IL DOPO VOTO: LO STALLO, QUALE DIREZIONE ? E TUTTO QUELLO CHE AL MOMENTO GIRA INTORNO AGLI ALLOGGI DIFESA

Ma alla  fine,comunque  fra alcuni mesi, salterà fuori un coniglio dal cilindro , ma le premesse non sono buone. E poi c’è che  entro la metà di Aprile la presentazione del Documento di Programmazione di Economia e Finanza, che è un atto dovuto ma che deve indicare le linee su cui sarà basata l’azione di Governo prossimo venturo. Nodi che dovevano essere sciolti e risolti dall’esito delle elezioni, ma così non è, o almeno non sembra. Tutti sperano nell’inventiva e nella lungimiranza  del Presidente della Repubblica, ma non si dice come.

In qualche modo anche la Difesa , nella sua “ governance” che investe anche, tra l’altro, le politiche della casa attraverso gli alloggi dei militari, sono cointeressate allo scioglimento del nodo gordiano di cui sopra.

CASADIRITTO E I SUOI INTERLOCUTORI  ISTITUZIONALI

VOTO, PARLAMENTO, GOVERNO, DIFESA, ALLOGGI, TUTTO SI LEGA

Il confronto con le Istituzioni a vari livelli, sono la nostra acqua e aria in c ui troviamo il nostro habitat. Entro cui viviamo per portare avanti le nostre proposte o manifestare le nostre perplessità. Naturalmente con alterne fortune. Non c’è stato negli ultimi 25 anni, un provvedimento di Legge, un Decreto, un Atto Parlamentare riguardante gli alloggi della Difesa che non sia stato trattato, discusso, e in qualche caso modificato e migliorato per quanto possibile, senza un ragionato e documentato parere (naturalmente solo un parere) di CASADIRITTO, anche nelle sedi preposte delle Commissioni Difesa. CASADIRITTO ha potuto interloquire quasi sempre con la Difesa,, attraverso i massimi Organi di Governo o i suoi rappresentanti Militari, il Parlamento attraverso i Gruppi Parlamentari o le Commissioni,. Sono talvolta entrati nei testi, elementi di equità e solidarietà,con l’opera di molti parlamentari anche su posizioni politiche trasversali,  anche se poi gli stessi elementi qualificanti sono stati abbondantemente falcidiati dalle cosiddette norme applicative emanate dagli Stati Maggiori fortemente contrari a qualsiasi norma che intaccasse quanto già stabilito dall’Obiettivo 9. Ma questo è un capitolo a parte.

MA ORA?

Quello che sembra mancare al nuovo Parlamento è un deficit di conoscenza , sicuramente il deficit aumenta nei riguardi dei nostri problemi. Ma per quanto possibile, cercheremo di aiutarli ad un minimo cenno  almeno di sincerità, con tutti, con tutti quelli che dimostrano almeno una sensibilità Ci auguriamo che questo “ sentiment” che abbiamo venga smentito poi dai fatti. Di sicuro è che avremo a che fare con un personale che nasce perché eletto su temi che non riguardano lo stato sociale, il lavoro, quello vero,quello che viene chiamato “ lavoro somministrato, quasi fosse una coca cola, quello che viene a “chiamata”  un’ora di lavoro e via, tanto per far scattare nella voce “occupati” la statistica dell’ISTAT,  ( quanti figli sono in queste condizioni? ) la sanità, la scuola, la diseguaglianza sociale, insomma il welfare,  ma principalmente da temi che hanno come filo conduttore la “ paura “ l’incertezza” la “difesa dall’altro” quello di  pagare minori tasse,  temi seppur legittimi ma che conducono all’arroccamento dell’esistente e non incidono sui diritti universali e costituzionali in senso lato. Potrebbe essere quindi un governo dominato da “ impauriti” arroccati? Vedremo, ma  non si prevedono  enormi spazi per chi chiede rispetto e ragionevoli diritti, unitamente a doveri, argomenti particolarmente sensibili a quelli che chiede CASADIRITTO. <ne deduciamo che secondo previsione , la nostra lotta, o come la vogliamo chiamare, in tali condizioni sarà, se possibile, molto più complicata .Ricordiamoci che seppure a grandi linee anche il problema degli alloggi militari e la sua soluzione fa parte di un modo che in politica richiede delle sensibilità   o meno.

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