Interrogazione parlamentare per il Ruolo Sergenti

Pubblicato il 29 ottobre 2012, nella seduta n. 823

CARDIELLO , MATTEOLI , BATTAGLIA – Al Ministro della difesa. – Premesso che: con il decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196, concernente il riordino dei ruoli, modifica alle norme di reclutamento, stato ed avanzamento del personale non direttivo delle Forze armate, fu suddiviso l'unico ruolo sottufficiali in due contraddistinti ruoli: quello dei sergenti e quello dei marescialli pur mantenendo a tutt'oggi, tutti i militari suddetti, lo status di sottufficiali delle Forze armate;

i militari di ciascuna forza armata, vengono, quindi, suddivisi in 4 ruoli che, in ordine crescente, sono: ruolo truppa, ruolo sergenti, ruolo marescialli, ruolo ufficiali, figure riconfermate dal codice dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, che abroga il citato decreto legislativo n. 196 del 1995; premesso, inoltre, che: il ruolo sergenti (ruolo basico dei sottufficiali delle Forze armate italiane) è alimentato esclusivamente attraverso concorso per titoli ed esami riservato ai volontari militari in servizio permanente e rappresenta, pertanto, una delle possibili progressioni di carriera per il personale di truppa in servizio permanente; si può accedere al ruolo marescialli attraverso due distinti concorsi indetti ogni anno: l'uno riservato al personale civile a cui viene destinato il 70 per cento dei posti disponibili; l'altro riservato al personale militare (che non abbia compiuto il quarantesimo anno di età) a cui viene destinato il restante 30 per cento. Di quest'ultimo 30 per cento, il 10 per cento è riservato al ruolo sergenti (alcuni dei quali ad oggi titolati di diploma di laurea) ed il 20 per cento al ruolo dei volontari di truppa; i vincitori dei suddetti concorsi frequentano il medesimo corso addestrativo presso le scuole sottufficiali del corpo militare prescelto, della durata unica di 30 mesi circa; i sergenti, con almeno 3 anni di servizio nel grado, hanno anche la possibilità di transitare, sempre mediante concorso interno, nel ruolo ufficiali sempreché non abbiano superato il trentaquattresimo anno di età; il corso di addestramento presso le scuole ufficiali è pari a 9 mesi circa; sono evidenti, ad avviso dell'interrogante, le problematiche relative alle legittime aspirazioni di avanzamento in carriera del personale del ruolo sergenti: 1) limite di età per la partecipazione ai concorsi troppo basso dato che gli appartenenti al ruolo sergenti arrivano al massimo grado conseguibile per anzianità di servizio e titoli di merito dopo circa 20 anni di servizio e quindi ad un'età anagrafica di 38/40 anni; 2) l'evidente sperequazione tra i posti riservati al personale civile (70 per cento del totale), agli appartenenti al ruolo truppa (20 per cento) ed infine ai sergenti cui è riservato il residuo 10 per cento dei posti messi a concorso, nonostante questi ultimi rientrino nello status di sottufficiale, abbiano una netta, maggiore anzianità di servizio e più corsi di addestramento al loro attivo; 3) ulteriore discriminazione si registra poi tra i concorrenti sergenti: infatti, a parità di punteggio, supera il concorso il sergente anagraficamente più giovane, il che sta a significare che più anzianità ed esperienza nel lavoro si acquisiscono e meno probabilità si hanno di superare il concorso; 4) l'evidente ridondanza della durata dell'iter formativo: identico per tutti – 30 mesi presso le scuole militari – nonostante il personale civile sconosca quasi del tutto la vita militare e, di contro, il personale militare ne abbia già notevole contezza. A riprova di ciò, basti pensare che per gli stessi sergenti che accedono al ruolo ufficiali (quindi di gran lunga più elevato rispetto a quello di marescialli) il corso addestrativo è pari a 9 mesi circa, l'interrogante chiede al di sapere: se ed in quali modi il Ministro in indirizzo intenda intervenire in tale situazione, considerata l'evidente penalizzazione nella progressione di carriera del ruolo sergenti; se non ritenga, al fine di un netto risparmio economico, di far transitare parte del personale del ruolo sergenti nel ruolo marescialli (anche con gli stessi pochi posti messi a concorso) con la sola valutazione dei titoli di merito e dell'anzianità di servizio acquisiti, eliminando, quindi, l'iter concorsuale (e tutto quello che ne consegue ossia trasferimento del personale, accasermamento, retribuzione dei docenti esterni, eccetera) e riducendo la durata del corso formativo presso le scuole di formazione.
 

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