R.S. Assodipro Roma
Due giorni fa, nell’articolo sul nostro sito, con articolo del 15 maggio, avevamo messo in evidenza alcune dichiarazioni inesatte del “ nuovo “ ministro Difesa Mauro sui Giovani nelle Forze Armate, ricordiamo solo che il ministro Mauro si vantava che “ LA DIFESA CON LA SPENDING REVIEW HA TAGLIATO PIU’ DI ALTRI MINISTERI “ grazie all’opera dell’ex ministro tecnico Ammiraglio Di Paola che sarà ricordato a lungo come “ l’esecutore del massacro sociale del personale della Difesa su mandato del Governo Tecnico “ .
Oggi troviamo le Dichiarazioni del Generale Vincenzo Camporini, attualmente vice presidente dell’Istituto Affari Internazionali . Il sogno, neanche tanto nascosto, di molti vertici militari, sarebbe quello di avere Forze Armate costituite all’80% da giovani Volontari, magari precari ed a tempo, sicuramente sottopagati come lo sono attualmente, senza DIRITTI Associativi e Sindacali, senza previdenza complementare e quindi con pensioni da “ morti di fame “ . Questo “ disegno “ riappare frequentemente” e lo ritroviamo nelle parole del ministro Difesa nell’ultima audizione alla Camera e nell’intervista al generale Camporini , pochi anni fa al vertice dell’Aeronautica e dello Stato Maggiore Difesa. Mettere “ contro “ “ vecchi ” è giovani delle Forze Armate è un ragionamento che porta acqua solo al mulino di chi vuole Forze Armate composte in maggioranza da personale precario / sottopagato / senza diritti e tutele anche pensionistiche .
Il massimo, per questi “ sognatori” sarebbe quello di avere la stra-grande maggioranza di personale a tempo per poi scaricarlo. L’esatto contrario di Forze Armate di popolo, democratiche , che rispondano compiutamente e senza interpretazioni all’Art. 11 e l’Art. 52 della Costituzione e che mettano al primo posto l’uomo e non industrie , Lobby e Caste.
Il Mantra dei numeri viene scandito dal periodo Di Paoliano e si continua a ripetere ossessivamente che bisogna tagliare posti di lavoro nella Difesa in quanto il “ sistema non è più sostenibile “ e le risorse recuperate di devono investire perfino su investimenti milionari per “ soldati robotici “ o portare fatturato a lobby industriali. La drammatica semplificazione che si stà applicando, subendo imposizioni dall’economia e dalle lobby, è : Le risorse non bastano più, quindi licenziamo e tagliamo 40 mila posti di lavoro Militari ( da 190mila a 150mila ) con il desiderio di portarle alla metà, 85mila !
lindro.it intervista Camporini : Cosa significa ‘costruire un nuovo modello che sia in grado di valorizzare la componente dei giovani’? Le Forze Armate hanno una struttura che era stata decisa alla fine degli anni ’90, in vista della professionalizzazione delle Forze stesse e quindi della sospensione del servizio di leva obbligatorio: questo modello, oggi, non è più sostenibile perché le risorse finanziarie che l’Italia può dedicare alla Difesa non sono più sufficienti . L’ex ministro della Difesa Giampaolo Di Paola annunciò un piano di necessario ridimensionamento: ridurre il numero degli uomini da 190 a 150 mila; ma è chiaro che non si può procedere con il pantografo per la sottrazione, non si può ridurre la somma proporzionalmente, perché diminuendo la cifra non si rimedierebbe ai problemi organizzativi. Non basta solo dimezzare gli uomini della Difesa. Bisognerà ripensare a tutta l’organizzazione delle Forze armate e potenziare soprattutto la partecipazione giovanile, è questo il nuovo modello a cui si riferisce il ministro Mauro: “svecchiare” l’esercito e dare spazio alle nuove generazioni. Negli anni passati come si è sviluppata la partecipazione giovanile nelle Forze Armate? Questo progetto non è una novità, si è sempre cercato di potenziare la partecipazione dei giovani nelle Forze Armate perché l’organizzazione ha bisogno, ovviamente, di avere per i soldati un’età media più bassa rispetto a una qualsiasi altra amministrazione. Ma la poca disponibilità di fondi per il reclutamento ha causato l’età media ancora troppo alta tra i militari. Le Forze Armate necessitano di ragazzi giovani, ma non “possiamo permettercelo”: è stato questo il grande limite che non ha permesso alla Difesa di ringiovanirsi.Cosa c’è ancora da fare, a suo avviso, per valorizzare la componente giovanile? Ci sono ancora delle resistenze di carattere interno: gli anziani sono tuttora poco concilianti, non vogliono che i giovani prendano il loro posto, quindi ai vertici dell’organizzazione militare si chiedono le extension per l’età pensionabile; i militari anziani vorrebbero mantenere le proprie posizioni. Ma così i giovani perdono l’ambizione per l’avanzamento di carriera: dobbiamo operare affinché non vengano recise le loro aspirazioni, al contrario, bisognerebbe alimentarle.
Mi permetto di ricordare al presidente Camporini che, NON è vero che “ gli anziani “ non vogliono che i giovani prendano il loro posto, anzi, gli “anziani” e comunque molti di loro, lottano per i Diritti per Tutti a cominciare dai Giovani che vorreste soltanto precari, sottopagati per ottenere il risultato di avere il massimo risparmio usando maggiore forza lavoro a basso costo. RICORDO che le CARRIERE SONO BLOCCATE, così come sono bloccate le RETRIBUZIONI, molti giovani compensano basse retribuzioni contendendosi missioni fuori area ! Le Carriere NON si sbloccano sicuramente tagliando 40 mila militari. Volete Forze Armate di volontari e precari che comunque hanno carriere bloccate. Magari gli anziani sono poco concilianti perché vedono condizioni sociali, lavorative ed economiche che rendono il presente durissimo e negano il futuro ai nostri figli….” I GIOVANI ! “

