Fusione coi Carabinieri? Forestali più uniti (e contrari) che mai. “Abbiamo deciso di diventare forestali, vogliamo morire forestali”.

Di Luca Cirimbilla . Altro che lotte di potere e conflitti tra sindacati: l’ipotesi della fusione coi Carabinieri sembra riappacificare e riunire le varie anime dei forestali. “Abbiamo deciso di diventare forestali, vogliamo morire forestali” è questo il pensiero comune alla base del rifiuto dell’accorpamento con l’Arma dei Carabinieri. Il NO alla militarizzazione del Corpo Forestale, dunque, da molti viene definito incostituzionale. Ma i forestali sono o non sono “militari con le stellette”? La discussione emersa in questi giorni ha contribuito a fare un po’ di chiarezza: la forza di polizia che rischia di scomparire può vantare 200 annidi storia in difesa del territorio italiano e nacque come ordinamento civile per diventare militare nel 1926. Subito dopo la guerra, ma sarebbe più opportuno scrivere con la caduta del Fascismo, il Decreto legislativo n. 804 del 12/3/1948 ha di fatto soppresso la Milizia Nazionale Forestale per dar vita al Corpo Forestale dello Stato come corpo di polizia ad ordinamento militare. Successivamente, nel 1981 la legge n.121 del 1/4/1981 ha trasformato l’ordinamento da militare a civile: e di questo attuale assetto i forestali sembrano andare particolarmente orgogliosi.
Per contrastare l’iter legislativo, inoltre, è stata lanciata una petizione online che ha già raccolto oltre 110 mila firme (clicca qui): “Chiediamo che venga mantenuta viva la storia bicentenaria di un glorioso Corpo di Polizia – si legge nella campagna di sensibilizzazione – che svolge un servizio importante per la tutela dell’ambiente e per il benessere degli animali. Proponiamo di accorpare le Polizie Provinciali ed i Corpi Forestali delle Regioni e Province a Statuto Speciale (che attualmente sono alle dipendenze dei rispettivi Enti locali) all’interno del Corpo Forestale dello Stato (che attualmente è sotto organico con circa 7800 unità).
Si otterrebbe così un unico Corpo Forestale presente in tutta la nazione e finalmente con un organico idoneo a svolgere i propri compiti istituzionali”. C’è chi poi se la prende con gli attuali vertici del Corpo Forestale: “Molto verosimilmente – secondo Andrea Laganà, responsabile del Sindacato Nazionale Forestale – è lo stesso vertice del Corpo Forestale che per mero ed esclusivo interesse personale ha avallato fin dal principio questo accorpamento, lavorando in “segreto” con alcuni fedelissimi dirigenti e tenendo le sigle sindacali ed il personale all’oscuro di tutto”.
Ma la battaglia sembra solo agli inizi: anzi, con le varie bozze dei decreti legge che stanno circolando in questi giorni, forse deve ancora cominciare sul serio. “Stiamo aspettando l’uscita dei Decreti attuativi per poi proseguire la Battaglia nelle aule di Tribunale” ha promesso Laganà.    

Oggi , 25 SETTEMBRE 2015 – ROMA ci sarà Assemblea unitaria nazionale dei quadri sindacali e degli iscritti della FPCGIL Forestale   Dalle ore 10 alle ore 13 presso la SALA CAVOUR I piano – Ministero delle Politiche Agricole e forestali  Via XX Settembre, 20.  

(AGENPARL)-  set 2015 – Danilo Scipio, Segretario Generale dell’Unione Generale Lavoratori Corpo Forestale dello Stato ha dichiarato :  “E’ ormai evidente che il Ministro Madia, pur di ottenere i voti necessari a far approvare il DDL sulle amministrazioni pubbliche, ha raccontato al Parlamento un sacco di balle sulla riorganizzazione del Corpo Forestale dello Stato”. “Il testo della legge Madia prevede il riordino delle funzioni di polizia ambientale ed agroalimentare in conseguenza della riorganizzazione della Forestale ed eventualmente l’assorbimento in altra forza di polizia – spiega il Sindacalista – mentre è risaputo che su input della Presidenza del Consiglio, il Comando Generale dell’Arma e l’Ispettorato Generale del Corpo stanno lavorando da tempo alla SOPPRESSIONE del CFS, ancor prima che il tavolo interforze del Ministero dell’Interno avesse iniziato il percorso di revisione dell’apparato sicurezza”. Dice ancora il Segretario  dell’ UGL “ è palese che solo degli STOLTI possono continuare a pensare o dichiarare che il Corpo uscirà rafforzato da questo percorso riformatore”. “Se sarà consentita la CANNIBALIZZAZIONE di alcune competenze ed attività peculiari del CFS ad opera di altre amministrazioni e nel contempo si dovesse proseguire nella FOLLIA del passaggio nell’Arma – conclude Scipio – verrà sancita la fine della polizia ambientale. Che non sia questo il vero obiettivo del Premier?”.

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