MARIO MAURO ; IL PARLAMENTO NON DEVE DECIDERE SUI SISTEMI D’ARMA

Mario Mauro è intervenuto durante un’audizione in commissione Difesa alla Camera riguardante Indagine Conoscitiva sui sistemi d’Arma, in vista del Consiglio europeo di dicembre 2013. 
Il ministro è reduce da una settimana di incontri con i sindacati civili e militari  ( per i militari il termine sindacato è improprio in quanto i CoCeR non hanno nessun ruolo negoziale e sono trattati, spesso comportandosi anche come tali , da SINDACATI GIALLI ), durante i quali ha illustrato loro gli effetti dei tagli previsti dalla spending review voluta dal suo predecessore Giampaolo Di Paola. Un ingente ridimensionamento del personale e un lungo elenco di basi, caserme, comandi, dipartimenti e uffici che saranno chiusi, dismessi o accorpati con pesanti conseguenze economiche , sociali, familiari e lavorative per migliaia di militari . Tutto questo senza che I CoCeR facciano nulla se non assistere, presentare liste della spesa negli incontri sul tema, o, addirittura dichiarando che ” il nostro parere non vuole essere un parere di discordanza sul provvedimento (!)- CoCeR AM 18 luglio – . Se non si contestano democraticamente, con tutti i mezzi Costituzionali, provvedimenti di tale portata e di tali conseguenze cosa si esiste a fare come Rappresentanza ? cosa si Rappresenta ? Chi si tutela ?  Come si giustificano comunicati di pochi mesi fà dove si ” minacciava di passare il rubicone – o inneggiava ai Samurai in opposizione a leggi penalizzanti ? “Prima di toccare il fondo, di incapacità e volontà rappresentativa, perchè non ci si dimette come segnale ultimo contro provvedimenti da ” macelleria sociale ” ?
Toni De Marchi su –Il fatto Quotidiano, con un articolo intitolato “  Mauro alla Camera: gli armamenti ? Sono cose per grandi –  tra l’altro scrive : “  Il Parlamento vuol decidere sui sistemi d’arma? Non ci pensate proprio, non è affar vostro ha detto citando leggi e costituzioni ma significativamente omettendone passaggi decisivi. In assoluta continuità con il verbo quirinalizio secondo cui la destinazione delle spese militari è una riserva di caccia del Governo, Mario Mauro ha martedì preso a sonori schiaffoni la commissione Difesa della Camera che ha osato metter in piedi una indagine conoscitiva sui sistemi d’arma. La storia è nota: dopo il disastro delle mozioni sugli F-35, la strana maggioranza che regge questo Paese ha deciso di vederci chiaro sui costi degli armamenti facendo una indagine conoscitiva……. Non una parola sulle spese per armamenti, se non per ribadire che noi spendiamo sempre poco, troppo poco. Anzi, il signor ministro (quello che vorrebbe mandare l’esercito a difendere la libertà religiosa dei cristiani in Africa) si è anche arrabbiato quando Donatella Duranti, di Sel, ha osato chiedere conto dell’F-35. “Già sapete tutto” ha sbottato, e ha citato una “intervista al generale Esposito, direttore generale degli armamenti aeronautici, pubblicata sul sito della Difesa (intervista è tra molte virgolette perché l’intervistatore del mega-generale è Giuseppe Lupoli, un altro generale, suo dipendente tra l’altro). Questa è l’idea che Mauro ha dell’informazione al Parlamento: leggetevi il nostro house organ

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