Le VITTORIE di Assodipro sulla strada per la conquista dei DIRITTI Sindacali per TUTTI I MILITARI. Aspettando la Corte Costituzionale.

A cura di Salvatore Rullo Presidente Assodipro

 La recente ordinanza  del Consiglio di Stato, che ha rimandato alla Corte Costituzionale la legittimità costituzionale dell’ articolo 1475, comma 2, del d.lgs 15 Marzo 2010, n°66 (Codice dell’ordinamento militare ) sul divieto ai militari di costituire associazioni di carattere sindacale, è senza alcun dubbio una VITTORIA DI ASSODIPRO e di chi, come noi, da 25 anni lotta per i diritti dei Militari.

Posto che tra gli scopi di  Assodipro c’è quello di vincere la “ guerra dei diritti “, è naturale che per farlo bisogna passare da “ battaglie vinte “. Quella vinta il 4 maggio 2017 , data di pubblicazione dell’ordinanza del Consiglio di stato ( firmata in sede giurisdizionale dalla sezione quarta : Filippo Patroni Griffi presidente; Florenza Oberdan consigliere; Leonardo Spagnoletti consigliere; Luca Lamberti consigliere estensore e Nicola D’Angelo Consigliere ) , è una importantissima battaglia vinta frutto di sacrifici, impegno, dedizione e applicazione costante e quotidiana alla causa dei diritti e delle tutele di tutti i  militari che ho avuto l’onore di percorrere interamente, negli ultimi anni, a differenza del giudizio della Corte del 99. La “guerra per i diritti” si vince passando da battaglie dure e noi lo stiamo facendo, oggi siamo idealmente davanti al palazzo dove la suprema corte dovrà dare il suo parere e aspettiamo  fiduciosi e con il massimo rispetto per la Corte Costituzionale.    

Si cominciò qualche anno fa con alcuni militari di forze armate e corpi diversi, tra i quali il sottoscritto, che presentarono per via gerarchica la richiesta di autorizzazione a costituire un sindacato. Avevamo bisogno di una risposta che, sapevamo negativa, per avviare un ricorso al TAR. La prima amministrazione che rispose fu quella della GdF che, al brigadiere Francesco Solinas, negò “ l’autorizzazione a costituire un associazione a carattere sindacale fra il personale dipendente del Ministero difesa e/o del ministero dell’ economia e delle Finanze”. Con questo rifiuto percorremmo la strada del ricorso al Tar Lazio consci delle difficoltà e con poco ottimismo sul parere dello stesso che, puntualmente rigettava il ricorso; ero lì alla sede del Tar il giorno dell’esame; all’esito ci guardammo negli occhi con Emilio AMMIRAGLIA e condividemmo uno sguardo di delusione che, uscendo dalla sede Tar Lazio diventò un condiviso pensiero sull’ andare avanti e lottare, ancora . E’ nel nostro dna non arrendersi e preparammo il ricorso al Consiglio di Stato ( con lo Studio Saccucci ) che ci ha portato alla VITTORIA che è : portare la questione dei diritti sindacali per tutti i militari davanti alla suprema corte.

Arriviamo ad un giudizio tanto atteso con motivazioni e parole confortanti contenute nell’ordinanza del CDS.

Questo Consiglio, ravvisata le palese e insanabile contrarietà dell’ art 1475, comma 2, del d.lgs 15 Marzo 2010, n°66/2010 (Codice dell’ordinamento militare ) con la norma di diritto internazionale convenzionale come ricavata dall’esegesi della Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo , non può che rimettere alla Corte Costituzionale e, come tale, non presenti idoneità a integrare il parametro dell’articolo 117, primo comma , Cost.  “ (La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonchè dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali).

Il CdS scrive, tra l’altro, nella ordinanza “ La predisposizione legislativa di un articolato sistema di rappresentanza militare NON può comunque soddisfare le esigenze indicate dalla Corte Europea dei Diritti del’ Uomo, giacchè la libertà sindacale presuppone ontologicamente la facoltà di dar vita a forme autonome di rappresentanza al di fuori di eventuali strutture create ex lege” .

Questo consiglio ritiene che la disposizione dell’art 5 terzo comma della Carta Sociale Europea laddove rimette alla legislazione nazionale di determinare il principio di applicazione delle garanzie sindacali ai militari nonché la misura di tale applicazione , intenda evocare un nucleo essenziale, certo ristretto, e circoscritto, di libertà sindacali che non può NON essere riconosciuto anche a favore di tali categorie di lavoratori: ne consegue che una norma nazionale ( come quella contenuta nel sopracitato art 1475 ) privi in radice i militari del DIRITTO di costituire associazioni professionali a carattere sindacale o aderire ad altre associazioni sindacali, si pone in contrasto con tale disposizione di diritto internazionale convenzionale

Certamente la Corte Costituzionale…..

