IL DOPO VOTO: LO STALLO, QUALE DIREZIONE ? E TUTTO QUELLO CHE AL MOMENTO GIRA INTORNO AGLI ALLOGGI DIFESA

Riceviamo dal Coordinatore di CasaDiritto Sergio BONCIOLI  :

Mentre si prevede un  periodo di stallo nella formazione di un nuovo Governo, CASADIRITTO rimane alle prese con la quotidianità fatta, di  tutto quello che gira  tra alloggi e dintorni, : tra sfratti e rigetti di Istanze già approvate, tra  tonni , tonnare , Rais , Papa Borgia, roghi medioevali e censure attuali vere,   si cerca di arrivare con fatica e spirito di servizio per le famiglie,    alla “nuova frontiera” quella di una nuova gestione degli immobili residenziali, cercando di contenere le perdite, che appunto in questa fase di transizione anche gestionali, sono inutili , fuori luogo e quindi oltremodo dannose.

CRONACHE DI UNO STALLO ANNUNCIATO   

 Non faremo certo una ripetizione del chiacchiericcio,che dalla mattina alla sera, che perviene dai Bar,  e dalle TV continuano a tenere banco, già ricominciando a rilanciare nuovi sondaggi, come se questi ormai dovessero sostituire quello che una volta era rappresentato  dal bar dello sport con il vecchio totocalcio e il sabato sera La nostra analisi prima del voto l’avevamo già espressa sul sito con l’articolo del 25 febbraio u.s. Anche  l’andamento del  dopo voto era quello in qualche modo  già previsto, ma ora è conclamato dai risultati elettorali, determinato in premessa dalla rabbia, dalla confusione e dalla “ paura” e da un “rancore” latente,con l’aggiunta  in chiave fantapolitico- finanziaria di meno tasse per tutti, temi che son stati imposti a massicce dosi   in maniera propagandistica come prioritari anziché quelli veri e reali del lavoro che non c’è ,il lavoro pagato a 2,5 euro all’ora o ridotto a rango di schiavitù quando si pagano 0,33 euro  l’ora nei call center dei sottoscala,  e che certi servizi essenziali previsti peraltro come Diritti Costituzionali, come la scuola e la sanità,sono oggetto continuamente di tagli,  la povertà  che aumenta, il rischio povertà che secondo gli ultimi dati  di uno studio della Banca d’Italia arriva al 25% del totale della popolazione   l’aumento delle disuguaglianze ove il 5% delle famiglie  detiene il 40% della ricchezza,  i salari   vengono continuamente erosi dai tagli di bilancio e tutto viene progressivamente privatizzato diventando a pagamento. Era evidente a tutti che il problema vero era non tanto di arrivare “ primi” ma di avere una maggioranza tale da esprimere un programma di governo.

TUTTI CONTRO TUTTI?

Tutti contro tutti,  è il risultato e nessun accordo è ragionevolmente possibile partendo dai differenti programmi su cui eravamo stati chiamati al voto.  Questo per quanto  riguarda la coerenza. Po sono possibili non tanto i cambiamenti di casacca, ma potrebbero essere possibili cambia di  “faccia” quella tosta, pere giustificare veri e propri cambi di direzione con inversione di 180°.  Per quanto riguarda l’analisi del voto, tutto sfugge anche agli analisti di professione. Vorrebbero far credere che tutto sia diventati impalpabile e fluido. Ma i problemi veri della nostra quotidianità rimangono e non sono ne impalpabili ne fluidi. Appaiono persino due vincitori che cavalcano tesi opposte e tutti e due reclamano la leadership  del Governo. Ma altro elemento è sui programmi: uno opposto all’altro nella sostanza. E’ poi  emblematico quanto accaduto alla Regione Lazio. Nello stesso giorno, negli stessi seggi, nello stesso istante, lo stesso elettore, ben 300.000 voti di differenza in più per lo schieramento di  Zingaretti, gli elettori  hanno fatto scelte profondamente  diverse nel voto tra elezioni  politiche e elezioni  regionali, anche se non si  chiarisce il problema della maggioranza.

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