P.A. Comparto Difesa e Sicurezza , con STIPENDI E INDENNITÀ BLOCCATI – Comparto Difesa verso il TAGLIO DI 30 MILA POSTI DI LAVORO MILITARI ma la Casta non cambia ed il conto di Montecitorio sale.

La spending review non tocca la Camera: il conto di Montecitorio continua a salire  la Casta è un punto fermo nell’Italia che cambia, una storia che non finisce mai.  Alcune voci di spesa certificano che i soldi volano fuori dalle finestre della Camera e che la Casta goda ancora di ottima salute. Come i 165mila euro di quotidiani per consentire a tutti e 630 gli onorevoli di leggere il proprio. Servizi medici interni a Camera e Senato. Ebbene, nulla è cambiato. 
Non si capisce quale morbo si stia debellando laggiù, dove stipendio, diaria e rimborsi consentirebbero agli onorevoli di curarsi privatamente o affidandosi come tutti al SSN. Ma è molto preferibile per loro, a quanto pare, usare i presidi gratuiti (sempre per loro) che a noi sono invece costati 1,2 milioni di euro in sei mesi, 200mila euro al mese. 
Tra fatture Frau (79mila euro) e di altre nobili marche d’arredo, gli acquisti di beni mobili (di legno) procedono al ritmo di 48mila euro al mese, fino a un totale di 290mila euro.  Conto lavanderia per i dipendenti, che servono gli onorevoli in livrea, in sei mesi è arrivato a 180mila euro, 30mila euro al mese.  
Pensioni, il governo pensa a un contributo per quelle d'oro. Ma rischia di colpire la classe media  Il governo pensa a un contributo per le pensioni d'oro, ma a pagare potrebbero essere – per restare nella metafora agonistica – anche argento e bronzo.  il sottosegretario al Lavoro Carlo Dell'Aringa, intervistato a Radio Anch’io  ha spiegato che nell'agenda dell'esecutivo c'è un “contributo di solidarietà” per gli assegni maggiori. Sulle modalità però, Dell'Aringa ha avanzato due ipotesi. “La prima è di rendere strutturale il blocco delle perequazioni delle pensioni più alte”, ha spiegato. “Già ora temporaneamente non sono indicizzate al costo della vita, è una misura d'emergenza che potrebbe essere resta strutturale per le pensioni più alte, progressivamente, per arrivare fino alle pensioni altissime che potrebbero rimanere ferme in termini nominali e non più aumentate. 
Misura minimale ma che nel medio periodo produce comunque effetti notevoli”. La norma citata dal sottosegretario  è inclusa nella legge Salva Italia varata da Monti nel 2011 , e ha bloccato l'adeguamento al costo della vita per tutti gli assegni superiori a 1486 euro lordi (tre volte la cosiddetta “minima”) fino a fine 2013. 
Misura temporanea che ora il governo potrebbe rendere appunto permanente, dirottando le risorse verso le pensioni più basse. Difficile però parlare di vere e proprie pensioni d'oro, visto che al netto delle imposte, si tratta di importi – circa 1200 euro al mese – più da classe media che da casta pensionistica privilegiata ( secondo i calcoli della CGIL sono 6 Milioni di persone .   
Che l'intervento sia destinato a colpire non soltanto quindi le pensioni molto alte lo ha di fatto puntualizzato anche lo stesso ministro del Lavoro Enrico Giovannini oggi al meeting di Comunione e Liberazione oggi a Rimini. “È fondamentale stabilire dove fissare l'asticella”, da quale livello si definiscono d'oro, ha spiegato Giovannini aggiungendo che se per pensioni d'oro si intendono quelle da 20 mila euro al mese a salire le risorse che si possono ricavare per redistribuirle sono “molto limitate”. 

Tratto da articoli di di Thomas Mackinson per ilfattoquotidiano.it  e di Flavio Bini per huffingtonpost.it 

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