Ipotesi sulla collisione tra i due Tornado, un generale dell`Aeronautica:"Errore umano in fase di rientro". Anavafaf se ne occupi anche la commissione difesa.

*INTERVISTA di Enzo Giaccio –  Tornado, un generale dell`Aeronautica: «Errore umano in fase di rientro» Simulavano un`azione di  guerra. E il leader ha ordinato il volo a un metro di distanza. Ma qualcosa è andato storto. L`indiscrezione di un generale a Lettera43.it. Dare per scontata qualsiasi ipotesi «è azzardato», ma – al di là dei silenzi ufficiali dell`Aeronautica Militare – tra i piloti dei Tornado, i comandanti e gli addestratori militari si sta facendo strada, in queste ore, il sospetto che a provocare il tragico impatto di martedì 19 agosto nei cieli delle Marche non sia stata un`avaria ne una qualsiasi altra causa accidentale. A determinare il tremendo impatto sarebbe stato un errore umano conseguente al «rientro ad ala, deciso – forse a sorpresa – dal pilota leader nel momento in cui, esaurita l`esercitazione, si è trattato di prepararsi al ritorno alla base».

 Di cosa si tratta? A spiegarlo a Lettera43.it è un generale dell`Aeronautica, 61 anni, comandante di stormi da prima linea, esperto di Tornado, con migliala di ore di volo effettuate sugli F104, sugli Executive e sugli elicotteri militari: in forma anonima, ha accettato di dar voce ai sospetti spiegando nei dettagli quel che potrebbe essere accaduto

DOMANDA. Come si spiega il tragico tra i due Tornado nei cieli delle Marche? RISPOSTA. L`inchiesta dell`ufficio sicurezza volo sarà, come al solito, lunga e puntigliosa. Ma sono sicuro che alla fine una spiegazione certa verrà individuata. D. Nel frattempo, che cosa pensa? R. Escludo avarie o cause accidentali. D. E dunque? R. È possibile che la causa dell`impatto sia da individuare nel tipo di rientro scelto dal leader per tornare alla base. D. Che vuoi, dire «il tipo di rientro»? R. Il rientro in aeroporto può essere a `tattica` o `ad ala`. D. Qual è la differenza? R. Il rientro `a tattica` mantiene i Tornado a debita distanza l`uno dall`altro e non presuppone manovre particolarmente rischiose. D. Quello `ad ala`, invece? R. Impone che quando si decide di tornare a casa l`aereo gregario si accosti, tramite una manovra necessariamente manuale, a quello del leader fino a situarsi a meno di un metro di distanza. D. Chi decide un rientro `ad ala`? R. Il leader, che può sceglierlo anche a sorpresa contraddicendo il piano di volo illustrato nel briefing prima della partenza. D. A che cosa serve un rientro `ad ala`? R. Viene provato durante le esercitazioni allo scopo di abituare al volo. D. Cioè? R. Con il rientro `ad ala`, i due Tornado viaggiano e poi atterrano appaiati, così che il velivolo che soccorre copre e protegge quello in difficoltà da eventuali attacchi nemici o da altro. D. Solo un metro di distanza: è un`operazione ad altissimo rischio, no? R. Si tratta di una manovra molto delicata, ma che si impara a scuola come molte altre. D. Che cosa si impara, a scuola? R. Un leader, per esempio, impara che non dovrà mai situarsi tra il sole e il pilota gregario. Impara che se si abbassa troppo repentinamente sarà più facile che un raggio di sole abbagli la vista dell`altro pilota facendo sì che i Tornado rischino di toccarsi con conseguenze disastrose.   D. Come funziona tecnicamente un rientro `ad ala`? R. Per favorire il ricongiungimento, a fine esercitazione il leader si mette in virata mentre il Tornado gregario si avvicina mettendosi a 45 gradi e rallentando progressivamente fino ai 50 metri e poi quasi fermandosi quando è nei pressi del velivolo leader. D. E poi? R. Il leader interrompe la virata e consente, con movimenti delicati e senza scosse, l`accostamento del Tornado gregario fino a sfiorarsi con le ali. Cioè, a un metro di distanza. D. Che cosa si rischia? R. L`operazione avviene entro due o tré miglia di volo. Per completarla, occorre un minuto e mezzo, al massimo due. Un errore in corsa si può correggere, ma solo se si ha molta prontezza ed esperienza. Guai a sbagliare velocità. O a dosare male la decelerazione. Si lavora di cicche, di istinto, di motore, di sangue freddo. D. Descritta così, sembra una follia. R. Per il disastro, basterebbe che i due velivoli si sfiorassero. Eppure, volare appaiati non è inutile: può proteggere da attacchi nemici.      
(ANSA) – ROMA  – Un incidente “difficilmente spiegabile”   quello accaduto  nei cieli di Ascoli Piceno secondo l`Associazione  nazionale vittime Forze Armate (Anavafaf). Lo scontro tra i due Tornado, rileva l`associazione “richiama alcune problematiche che si presentarono anni or sono in gravi incidenti di volo per gli aerei Amx”, aerei da combattimento più` piccoli dei Tornado. “Occorre che sulla vicenda indaghino le Commissioni Difesa del Parlamento – aggiunge l`associazione – a parte le indagini di rito delle Commissioni amministrative. Occorre conoscere quale era la specifica finalità` della missione addestrativa con riferimento alla zona in cui si e` verificato l`incidente, quali erano i piani di volo, quali erano le separazioni in quota stabilite per gli aerei, quali controlli sul volo erano in atto, quali erano le condizioni di efficienza dei velivoli, quali sono state le comunicazioni effettuate ed eventuali ordini impartiti”.

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