Mario Mauro annuncia ANCORA i TAGLI all’occupazione nella DIFESA, omettendo di dire che il tutto viene imposto senza la minima concertazione da una politica insensibile alle istanze del personale.

REDIPUGLIA (GORIZIA)  10 settembre – «Ci sarà una riduzione del personale delle Forze armate intorno al 20%». Lo ha sottolineato il ministro della Difesa Mario Mauro rispondendo a una domanda sulla riorganizzazione dello strumento militare. «La revisione dello strumento militare è un processo epocale di razionalizzazione delle Forze armate e deve fare i conti con le condizioni di finanza pubblica e di bilancio della Stato», ha detto il ministro.

Poco tempo fa Mauro ha affermato, in un incontro con i CoCeR, che dovrebbero rappresentare il personale, ad una precisa richiesta di Diritti Sindacali per il personale : “ L 'Istituto del sindacato è incompatibile con la specificità del mondo militare. Se cercavate un Ministro disponibile su questo piano, io non sono quel Ministro ! “. 
A parte le critiche che Assodipro muove al provvedimento, nel merito e nel metodo,  da quando è stato presentato al Parlamento dal precedente Ministro Di Paola, che sarà ricordato come  il Ministro  più duro con il personale al quale ha imposto tagli epocali , e quello più vicino all’industria e lobby; senza elencare le decine di comunicati debolmente critici e sempre passivi delle Rappresentanza, evidenziamo solo le parole del vice pres. Del CoCeR A.M. T.C.  Bottacchiari , che in un recente intervista ha, tra l’altro, dichiarato: “  è  deludente constatare che il Ministro della Difesa Mauro non abbia fatto tesoro della sua esperienza di europarlamentare ! Chissà cosa ne pensano di questa esternazione ( sul Sindacato )  i suoi ex colleghi olandesi, tedeschi o belgi, rappresentanti di Paesi in cui vige il DIRITTO SINDACALE NELLE FF.AA. DA MOLTI ANNI.   –  sui TAGLI : “ A titolo di esempio la Germania per irdurre circa 16.000 unità ha stanziato ben un miliardo di euro per PRE-PENSIONARE 6.000 uomini.  Da noi invece si pensa di raggiungere gli obiettivi di riduzione degli organici e di risparmi di spesa senza prevedere forme di esodo agevolato od incentivi. Come si può pensare che  oltre  18.000 persone se ne andranno volontariamente accettando forme di esodo più o meno penalizzanti e talora frustranti ?”.  

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