Ci può dire, onorevole che impressioni ha tratto dalle audizioni e come pensa si potranno conciliare testi parlamentari ed esigenze manifestate dai rappresentanti del personale?
E’ del tutto evidente, infatti, che in un quadro così complesso non aiutano ne i veti incrociati ne il muro contro muro. Sono convinta che il Parlamento saprà trovare la giusta soluzione. Ovvero? Una soluzione che dovrà essere giudicata da ciò che è più utile al Paese per garantire che i corpi armati dello Stato, qualunque sia il loro ordinamento, assolvano pianamente ai compiti delicati che l’ordinamento della Stato gli affida con ancor più trasparenza ed efficienza. Due obbiettivi che si possono raggiungere con un impegno diretto di ciascuno dei 500 mila operatori, uomini e donne, che vestono l’uniforme. La mia volontà in quanto relatrice del provvedimento è quella di riformare profondamente la rappresentanza spero che il mondo militare colga questa occasione e non si spacchi col rischio di fermare questo importante processo innovatore.
Lei sa certamente che a livello europeo il diritto associativo/sindacale è riconosciuto in molti paesi europei. Rammentiamo che il CONSIGLIO D’EUROPA con la Raccomandazione nr. 1742 (2006) “Diritti umani dei membri delle Forze Armate” (Testo approvato dall’Assemblea parlamentare in data 11 aprile 2006 (11° Seduta).) afferma tra l’altro che: “L'Assemblea chiede agli Stati membri di garantire una reale ed effettiva protezione dei diritti umani dei membri delle forze armate, e in particolare:autorizzare i membri delle forze armate ad aderire ad associazioni professionali rappresentative o sindacati con il diritto di negoziare le questioni connesse con la retribuzione e le condizioni di lavoro, e di istituire organi consultivi a tutti i livelli, coinvolgendo le suddette associazioni o sindacati, in rappresentanza di tutte le categorie di personale …” Tra l’altro, sono pendenti presso la Corte di Giustizia Europea due ricorsi che chiedono la libertà sindacale per i militari. In tale quadro, quali saranno gli approfondimenti dell’iter parlamentare, nel rispetto di una consolidata esperienza e legislazione europea che impone anche al nostro Paese un adeguamento della normativa in tema di Rappresentanza degli interessi collettivi dei cittadini militari?
Il lusinghiero risultato elettorale ottenuto dal suo partito alle recenti elezioni europee e l’opportunità che si apre con il semestre europea a guida italiana, sarà utilizzato anche per una profonda opera di innovazione in istituzioni delicate come le Forze Armate e i Corpi di Polizia? L’importante risultato elettorale conseguito dal Partito Democratico alle elezioni europee dello scorso maggio e l’apertura a guida italiana del semestre europeo rappresentano una grande opportunità per il nostro Paese. E questo vale anche per le Forze Armate. E’ bene ricordare che in particolare per quanto riguarda le Forze Armate, la Commissione Difesa della Camera ha svolto nelle ultime due legislature due approfondite indagini conoscitive su aspetti centrali del funzionamento del nostro strumento militare. Mi riferisco all’indagine conoscitiva sul procurement militare svolta nella XVI legislatura e quella sui sistemi d’arma conclusasi lo scoro maggio 2014. Inoltre nella scorsa legislatura è stato approvato il disegno di legge delega per una profonda riorganizzazione e razionalizzazione dello strumento militare mentre lo scorso dicembre si è svolto il primo vertice europeo sulla difesa. Tutte queste iniziative stanno a dimostrare che non mancano certo le intenzioni riformatrici. Deve però essere chiaro a tutti che si può fare tanto o poco a seconda di quanto Europa riusciremo ad includere nel nostro percorso. Mi riferisco alle spese militari per l’esercizio e gli investimenti, a quelle per il reclutamento, il trattamento economico e lo stato giuridico del personale nei confronti del quale è necessario definire meglio i contenuti della “ specificità”. Ed è in questo contesto si sviluppa una forte iniziativa voluta dal Ministro della Difesa Pinotti e cioè la redazione di un Libro Bianco sulla sicurezza internazionale da sottoporre al Parlamento presumibilmente nel prossimo Gennaio 2015. Le linee guida, del libro bianco, sono state messe on-line a disposizione di tutti i cittadini. Si tratta di 90 principi o enunciati di carattere generale. Quelli relativi al personale militare, riportasti sotto la voce “il Fattore umano” individuati dal numero 65 al 72 rappresentano già un punto di partenza che potrà essere decisamente arricchito dal contributo dei cittadini. Il Parlamento potrà quindi pronunciarsi avendo a disposizione un materiale molto ampio tenendo presente la delicatezza della materia.

