La Squadra della Difesa del Governo Letta. Solo Politici, con poche o nulle esperienze, lontani dalle problematiche del personale e molto vicini alle posizioni dell’Industria Militare

A cura di Salvatore Rullo s.rullo@tin.it
 Appena 3 giorni fa, sul nostro sito avevamo fatto delle considerazioni sulle freschissime nomine alla Difesa del Governo Letta, le ritroviamo molto simili in un articolo di altraeconomia.it a firma di Francesco Vignarca dove, tra l’altro si legge : “ Mario Mauro, neo Ministro Difesa, non pare avere competenze specifiche sulla Difesa in quanto nei suoi precedenti incarichi da parlamentare Europeo si è occupato di politica estera e le sue prime pubbliche e contraddittorie uscite evidenziano mancanza di informazione e preparazione soprattutto sui problemi più scottanti ( vedi dichiarazioni sugli F-35 ). Sui caccia il Ministro ha fatto riferimento ad Andreatta ( che è stato colui che ha iniziato a volere la collaborazione con il programma Joint Strike Fighter ) e ad un impegno ventennale. Riferimento scorretto che attribuirebbe la “ benedizione “ del padre nobile all’ F-35 non considerando che nel 1996  non era stato ancora scelto il modello di aereo e Lockheed Martin non era nemmeno capofila industriale. La mancanza di competenze specifiche accumuna il Ministro Difesa ad uno dei suoi sottosegretari, l’onorevole Gioacchino Alfano del popolo delle libertà che nelle passate legislature si è occupato di Bilancio e Finanze.
L’altro sottosegretario è la senatrice ligure Roberta Pinotti da sempre membro della Commissione Difesa , alla Camera anche come presidente e poi al Senato. La Senatrice Pinotti si è dimostrata molto vicina alle posizioni dell’ Industria a produzione Militare; potrebbe essere una sorta di Ministro ombra con qualche preoccupazione a cominciare dalle sue prime dichiarazioni sulle sue priorità che sarebbe l’occupazione di Fincantieri ( vedi artico di assodipro del 7 maggio ), una posizione e priorità singolare in quanto dovrebbe essere competenza del Ministero dello Sviluppo Economico. La partita importante da affrontare sarà quella del DISEGNO DI LEGGE DELEGA REVISIONE STRUMENTO MILITARE , la Senatrice Pinotti, proprio su questo provvedimento in seno alla commissione Difesa, nonostante alcuni esponenti del suo stesso partito (PD) avessero richiesto una discussione approfondita ed una serie di audizioni, ha sempre spinto per una approvazione rapida del provvedimento e per una discussione senza alcuna modifica ( qualche modifica poi venne fatta ). L’imperativo della Pinotti è stato quello di fare presto per arrivare ad una riforma così come desiderava il Ministro tecnico ammiraglio Di Paola.
Ora starà al Governo , che Pinotti rappresenta in un ruolo chiave,presentare i decreti delegati che dovrebbero rendere efficace la revisione dello Strumento Militare. Bisognerà vedere se la nuova compagine governativa continuerà sulla stessa linea di Di Paola che aveva già preparato TUTTE le carte per l’esercizio della delega. Una volta presentati i decreti il Parlamento avrà 60 giorni per esprimere un parere e impostare eventuali modifiche, quindi la battaglia nelle COMMISSIONI competenti sarà molto importante.
Chi sono I presidenti delle COMMISSIONI ? ( VEDI ARTICOLO del 7 maggio di Assodipro ) in entrambi i casi , Camera e Senato, ci troviamo di fronte non a parlamentari che abbiano maturato specifica esperienza e competenza sul tema ma a due esponenti sicuramente FIDATI PER I VERTICI DELLE FORZE POLITICHE DI PROVENIENZA  e che potranno legare e governare la discussione secondo le DIRETTIVE DEI PARTITI di provenienza.
L’onorevole Elio VITO ( PDL presidente comm. Difesa Camera  ) è un Berlusconiano di lungo corso che, non a caso ha ricoperto per anni il ruolo di Ministro per i rapporti con il Parlamento conoscendo bene dinamiche e procedure. Nicola Latorre (PD presidente comm. Difesa Senato ) è tra gli esponenti del PD più concilianti nei confronti del centro-destra, vicino alla fondazione Italianieuropei ( D'Alema ) che da sempre vede di buon occhio una modernizzazione spinta delle Forze Armate in un senso di aumento di investimenti militari”.
n.d.r. Di fronte a questo quadro,  il personale Militare, fortemente  e pesantemente tagliato con la Revisione citata  che creerà pesanti conseguenze economiche, sociali, familiari e lavorative a migliaia di Militari, fatta per recuperare risorse da destinare e lobby ed investimenti industriali tagliando migliaia di posti di lavoro militari, continua ad essere fortemente preoccupato dalla Riforma.  Preoccupazioni dovute al fatto che è stata solo IMPOSTA, chiusa in tempi straordinariamente brevi nonostante proteste, iniziative nazionali e critiche pesanti di Associazioni e Rappresentanze, senza DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI, senza il minimo ruolo negoziale, concertativo   o condiviso dei soggetti  interessati e trattati, ancora una volta, come cittadini e lavoratori di serie B… e forse il termine serie B è anche poco !  

Related Posts

About The Author

Contatta la Sezione o Unità Coordinata a Te più vicina!Inviaci una e-mail o telefona per avere maggiori informazioni.