MILITARI : Il BLOCCO STIPENDIALE dal 2011 al 2014 NON VALE per colonnelli e generali. Decine di migliaia di euro a Colonnelli e Generali.

Assodipro Roma
Articolo di Paola Zanca per  ilfattoquotidiano  30 . 4. 2015
La busta paga è arrivata l’altro ieri. Gli uffici del Centro unico stipendiale dell’Esercito hanno messo in pratica senza sgarrare nemmeno di un giorno la direttiva del generale Paolo Gerometta. L’adeguamento retributivo – scriveva perentorio il 5 marzo scorso – deve “effettuarsi possibilmente nella mensilità di marzo 2015” (liquidata il 27 aprile, ndr) e se “differimento” dev’esserci, che sia “contenuto”.  
Puntualissimo, invece, per i generali di divisione e di corpo d’armata, per i colonnelli e per I generali di brigata è arrivato un bonus non da poco: tre anni di indennità di posizione e di indennità perequativa arretrate
.
Perché (anche) per leForze Armate il blocco stipendiale voluto dal governo Monti non vale  ( NOTA Assodipro “ il BLOCCO Vale dal 2011 al 2015 solo per tutti i gradi inferiori a colonnelli a generali” ) .
Così, appellandosi a una sentenza della Corte costituzionale che si era pronunciata sulle carriere di alcuni diplomatici, alla Direzione generale per il personale militare ( Persomil) hanno pensato bene di non perdere altro tempo. Dal 1° gennaio 2011, per tre anni, le indennità aggiuntive di cui sopra non sono state riconosciute.
Ma ora finalmente la Ragioneria generale dello Stato ha rimesso le cose al loro posto: “detti emolumenti”, scrive il generale Gerometta, direttore del Persomil, sono legati “per loro precipua natura a un evento straordinario della dinamica  retributiva”. E come tali, vanno innanzitutto “esclusi dal cosiddetto tetto retributivo”, la soglia di 240 mila euro stabilita dal governo Renzi come massimo stipendio per il pubblico impiego.
Per le stesse ragioni, vanno tenuti lontano dalla “cristalizzazione del trattamento stipendiale.
L’eccezionale gratifica, insomma, non si può imbrigliare nelle rigide griglie dei ragionieri di Stato.  
Bisognava riparare il guaio. Perciò è stato dato ordine di “procedere al conferimento delle provvidenze in questione in favore degli interessati”.
Che non sono solo gli ufficiali privati del bonus, ma anche quelli che il bonus nel 2011 non lo prendevano ma nel frattempo sono stati promossi
.  In commissione Difesa, il deputato del M5S Gianluca Rizzo proverà a chiederne conto alla ministra Roberta Pinotti: “È d’accordo con questa interpretazione della normativa – domanda nell’interrogazione – che attribuisce considerevoli benefici economici ad alcune centinaia di dirigenti?”.
Stiamo parlando di somme variabili: l’indennità perequativa può andare dai 13 mila euro annui ai 29 mila circa. Nella busta paga di un colonnello che vedete pubblicata nell’edizione del fatto quotidiano , la somma riconosciuta è di 29.990 euro, a cui sono stati sottratti 3.434,94 euro perché, in attesa della sentenza, era stata corrisposta una parte di indennità una tantum. Lo stesso aveva fatto il ministero dell’Interno con i prefetti rimasti “congelati” dal blocco di Monti. E anche dal Viminale, il 6 marzo scorso, è partita la circolare con scritto: ridateci tutto.

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