Il centro immigrazione? «Vicino all'aeroporto»

Il riserbo è massimo. Nessuno si sbilancia, qualcuno dice di sapere e di non voler dire, qualcun altro fa finta di non sapere. D'altra parte è prevedibile che nel momento in cui verrà reso noto dove potrebbe essere realizzato il Cie, centro individuazione ed espulsione di immigrati, il clamore sarebbe tanto e soprattutto le eventuali proteste di chi accanto a quell'area abita.

Il sindaco Flavio Tosi, che questa sera sarà ospite della trasmissione «Matrix», condotta da Alessio Vinci, nei mesi scorsi aveva sottolineato che era giusto che ogni città avesse il proprio Cie. In Veneto parrebbe essere stata individuata Verona, o la provincia, come possibile luogo dove realizzare il centro che dovrebbe essere un ex insediamento militare. Dichiarazioni nuove sull'argomento Tosi sembra deciso a non farne, anche se il portavoce annuncia che il sindaco a breve deve sentirsi con il ministro Maroni. In un primo momento s'era fatto il nome della zona ex campo nomadi di Boscomantico, ma poi quell'area era stata destinata ad altro uso. Adesso i bene informati bisbigliano che il sindaco Tosi, amico del ministro Bobo Maroni, per cementare una volta di più il loro rapporto starebbe cercando una soluzione alternativa, sempre ai margini della città, verso l'aeroporto di Villafranca, ma sempre nel territorio veronese che non sia Boscomantico. Ma della località nessuno vuole dire il nome. Intendiamoci, è questione di ore. Già mercoledì sera, al più tardi giovedì dovrebbero esserci le commissioni e gli indirizzi dei luoghi dove realizzare i Cie che dovrebbero essere pronti al massimo per ottobre. E questo significa anche trovare personale di polizia da inviare a sorvegliare, controllare, identificare le persone che al centro verrebbero portate. Per ogni centro servono almeno 80 poliziotti. Che debbono essere addestrati a quel ruolo. Anche i sindacati di Polizia sono in attesa di conoscere le decisioni, tutti pronti a scendere in campo affinché il paventato Cie veronese non diventi una situazione «calda» come quella che ormai è abituale a Lampedusa.

Sempre il sindaco aveva dichiarato che il «Cie a Verona darebbe lo stesso fastidio del carcere di Montorio». Cioè nulla, visto che gli immigrati sarebbero portati al centro e poi rimpatriati una volta trascorso il periodo di permanenza previsto. Ma il Cie non è il carcere e non è regolamentato dallo statuto carcerario.
Insomma, la patata è bollente. Per questo c'è tanto riserbo, per allontanare il più possibile lo spettro dei Cie e dare l'annuncio a giochi fatti, ma questo non impedirà di certo le polemiche.A.V.
Fonte: l'arena.it

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