Il Parlamento deve avere la possibilità di valutare l’opportunità di spese militari anche in relazione al più generale contesto economico in cui il Paese si trova. Ma, a tal fine, non possono bastare solo le decisioni prese dalla “Difesa Spa” e dal Complesso Militare Industriale.
Come ex Presidente della Commissione Difesa della Camera ho seguito gravi vicende come quella dello scandalo Lockheed, legato un’errata decisione che ha visto addirittura una condanna per il ministro della Difesa pro-tempore.
Ho assistito alla demolizione di un’intera classe di dragamine “litoranei” perché risultata nel pratico impiego, inidonea ai compiti.
Le Commissioni Parlamentari della Camera non hanno però la possibilità di svolgere analisi approfondite in merito alla rispondenza di determinate richieste di approvvigionamento di mezzi militari.
Anche perché impegnate in una vastissima serie di questioni, magari del tutto secondarie ma non rinunciabili. Faccio un esempio: il capo della banda musicale dell’Esercito deve poter raggiungere solo il grado di Maggiore, o può raggiungere anche il grado di Tenente Colonnello? Emerse a suo tempo la necessità di un’apposita Commissione bilaterale di controllo sulle commesse militari con i poteri di tribunale inquirente (venne istituita la Commissione Ariosto che rilevò nelle commesse militari vicende che hanno addirittura del grottesco. Vedi ad esempio l’acquisto di un milione di scarpe da ginnastica coreane e di cacciamine costruiti sul fiume Magra che non potevano entrare in mare per la presenza di un ponte). Decisioni eventualmente errate possono sempre essere riviste, magari pagando le penalità contrattuali stabilite. E tra le spese militari da rivedere con urgenza vi è ad esempio quella che riguarda le Frecce Tricolori, che vanno smilitarizzate e affidate a civili, così come vige in molti altri paesi (ad esempio in Germania) togliendo dal bilancio della Difesa le onerosissime spese di un apparato che non ha alcun utilizzo operativo, ma solo rappresentativo, e inoltre le spese di un intero aeroporto (Rivolto) per il loro impiego. Il contratto degli F35 della Lockheed, va profondamente ripensato in un momento di così grave crisi economica per il Paese. Così come del resto vanno ripensate altre spese in questo campo.
Lo scrivente ha a suo tempo fornito un preciso elenco al “controllore dell’epoca”, il dott. Enrico Bondi, peraltro senza alcun esito.
Falco Accame Presidente Anavafaf Associazione Nazionale Italiana Assistenza vittime arruolate nelle forza armate e famiglie dei caduti. segreteria@anavafaf.com

