Kosovo, a casa circa 500 militari italiani "Resta alta la capacità di risposta alle minacce "

ROMA – Ha avuto inizio in questi giorni il ridimensionamento del contingente italiano in Kosovo: torneranno a casa circa 500 militari italiani; ne resteranno circa 1400. E' la conseguenza diretta dell'approvazione, da parte dell'Alleanza Atlantica, di ridurre la forza KFOR da 15.000 a 10.000 unità. L'Italia, dunque, così come stanno già facendo le altre Nazioni che partecipano all'operazione, rimodulerà gradualmente il proprio contingente. Il 10 dicembre scorso, il Ministro della Difesa – Ignazio La Russa – lo aveva annunciato nel corso dell'audizione congiunta con il Ministro per gli Affari Esteri, Franco Frattini, alle Commissioni riunite di Esteri e Difesa della Camera e del Senato. Il 10 gennaio prossimo, al comandante della Multinational Task Force West, Generale di Brigata, Roberto D'Alessandro, subentrerà il Colonnello Vincenzo Grasso e contestualmente la forza assumerà la nuova denominazione di Multinational Battle Group, passando da livello brigata a livello reggimento. “Si tratta di un adeguamento dello strumento militare all'attuale situazione in Kosovo – spiega lo stato maggiore della Difesa – che, considerati i notevoli progressi conseguiti, rende ora possibile ridurre dal punto di vista quantitativo il livello delle forze impegnate, senza compromettere le capacità di risposta ad eventuali minacce”. La protezione dei luoghi che identificano la cultura e le tradizioni locali (cosiddetti PrDSS – Property Designated with Special Status) costituisce uno dei principali compiti di KFOR. In questo contesto, il contingente italiano continuerà ad assicurare, senza riduzione degli assetti dedicati, la salvaguardia di quattro luoghi di culto della Chiesa serbo-ortodossa: il monastero di Visoky in Decane, il monastero di Goriok, il monastero di Budisavic ed il Patriarcato di Pec. L'Italia continuerà a mantenere il ruolo di nazione leader nel settore occidentale dell'Area di Responsabilità di KFOR.Fonte: repubblica.it

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