Peschereccio sotto il fuoco libico, militari italiani sulla motovedetta

Palermo – (Adnkronos) – Sulla motovedetta, una di quelle consegnate dal governo italiano alla Libia, c'erano anche diversi uomini delle delle Fiamme Gialle con funzioni di osservatori. I colpi dopo aver intimato lo stop all'imbarcazione, che è riuscita a sfuggire. A bordo 10 uomini, tutti illesi. Buttiglione: “Il governo riferisca in Parlamento”. Frattini: “Maroni ha avviato un'inchiesta”

Palermo, 13 set. (Adnkronos) – Un peschereccio di Mazara del Vallo (Trapani) è stato bersaglio ieri sera di alcuni colpi di mitra dopo aver intimato l'alt. L'equipaggio dell'Ariete, che non è stato ferito, è riuscito a sfuggire e a proseguire la navigazione verso Lampedusa (Agrigento). A bordo della motovedetta libica c'erano diversi militari della Guardia di Finanza. E' quanto confermano all'Adnkronos fonti del Comando Generale delle fiamme gialle, le quali hanno precisato ''l'imbarcazione era una delle motovedette consegnate alla Libia'' nel quadro degli accordi tra l'Italia e il governo di Tripoli. I militari italiani, viene rilevato, erano a bordo solo con funzioni di osservatore. Secondo quanto riferito dal Comando generale delle capitanerie di porto, il peschereccio d'altura di 32 metri con 10 uomini di equipaggio, di cui tre tunisini, sarebbe stato raggiunto da diversi colpi di mitraglia mentre si trovava a circa 31 miglia a nord delle coste libiche, al confine con la Tunisia. Si tratta di un'area che la Libia considera di propria competenza esclusiva. I colpi hanno raggiunto la fiancata del peschereccio, provocando danni da quantificare. Sull'accaduto la Guardia costiera ha avviato un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità. ''Certamente a bordo della vedetta vi era un militare della Guardia di finanza e del personale tecnico della Guardia di finanza, come stabilito dall'accordo originario italo-libico firmato dal governo Prodi e poi integrato da Maroni. Ma il comando, come prevede quello stesso accordo, e' dei libici, non certo degli italiani'' ha detto Franco Frattini, intervistato dal Tg1. Il ministro degli Esteri rivela poi che ''il comandante generale della Guardia costiera libica ha espresso le sue scuse per l'accaduto''. ''Posso dire che il ministro Maroni stasera ha deciso di avviare un'inchiesta sui fatti e di convocare gia' per domani una riunione sul funzionamento delle regole d'ingaggio'', quindi, rimarca Frattini, ognuno per le proprie competenze, ''il governo italiano si e' immediatamente attivato''. “E' gravissima la vicenda degli spari contro il motopeschereccio italiano da parte di una motovedetta libica, fatto aggravato dalla possibile presenza di militari italiani a bordo della motovedetta che sarebbe una di quelle consegnate proprio dall'Italia”, ha detto il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione. “Il governo deve venire a riferire in Parlamento, e ci aspettiamo una reazione molto forte verso la Libia, reazione che da parte del governo ancora non vediamo. E questo dopo tutte le umiliazioni subite dall'Italia da parte di Gheddafi negli ultimi mesi''. Intanto, il sindaco di Mazara del Vallo ha detto che si rivolgerà “al ministro degli Esteri Frattini perché si faccia portavoce della nostra richiesta di un chiarimento al comandante della motovedetta libica che ha aggredito il peschereccio Ariete. Non credo che l'ordine di sparare sia arrivato dal governo libico, penso piuttosto che sia stata una scelta istintiva del comandante”, ha affermato all'ADNKRONOS Nicola Cristaldi, sindaco di Mazara del Vallo. “Il governo di Gheddafi – spiega – da qualche tempo ha dimostrato nei confronti dell'Italia un atteggiamento di amicizia e collaborazione. Per questo motivo la notizia dell'attacco mi ha sorpreso non poco. L'uso delle armi non è mai giustificato e sarebbe stato più legittimo formalizzare una protesta al nostro governo per la fuga del peschereccio. Se è vero – conclude -, così come appare dalla prime ricostruzioni, che l'imbarcazione si trovava in acque internazionali non è esagerato parlare di una vera e propria aggressione, che rischia di compromettere i buoni rapporti esistenti tra i due Paesi”. Intanto Giuseppe Asaro, armatore del peschereccio, sottolinea all'ADNKRONOS che “l'Ariete ha già ripreso il mare per proseguire la sua battuta di pesca. Ho sentito il comandante e mi ha assicurato che stanno tutti bene”. Poi spiega: “Si è trattato di una cosa di poco conto – spiega – forse un'incomprensione. Probabilmente il comandante della motovedetta libica ha intimato all'equipaggio di fermarsi, il comandante del motopesca non lo ha fatto e per dissuarderli dalla fuga e' stato sparato qualche colpo di mitra contro l'imbarcazione, che non ha comunque subito grossi danni e proseguira' la navigazione”. Il motopesca Ariete e' noto alle cronache per essersi reso protagonista in passato di numerosi interventi di soccorso in mare a barconi di migranti in difficolta'. L'ultimo in ordine di tempo risale al giugno del 2008 quando l'equipaggio riusci' a salvare 27 migranti in balia delle onde. Proprio per la solidarieta' dimostrata l'Alto commissariato Onu per il rifugiati aveva consegnato al capitano Gaspare Marrone e al suo equipaggio il premio 'Per mare', assegnato per premiare il coraggio di chi salva vite umane in mare.

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