Interrogazione parlamentare operazione “strade sicure”

Prima o poi doveva succedere, era nell’aria, tra gli addetti ai lavori il problema era ben conosciuto. Presenziare luoghi sensibili 24 ore su 24 alla lunga avrebbe comportato un surplus di ore lavorative non più sostenibili. Alla faccia dei Rappresentanti cocer che non vedono, non sentono e non parlano, stesso discorso per gli stati maggiori, la situazione è così grave che deve intervenire il Parlamento con una Interrogazione parlamentare. Sull’utilizzo indiscriminato  degli emolumenti destinati a pagare le attività extra-lavorative ne abbiamo parlato in diverse occasioni con gli “straordinari“, “cfg“, “cfi”, “reperibilità”, con un unico filo conduttore, poche risorse e molte sperequazioni, sempre a danno del personale di grado meno elevato.

L’Operazione Strade sicure

E’ partita con molte critiche e perplessità nel lontano Agosto del 2008 si è protratta fino ad oggi con il beneplacito di tutti i Governi che si sono avvicendatati, per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità. Attraverso l’impiego di un contingente di personale militare delle F.A., che agisce con le funzioni di agente di pubblica sicurezza. A detta degli stessi stati maggiori, tale operazione è, a tutt’oggi, l’impegno più oneroso della Forza Armata in termini di uomini, mezzi e materiali. Il primo contingente, articolato su 3.000 donne e uomini dell’Esercito Italiano, ha operato a disposizione dei Prefetti delle Province per svolgere servizi di vigilanza a siti ed obiettivi sensibili, inclusa la vigilanza ai Centri per l’immigrazione, nonché compiti di perlustrazione e pattugliamento in concorso e congiuntamente alle Forze di polizia. I militari in servizio nell’Operazione “Strade Sicure” qualificati come Agenti di Pubblica Sicurezza, seguono uno speciale iter addestrativo, teorico-pratico, tale da garantire una pronta risposta operativa alle varie attivazioni e sempre adeguata alle circostanze. Non dimentichiamo che  nel corso degli anni, ha registrato notevoli significativi interventi, del Giubileo straordinario della Misericordia, al G7 di Taormina, agli interventi a L’Aquila in relazione al sisma del 2009 e nei territori dell’Italia centrale colpiti dal terremoto, certificandosi come una missione valida ed efficace nella prevenzione e nel contrasto alla criminalità e al terrorismo.

L’Interrogazione

Le specifiche criticità  soprattutto in relazione alle condizioni di lavoro, al benessere psicofisico nonché rispetto alla retribuzione dei militari impiegati nell’operazione; il personale militare svolge il proprio turno di lavoro con la cosiddetta «turnazione in quinta» che prevede, dopo l’effettuazione di quattro turni lavorativi da 6 ore, un riposo psicofisico di trentasei ore. Tale turno è adottato da tutte le forze dell’ordine impiegate sul territorio nazionale con la differenza però che, mentre essi svolgono il normale servizio nella loro città o zona di lavoro predefinita e con l’arma a seguito, i militari prestano servizio in accantonamenti spesso lontani dall’effettivo luogo di lavoro, con l’obbligo di ritirare/riconsegnare le armi a fine turno, provocando la conseguente maggiorazione di ore che rendono, di fatto, la turnazione tutt’altro che auto-compensante; le suddette difficoltà alloggiative e logistiche comportano, inoltre, l’accumulo di un ammontare di ore di straordinario e di festività da recuperare tale da comprimere le capacità addestrativo/operative dei reparti al limite della sopravvivenza. Ogni militare impiegato in «Strade Sicure» accumula mediamente 300 ore di recupero compensativo e 30 giorni di festività, ai quali si aggiungono i giorni di licenza ordinaria dell’anno in corso non fruiti. Tutto ciò si tradurrebbe in più di 4 mesi di assenza media dal reparto, assenza resa impossibile dai predetti impegni operativi e dal ciclo di ricondizionamento addestrativo propedeutico alla reimmissione, dopo soli sei mesi dal rientro, nell’operazione in parola. In merito alla retribuzione, i militari impiegati nell’operazione percepiscono una paga mensile accessoria pari a circa 800 euro ripartiti in: 663 euro di indennità omnicomprensiva; 14 ore a pagamento per un importo al netto pari a 126 euro mensili; 16 euro (70 centesimi al giorno) di viveri di conforto. Se a tutto ciò si aggiunge anche il ritardo nei pagamenti, è indiscutibile il malumore che si diffonde sovente tra il personale militare impiegato in «Strade Sicure», in considerazione del trattamento differenziato rispetto ai colleghi di altre forze armate o di polizia.

Si chiede al Ministro interrogato

Se sia a conoscenza delle criticità sopraesposte e se ritenga opportuno adottare iniziative volte a garantire ai militari che partecipano all’operazione «Strade Sicure» un miglioramento delle condizioni di lavoro, l’adeguamento della retribuzione prevista per la partecipazione all’operazione, come pure la tempestiva corresponsione della stessa, promuovendo altresì tutte le misure necessarie per assicurare e sostenere il benessere psicofisico del suddetto personale militare. (4-02544)

Conclusioni

Ovviamente la domanda è retorica, il Ministro conosce bene la situazione, così pure gli Stati Maggiori, i Rappresentanti Cocer, gli addetti ai lavori, gli uffici amminitrativi, logistici, tutto sanno tutto eppure la storia continua alla facciaccia di regole e regolamenti.

27 Marzo 2019

La Redazione

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