Herat: morti due militari Italiani, stavano disinnescando un ordigno.

Due soldati italiani sono morti nel villaggio di Injil, a 8 km da Herat, base del contingente italiano in Afghanistan. Dalle prime informazioni, i due militari sono stati vittime di un attentato compiuto con un ordigno artigianale. Appartenevano al 32esimo “Reggimento Genio” ed erano primo Maresciallo e Caporal Maggiore, membri del team “Iedd”- Improvised Explosive Device Disposal- gruppo specializzato nel disinnesco e nella rimozione di esplosivi. I soldati erano a piedi e stavano effettuando alcuni interventi di bonifica della zona e avevano già portato a termine la neutralizzazione di una bomba rudimentale.I due sono stati investiti dalla terribile esplosione durante una successiva perlustrazione. Altri 2 afghani sono morti. I resti dei due militari saranno trasferiti nelle prossime ore in Italia.
La dinamica dell'esplosione – Il fatto è avvenuto nel pomeriggio. La Polizia afghana aveva individuato la presenza di una bomba rudimentale e, come da prassi, aveva chiesto l'intervento degli specialisti artificieri degli Alpini. A questo punto è partito quindi un team del 3/o Reggimento Genio, composto da 36 militari su 8 veicoli blindati “Lince”. Gli artificieri hanno disinnescato l'ordigno, ma, proprio mentre erano intenti a perlustrare a piedi la zona circostante per accertare l'eventuale presenza di altri dispositivi, il primo Maresciallo, Mauro Gigli, 41 anni, e il Caporal Maggiore, Pierdavide De Cillis, 33 anni, sono stati uccisi da una forte esplosione. A seguito dello scoppio ha riportato lievi escoriazioni anche una soldatessa, il Capitano Federica Luciani.
Le vittime italiane – Il primo Maresciallo, Mauro Gigli, era nato il 3 aprile 1969, a Sassari, ed era effettivo al 32/o Reggimento Genio di Torino, nella Brigata Alpina Taurinense, il Caporal Maggiore capo, Pierdavide De Cillis, nato il 25 febbraio 1977, a Bisceglie, e apparteneva al 21/o Reggimento Genio di Caserta.
Il pericolo degli Ied – E' attualmente in corso un'inchiesta per accertare la dinamica dell'incidente ed è ancora presto per ipotizzare un'”eventuale trappola”. Quello che è certo è che gli Ied costituiscono la principale minaccia nell'Ovest, sia per i militari italiani che per le forze armate e i civili afgani. Negli ultimi giorni, nella zona di Shindand, gli specialisti degli Alpini, insieme alle forze di sicurezza afgane, hanno disinnescato 4 ordigni esplosivi improvvisati. Si tratta di un impegno quotidiano per gli artificieri del contingente che si servono di mezzi blindati, robot telecomandati, cani, pinze e strumenti sofisticati per disinnescare in completa sicurezza. Ma il pericolo o l'imprevisto sono sempre in agguato in operazioni del genere, pur affidate a uomini di grandissima esperienza. Le 2 vittime, infatti, avevano al loro attivo numerose missioni all'estero, durante le quali avevano effettuato un elevato numero di interventi di disinnesco di ordigni esplosivi.

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