IN ATTESA DI LEGGERE IL DECRETO NEI PARTICOLARI, COMUNICHIAMO IN MODO SINTETICO I PROVVEDIMENTI RIGUARDANTI I MILITARI :

Si prevede un taglio del 10% delle piante organiche di tutto il settore statale e del 20% delle aree dirigenziali per questi dipendenti e dirigenti si applicherà la procedura di “messa a disposizione” con mobilità di 24 mesi e un'indennità che equivale all'80% dello stipendio base (cioè senza indennità), mobilità che potrà essere estesa a 48 mesi per accompagnare alla pensione coloro che matureranno i requisiti per la pensione che erano previsti prima dell'entrata in vigore della riforma Fornerole Forze Armate ridurranno il totale generale degli organici in misura non inferiore al 10%.

– Un capitolo importante del decreto riguarda la gestione del personale in soprannumero. Per costoro si procede, in primo luogo, alla risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro nei confronti dei dipendenti che, in base alla disciplina vigente prima dell'entrata in vigore dell'ultima riforma introdotta dal decreto legge n. 201 del 2011, avrebbero ottenuto la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2014. Il trattamento di fine rapporto sarà corrisposto al momento della maturazione del diritto alla corresponsione. In subordine, si applicheranno le regole ordinarie previste per la mobilità.

Ancora un amaro calice in attesa degli sviluppi sulla Revisione dello strumento militare in discussione al Senato e verso il quale migliaia di militari si sono opposti mandando mail ai componenti della commissione difesa del senato. L’ opposizione partita dalla della base è arrivata fin sui banchi dei Senatori e da loro stessi certificata.

Memorabile agli atti del Senato , il Senatore Carrara che si è “ addirittura “ lamentato in quanto si sente disturbato e condizionato da tale opposizione(!) senza rispondere nel merito, senza chiedersi i motivi di tale opposizione, dimostrando, insieme ad altri senatori di essere insensibile a legittime e democratiche osservazioni di migliaia di militari che hanno bisogno di essere rappresentati in modo serio e sindacale e chiedono di partecipando attivamente ai cambiamenti e non solo di subirli sempre. Comunque NON fermeranno un sempre più crescente dissenso democratico e legittimo che ha lo scopo di tutelare lavoro, reddito, famiglia e condizioni sociali dei Militari.

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