IL SOCCORSO SANITARIO DI IERI E DI OGGI. CAMBIANO I MEZZI E LA FIGURA DEL SOCCORRITORE

(di Gianluca Celentano)
28/11/18

Sono stati gli scenari che hanno visto negli ultimi decenni le nostre Forze Armate impegnate in missioni fuori area a imporre alla Difesa una metodologia di soccorso più moderna ed avanzata.

Anche in ambito civile le normative europee recepite sul pubblico soccorso sanitario, ad es. il DM 553/87 e successivamente il DM 487/97, hanno subito un’evoluzione sulla metodologia di intervento seguendo linee guida internazionali.

Se militarmente oltre ai già esistenti ufficiali medici e marescialli infermieri si associano gli assistenti di sanità, dal 2008 è stato introdotta anche la figura del soccorritore militare, cioè un militare che aggiunge alle sue specializzazioni anche le conoscenze operative per il recupero dei feriti, soprattutto in area critica, con conoscenze superiori ai canoni civili del BLS (Basic Life Support).

A ragion veduta, il lettighiere o l’ambulanziere degli anni ’80 sono rimasti ricordi folcloristici del servizio di leva legato al ricordo dell’infermeria militare e delle ambulanze parcheggiate ordinatamente sotto l’attento presidio dell’ufficiale medico di reparto, spesso un sottotenente di leva, ma “dai poteri davvero speciali”, quando occorreva marcare visita per qualche giorno di riposo in branda…

Attualmente, sul campo di battaglia il delicato incarico del soccorso sanitario deve sottostare a severi e specifici protocolli NATO e a cambiare, rispetto al passato, sono non solo la preparazione, ma anche i mezzi molto più completi di presidi sanitari.

La Scuola militare di Sanità e Veterinaria presso la Cecchignola è la struttura deputata alla formazione e aggiornamento del personale sanitario ma si occupa anche della preparazione dei soldati di altre Armi chiamati in missione.

I cicli formativi posso comprendere anche le conoscenze del Combat Life Support piuttosto che dei Special Operations Combat Medics.

Ecco quindi l’importanza di fornire al personale veicoli tattici ruotati o cingolati con allestimento ambulanza, come ad esempio LMV Lince, VTMM Orso o VCC80 Dardo privato della torretta armata, e di precise istruzioni sul comportamento prima, durante e dopo un attacco.

Se per le missioni fuori area la prerogativa è l’utilizzo di veicoli tattici spesso corazzati, sulle strade italiane magari in occasione di manifestazioni, può capitare di incontrare il Fiat Ducato, l’Iveco Daily ma anche il VM90, declassato dalle missioni all’estero, in versione ambulanza; veicoli utilizzati in Italia sia per il soccorso ai militari sia per compiti di protezione civile.

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