La Commissione Difesa Camera Procede a tappe forzate sotto il presidio del Ministro Di Paola – "macelleria social Militare"

IL MINISTRO DIFESA Di Paola, dopo aver incassato ” l'auspicio di approvazione ” dal consiglio supremo di difesa, con la prevedibile e grande soddisfazione di Finmeccanica ed holding collegate ,come da mesi a questa parte e come mai accaduto per nessuna legge, occupa militarmente commissioni e parlamento per seguire il suo provvedimento.
 L'ascolto di parti ” illuminate ” dei CoCeR, la pressione di Associazioni e rete, anche attraverso mail bombing, ha prodotto alcune riflessioni che non sembrano poter comunque fermare o modificare in modo significativo il provvedimento. CONTINUIAMO LA NOSTRA BATTAGLIA fino ad andare in piazza contro il provvedimento, contro la macelleria sociale verso migliaia di militari. Vi proponiamo , in pillole, alcuni interventi fatti ieri in commisisone difesa che dovrebbe chiudere i lavori oggi. 
 Augusto DI STANISLAO  (IdV) ritiene che l’esame di una riforma così importante come quella in discussione, definita epocale dallo stesso Ministro Di Paola, necessiti di tempi adeguati per svolgere le dovute riflessioni e approfondimenti.. ..Giudica, infatti, tale provvedimento errato in quanto nella delega detta principi e criteri direttivi assai dettagliati per quanto riguarda la riduzione del personale e assai vaghi per quanto attiene le linee riformatrici del settore degli investimenti e degli immobili della difesa. In sostanza, di notevole vi è solo il taglio di 50 mila unità di personale tra militari e civili. Visto nel suo complesso, il disegno di legge in esame non realizza quanto previsto nell’articolo 1, laddove si declinano le principali finalità del testo e più che operare una riforma dello strumento militare stesso finisce per costituirne una controriforma. Anziché relegare il personale della difesa fuori dalla scena, sarebbe più corretto operare una riforma che attribuisca a tale personale un ruolo da protagonista. Si domanda, quindi, perché – proprio in questo momento e in questo modo – la riforma riceva un così forte impulso per la sua approvazione. Non va, quindi, sottaciuta l’importanza che avrebbe avuto lo svolgimento in tempi congrui di un’approfondita attività conoscitiva in modo da acquisire i necessari dati, su cui riflettere in tempi congrui, per approvare una riforma davvero ponderata. Ritiene, inoltre, che il vero cuore della riforma verrà alla luce con l’emanazione dei decreti legislativi delegati e, pertanto, invita il Ministro Di Paola a fare chiarezza poiché sarebbe inaccettabile che, approvata la legge di delega, questi siano emanati senza il prescritto parere parlamentare essendo giunta a scadenza la legislatura. Con riguardo al tema della flessibilità del bilancio, richiama l'attenzione della Commissione sull'esigenza di evitare lasciare mano libera al Ministro e agli altri vertici amministrativi in un campo che è tradizionalmente stato una prerogativa del Parlamento. Il dubbio è che le risorse recuperate dalla diminuzione del personale finiscano poi per essere destinate al finanziamento di costosi e non necessari programmi d'arma come quello del JFS, ad esclusivo vantaggio delle società operanti nel settore.    Tornando, infine, sulla riduzione del personale, ritiene che non si riuscirà in futuro a trovare altra collocazione a tale personale che costituirà un'altra sacca di esodati. Questa Riforma è una macelleria militare… vergogna “.
Antonio RUGGHIA (PD)   Edmondo CIRIELLI  (PDL)   Circa i tempi relativi all’esercizio della delega ricorda che si stabilisce una durata di 12 mesi e di ulteriori 24 mesi per l’adozione di decreti correttivi. Si tratta di una tempistica che, se da un lato non pregiudica un futuro intervento parlamentare, potrebbe invece essere pregiudizievole dell’intervento in prima battuta. Infatti, la prossima scadenza della legislatura potrebbe di fatto ostacolare l’espressione del parere da parte del Parlamento entro 60 giorni, facendo scattare il meccanismo per il quale i decreti legislativi possono essere definitivamente adottati anche in assenza del prescritto parere. sottolinea come sia necessario che nell’attuare la riforma si prenda in considerazione lo slittamento della data entro la quale realizzarla.  Daniele MOLGORA (LNP)   ( Dottore commercialista, Revisore dei conti ) ritiene che nel provvedimento in esame il Governo sia stato troppo timido.. l’Esecutivo avrebbe dovuto predisporre una riforma più incisiva e coraggiosa così da permettere di liberarci dall’idea che le Forze armate possano diventare uno « stipendificio » messo in piedi per riassorbire le tensioni sociali. Giuseppe COSSIGA (PdL) Esprime, pertanto, apprezzamento per questa iniziativa dell'esecutivo ….. Sottolinea come sia significativa del livello di responsabilità delle attuali forze politiche la scelta di favorire che la riforma oggi in discussione possa essere definitivamente approvata, rinunciando a modificare il provvedimento e riservandosi di adottare opportuni strumenti di indirizzo per consentire di superare i punti critici della riforma.
n.d.r memorizzate i partiti, i  nomi, scaricate la foto, di chi appoggia incondizionatamente, di chi addirittura dice che il taglio di 50 mila posti di lavoro nella difesa è poco !!!, di chi comunque voterà a favore. Ci vediamo alle elezioni… forse proverete a salvarvi con le liste bloccate o trovere altre poltrone accoglienti… comunque vi seguiamo fino al voto e fino alla fine di questa pesantissima legislatura… ci vediamo alle elezioni !

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