Lettera a Min. Difesa Pinotti del Supu dell’ ex Generale CC Pappalardo.“Militari in piazza se non avranno diritti sindacali“–“Il CoCeR carabinieri, inefficace, inutile e biasimato dalla base

Premesso che, Assodipro, dalla sua costituzione in Associazione, da 22 anni circa lotta e lotterà per i DIRITTI ASSOCIATIVI SINDACALI per i Militari e per una effettiva tutela degli stessi, pubblichiamo questa interessante lettera al ministro Difesa Roberta Pinotti da parte dell’ ex Gen. Pappalardo, anche presidente del CoCeR Carabinieri qualche anno fa.   
Tra l’altro, nella lettera, si legge : “ Signora Ministro, da anni seguiamo il Suo impegno politico a favore del personale delle Forze Armate, affinché esso, sia in servizio che in congedo, abbia la tutela dei propri interessi collettivi al pari degli altri cittadini. Lei si è spinta addirittura a chiedere la sindacalizzazione delle Forze Armate. Divenuta Ministro della Difesa, ha subito precisato che i tempi per la sindacalizzazione delle Forze Armate non sono ancora maturi. Come è accaduto con i Suoi predecessori, venendo a contatto i fossili che da troppi anni tengono le Forze Armate fuori dal contesto democratico della Repubblica, Lei si è fatta suggestionare da valutazioni che porteranno i prima o poi i Militari, come è accaduto negli anni ’70, a scendere nelle piazze rivendicare i loro sacrosanti diritti
Pochi sanno che la percentuale dei suicidi nell’Arma è la più alta fra le Forze armate e di polizia, ancora più alta di quella dell’intero popolo italiano, dove però sono inclusi schizofrenici, paranoici, affetti da depressioni varie e manie di persecuzione. Il fatto è clamoroso, ma né l’Autorità Politica, né il Comando Generale, né tantomeno gli Organismi di rappresentanza hanno inteso mai indagare seriamente su una questione così rilevante. Il personale è avvilito e denuncia ogni malefatta dei superiori. Va, peraltro, detto, che la Rappresentanza militare è nata da un compromesso politico, che ha negato i principi costituzionali della libertà e indipendenza sindacale. Già negli atti parlamentari si prevedeva che essa dovesse essere adeguata alle norme costituzionali. Oggi i Militari hanno uno pseudo sindacato pagato dal Governo, cioè dal datore di lavoro, che rimborsa ai delegati spese di viaggio, fogli di missione, fatture per pernottamenti in alberghi, ecc.. Si verifica l’assurdo che in un momento di grave crisi economica, lo Stato paga, solo per la Rappresentanza dei Carabinieri, 8 milioni di euro all’anno, per tenere in piedi un’attività sindacale anticostituzionale e inefficace, biasimata dalla base. Ma un altro fatto ancora più grave accade all’interno del mondo militare: mentre il personale in servizio, bene o male, ha uno straccio di rappresentanza militare che lo tutela, il personale in congedo viene con arte e abilità inserito in Associazioni militari che li inquadrano, al comando di Generali di Corpo d’Armata, continuando a vivere in una situazione intollerabile in uno Stato democratico, senza una difesa dei loro diritti economici. Diritti sacrosanti, nel momento in cui il governo sta tagliando le loro pensioni e li sta impoverendo. Taluni vertici militari li tengono ancora fuori dal sindacato perché temono – scellerati quali sono – che con la sindacalizzazione del personale in congedo si possa giungere alla sindacalizzazione di quello in servizio! Fra i compiti che si prefigge l’Associazione Nazionale Carabinieri, almeno leggendo il relativo statuto, vi è quello di occuparsi di realizzare l'assistenza economica a favore degli iscritti e delle loro famiglie nonché promuovere e partecipare ad attività di volontariato per il conseguimento di finalità assistenziali. In realtà basta essere stati iscritti in una qualunque sezione dell’Associazione “ANC” in Italia per capire che tali attività “assistenziali”, di fatto, si sviluppano attraverso “aiuti” che nulla hanno a che fare con la più concreta e corretta tutela sindacale, che la nostra Costituzione affida solo ai Sindacati, liberi, autonomi e indipendenti. Le cariche sociali vengono affidate ad alti gradi in congedo, e pilotate in modo da immobilizzare l’organismo e a non farlo crescere democraticamente.  Si avverte sempre più la necessità di: – riformare le Forze Armate, legate a modelli di sicurezza e difesa del territorio, non in linea con le più moderne concezioni, ma che soprattutto non rispondono più all’attuale ruolo dell’Italia nella strategia mondiale della dissuasione dalla guerra e dalle violenze, con costi insostenibili nel campo tecnologico e dei nuovi armamenti; – concedere ai Militari, al pari degli altri lavoratori uno “Statuto dei lavoratori Militari. – procedere alla tutela degli interessi collettivi di Militari e Poliziotti civili, alla pari, in modo che i Corpi armati dello Stato, che la Costituzione nel 1948, all’art. 52, riuniva in un unico contesto, non si abbiano più a rincorrere in ricorsi amministrativi favoriti dall’immobilismo parlamentare e del governo
 

Related Posts

About The Author

Contatta la Sezione o Unità Coordinata a Te più vicina!Inviaci una e-mail o telefona per avere maggiori informazioni.

Militariassodipro.org
Vuoi le nostre news nella tua casella di posta?

Iscriviti alla nostra mailing list per ottenere informazioni interessanti e aggiornamenti.

Grazie per la sottoscrizione.

Qualcosa è andato storto.