Forze Armate – Militari : MOZIONE Senatore Lorenzo BATTISTA, DIRITTO A COSTITUIRSI IN SINDACATI AUTONOMI. Mozione al Senato sui Diritti Sindacali ai Militari

A Cura di Assodipro Roma
ROMA, 5 DICEMBRE – “Superare il sistema del cosiddetto sindacato giallo ed introdurne uno vero e proprio, autonomo e quindi in grado di garantire e tutelare i lavoratori, ottemperando al dettato costituzionale. Questo sarebbe un sintomo di cambiamento vero, di superamento delle opacità e della vischiosità che troppo spesso hanno caratterizzato l'ambito professionale della difesa“.È con queste parole che il senatore Battista, membro del gruppo parlamentare 'Per le Autonomie' annuncia di aver depositato una mozione che impegna il governo al superamento dell'attuale sistema dei COCER. “Questa
mia iniziativa – spiega Battista – si colloca in linea con la più recente sentenza della corte europea dei diritti dell'uomo, dove si chiarisce una volta per tutte che i militari, in quanto cittadini in divisa, hanno diritto a costituirsi in organizzazioni sindacali autonome, le quali potranno anche prevedere talune specialità in ragione della specificità delle esigenze dei militari”. Il senatore ha quindi concluso auspicando “un dibattito svincolato dalle logiche del corporativismo militare e delle resistenze al cambiamento, che si possa focalizzare sulle esigenze dei 'lavoratori in divisa', professionisti con esigenze specifiche e serie, finora sottovalutate da un sistema poco aperto all'autocritica”. 
La Mozione del Senatore Battista è stata firmata dai Senatori :  ZELLER , PALERMO , ZIN , ORELLANA , MANCONI , CASSON , PUPPATO , MINEO , RICCHIUTI 
Nella Mozione, completa ed esauriente nei riferimenti e nell’analisi, tra l’altro si legge : “la Corte europea dei diritti dell'uomo, il 2 ottobre 2014, ha emesso due sentenze storiche: la sentenza nel caso Matelly vs Francia (ricorso n. 10609/10) e la sentenza nel caso ADEFDROMIL vs Francia (ricorso n. 32191/09) in materia di divieto assoluto di costituire sindacati all'interno delle forze armate francesi; in particolare, la Corte europea ha ritenuto che mentre l'esercizio del diritto di libertà di associazione da parte del personale militare potrebbe essere soggetto a restrizioni legittime, per contro, un divieto generale di formare o aderire ad un sindacato usurpa l'essenza stessa di tale libertà; per questi motivi, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha ritenuto all'unanimità che vi sia stata una violazione dell'art. 11 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, relativamente alla libertà di riunione e di associazione, che garantisce il diritto alla libertà di associazione e il diritto di partecipare alla costituzione di sindacati o di aderirvi per la tutela dei propri interessi, in quanto il divieto, imposto dalla legge, di costituire associazioni professionali a carattere sindacale o di aderire ad associazioni sindacali già esistenti costituisce una restrizione assoluta all'esercizio della libertà sindacale da parte degli appartenenti alle forze armate, che non risponde ad una prevalente finalità di interesse generale e che non può giustificarsi neppure alla luce delle specificità proprie dei corpi militari dello Stato; il dispositivo della sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo capovolge completamente quanto stabilito dalla Corte costituzionale con la citata sentenza del 1999. Esso prevede infatti che le restrizioni legislative debbano essere interpretate rigorosamente ed essere limitate all'esercizio dei diritti in questione, senza tuttavia pregiudicare l'essenza stessa del diritto di organizzarsi “…. “ la rappresentanza militare non può essere in alcun modo considerata alla stregua di un'organizzazione sindacale, laddove per quest'ultima si intenda un'organizzazione deputata a svolgere attività negoziale esclusiva. La stessa natura della rappresentanza militare, in quanto assoggettata all'organizzazione militare, le vieta di essere in contrapposizione con l'amministrazione della difesa; risulta evidente che la rappresentanza militare difetta dei caratteri dell'autonomia e dell'indipendenza, elementi indefettibili di qualsivoglia associazione, stante la natura profondamente gerarchizzata dell'intera struttura rappresentativa. Tale mancanza, dunque, compromette irrimediabilmente la democraticità dell'istituzione; la struttura e le competenze degli organismi in discussione rilevano, senza alcun dubbio, una dipendenza sia funzionale che finanziaria dai vertici della difesa, in tal modo rappresentando una tipologia di sindacato, il “sindacato di comodo” espressamente vietata dall'art.17 dello statuto dei lavoratori di cui alla legge n. 300 del 1970”… tenuto conto che: AS.SO.DI.PRO (Associazione di promozione sociale) e diversi organismi della rappresentanza militare della Guardia di finanza hanno presentato rispettivamente nel 2012 e nel 2013 alla Corte europea dei diritti dell'uomo dei ricorsi volti ad affermare il principio secondo il quale anche gli appartenenti alle forze armate italiane, alla stregua di quanto previsto in altri Stati membri dell'Unione europea, possano e debbano esercitare il diritto costituzionalmente garantito di associarsi in organizzazioni sindacaliimpegna il Governo: 1) ad adottare tutte le misure necessarie al fine di assicurare l'effettivo godimento dei diritti riconosciuti, in materia di libertà sindacale, agli appartenenti alle forze armate, ai sensi dell'art. 11 della Convezione europea dei diritti dell'uomo, riconoscendo loro gli effettivi diritti di azione sindacale nei momenti di pace, ossia quando non siano impegnate in operazioni di carattere militare; 2) ad attivarsi al fine di rimuovere gli ostacoli inerenti ai profili costitutivi, strutturali e funzionali delle rappresentanze militari, che si appalesano quali atti di ingerenza nella libertà di organizzazione di cui devono beneficiare anche i nostri militari, atti di ingerenza che risultano chiaramente vietati dalla medesima convenzione OIL n. 151 del 1978 (art. 5), ratificata dall'Italia con la già citata legge n. 862 del 1984; 3) ad intraprendere le opportune iniziative anche di carattere legislativo volte al riconoscimento dei diritti associativi e sindacali per gli appartenenti alle forze armate, nel rispetto dei dettami costituzionali, allo scopo di uniformarsi alla maggior parte degli Stati europei, tenuto conto della recente giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.      

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