Certamente la Corte Costituzionale, giudice delle leggi, dovrà anche considerare e valutare che il divieto ai militari italiani di costituire sindacati si pone in contrasto con l’art. 117, comma 1, Cost in relazione agli articoli 11 e 14 della Convenzione Europea dei Diritti dell’ Uomo, come recentemente interpretati dalle sentenze emesse in data 2 ottobre 2014 dalla CEDU, quinta sezione, nei casi Matelly c. Francia e Adefdromil c. Francia.

E, la stessa Corte Costituzionale dovrà esaminare il contrasto dell’art 117, comma 1 Cost. in relazione all’articolo 5, terzo periodo, della Carta Sociale Europea riveduta, firmata a Straburgo in data 3 maggio 1996 e rese esecutiva in Italia con legge 9 febbraio 1999, n° 30.

I Diritti Sindacali per tutti i Militari sono una questione di Democrazia . Sono indispensabili per garantire, finalmente, una effettiva tutela su temi fondamentali come Il LAVORO e la SALUTE dei cittadini in uniforme.

TUTELA DELLA SALUTE che è, anche, aprire il mondo militare ad enti terzi ed autonomi dopo le migliaia di morti e malati causa Amianto e Uranio così come è agli atti e nei lavori della Commissione d’inchiesta presieduta dall’ On. Scanu che sta facendo un lavoro egregio. Su quello che è il sistema della sanità militare oggi, e su quello che è stato, ci rimettiamo, condividendole nel principio, alle affermazioni di numerosi esperti e politici competenti in medicina, che in numerose audizioni hanno certificato gravissime carenze interne con vere e proprie accusa al sistema sanitario nel suo complesso per come è, e per come è stato. Dott. Guariniello. “La specificità militare  NON puo favorire la creazione di zone franche impermeabili alle leggi o favorire la sostanziale compressione dei diritti che, invece, sono diritti per tutti i lavoratori” – Come pubblico ministero mi sono spesso confrontato, per inchieste, con  organi interni militari e questi incontri mi sono apparsi inquietanti . Mi ricordo un caso di un ispettore che aveva contravvenzionato il comandante di una caserma ed il comandante gli ha detto “ ma come ti sei permesso !” Ci sono casi di ispettori mandati via dai superiori . Di ispezioni e prescrizioni se ne fanno pochissime ! Uno degli enti tecnici militari, il Cisam, è stato da noi ascoltato ed il direttore del Cisam, alla domanda “ lei è in grado di far assolvere all’istituto tutte le funzioni previste ? ha rispoto NO.

L’On Amati (PD)  nel commentare l’audizione dei membri dell’osservatorio epidemiologico militare ha affermato : “io come medico le dico che NON avrebbero passato un esame di epidemiologia all’universita ! COME ASSODIPRO RIBADIAMO CHE È ASSOLUTAMENTE POSITIVA LA PROPOSTA DI APRIRE IL MONDO MILITARE ED AL CONTROLLO DI ENTI TERZI ESTERNI. Chi afferma che tutto debba rimanere al giudizio interno , chiuso e gerarchizzato, oltre che non parlare mai di DIRITTI SINDACALI per i militari, che avrebbero sicuramente evitato o attenuato quanto accaduto per anni , tra mancata prevenzione e operazioni fatte senza minimi strumenti di protezione e senza informazione,  fa venire dei grossi dubbi e pare negare l’evidenza di quanto è sotto gli occhi di tutti con migliaia di militari malati e morti senza diritti e tutele, figli del sistema attuale !  

Registrata agli atti e nei fatti la VITTORIA di Assodipro siamo perfettamente consapevoli che “ la guerra “ non è vinta. Nel tempo che ci separa dal giudizio della Suprema Corte ( circa un anno ) , forti dei risultati ottenuti, del consenso e della fiducia che ci date, manifestata in modo concreto con nuovi iscritti e nuove sedi di Assodipro aperte e di prossima apertura in tutta Italia, impegneremo tutte le nostre energie, sul tema diritti e tutele per tutti i militari, con articoli, incontri, convegni, dibattiti, iniziative di vario genere aperti a  tutte le forze politiche – sociali – associazioni – sindacati che hanno a cuore la DEMOCRAZIA DEI DIRITTI. IN ATTESA DEL GIUDIZIO DELLA CORTE COSTITUZIONALE.

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