Enrica Lexie che ha visto coinvolti i Marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Il rapporto dettagliato è dell'ammiraglio Alessandro Piroli, allora capo del terzo reparto della Marina, l'ufficiale più alto in grado inviato in India subito dopo l'incidente. Piroli elenca i fatti, le prove, le ipotesi note in quel momento sulla morte dei due pescatori. Un'inchiesta che non accusa, non contesta, ma elenca fatti o perlomeno versioni di fatti. E che riporta, nero su bianco, anche i risultati delle perizie balistiche indiane, secondo cui il calibro dei proiettili ritrovati nei corpi dei pescatori uccisi è il 5,56 Nato, e le armi che hanno sparato non sono quelle di Girone e Latorre, ma quelle di altri due marò che erano a bordo della Lexie. 
Il rapporto ha un intero, delicatissimo paragrafo sulle prove balistiche effettuate dalla polizia indiana alla presenza di ufficiali dei Ros e del Ris dei Carabinieri. “Per completezza di informazione si sintetizzano i risultati cui sarebbero giunte le autorità indiane (…) sono stati analizzati 4 proiettili, 2 rinvenuti sul motopesca e 2 nei corpi delle vittime. E' risultato che le munizioni sono del calibro Nato 5,56mm fabbricate in Italia. Il proiettile tracciante estratto dal corpo di Valentine Jelestine è stato esploso dal fucile con matricola assegnata al sottocapo Andronico. Il proiettile estratto dal corpo di Ajiesh Pink è stato esploso dal fucile con matricola assegnata al sottocapo Voglino“. 
Le prove balistiche indiane individuerebbero quindi non solo che i proiettili sono italiani, ma anche che provengono da fucili mitragliatori assegnati ad altri 2 fra i 6 membri del Nucleo del Battaglione San Marco. La relazione della Marina a questo punto non esclude nulla: “Qualora dovessero essere confermati i risultati ottenuti dalle prove indiane o se, a seguito di ulteriore attività forense riconosciuta anche dalla parte italiana, si riscontrasse l'attribuibilità dei colpi ai militari italiani, a quel punto, nelle pertinenti sedi giudiziarie dovrà essere appurato se l'azione di fuoco è stata interamente condotta con la finalità di effettuare tiri di avvertimento in acqua erroneamente o accidentalmente finiti a bordo”, oppure se si sia deciso intenzionalmente di “indirizzare il tiro a bordo del natante”. Questo soltanto se le prove balistiche indiane saranno confermate. Ma ormai una cosa è sicura: sarà la giustizia indiana a tenere il processo sulla morte di Valentine Jelestine e Ajiesh Pink, e terrà conto delle prove della sua polizia. 
 
In foto Latorre , Girone e gli altri 4 Fucilieri di Marina in servizio sulla Lexie 
militari assodipro
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