In un articolo su analisidifesa.it Gianandrea Gaiani fa delle interessanti affermazioni e da interessanti notizie; Nell’articolo intitolato “ se l’ F-35 diventa di pace “ , tra l’altro scrive : “ Il Ministro Mauro in un intervista al Messaggero ha dichiarato – Credo che tutti siamo d’accordo nel riconoscere che il valore più importante che condividiamo nella nostra civile convivenza sia la pace. Sistemi di difesa avanzati, come l’ F-35, servono per fare la pace – Una rivelazione davvero illuminante che induce a chiedersi dove avessero la testa coloro che hanno denominato quel velivolo Joint Strike Fighter usando termini che poco si addicono ad un portatore di pace. Cercare di spacciare l’acquisto degli F-35 con la – necessità di avere mezzi efficienti di altissimo livello che servono a garantire la pace, ad evitare effetti collaterali – come ha ribadito il ministro Difesa ad Uno Mattina è tendenzioso e fuorviante sia perché i danni collaterali i nostri piloti sono riusciti ad evitarli o a limitarli anche senza gli F-35, sia a fronte dei costi alti anche come esercizio. Anche i bambini sanno che l' F-35 rimpiazzerà Tornado, Harrier e Amx che sono gli stessi jet che hanno lanciato oltre 700 bombe e missili in Libia più molte altre in passato su Kosovo, Bosnia e Iraq Che non ci siano alternative all’ F-35 è poi quanto meno discutibile dal momento che i tedeschi ( che non acquistano F-35 ) impiegano i loro Eurofighter Typhoon per l’attacco al suolo. Se vogliamo parlare di sprechi chiediamoci piuttosto perché stiamo cercando di vendere sul mercato dell’ usato 24 Typhoon della prima serie, velivoli ancora nuovi, per ridurre il numero di jet da 96 a 72 e “ fare posto a 75 F-35. Se avessimo mantenuto la commessa prevista di 121 Eurofighter Typhoon, aggiornando i primi esemplari, avremmo già i velivoli necessari alle esigenze con un forte risparmio generale, dal costo di acquisizione a quello logistico determinato dal fatto di disporre di un solo tipo di aereo e col vantaggio di puntare su un prodotto europeo nel quale la nostra industria è progettista, produttrice ed esportatrice. Curioso che un europeista convinto come il ministro Mauro si accodi alla lunga fila di coloro che ci vogliono mettere tecnologicamente e sul piano industriale e strategico nelle mani degli Stati Uniti”.
IL MINISTRO DIFESA MAURO HA FATTO IL MILITARE IN FANTERIA Già un mese fa, La Stampa , aveva scritto che il Ministro Mauro aveva optato per il servizio civile invece che fare il militare. Ieri, Giancarlo Perna su Il Giornale aveva ribadito la notizia in un articolo su Mauro. Oggi, lo stesso Perna chiede scusa dell’errore e pubblica una foto, spedita dall’attento lettore Mauro, in cui si vede l’attuale Ministro Difesa insieme a dei commilitoni ( il ministro è quello nel cerchietto con la barba ) durante il servizio di leva in Fanteria nel Reggimento Col di Lana.

