Più cacciabombardieri. Meno servizi

ALL’AERONAUTICA Militare “Amendola”, a pochi km da Foggia, si sta assistendo a un paradosso tipicamente italico: presto in arrivo nuovi velivoli del valore di diversi mln di euro ma, da qualche mese, non si dispone della somma necessaria a pagare gli addetti alle pulizie.

I dipendenti della Team System, che svolgono i lavori di pulizia all’interno degli ambienti del 32esimo Stormo Amendola e della sezione staccata Jacotenente situata nella Foresta Umbra lamentano da tempo le mancate erogazioni dei salari da parte dell’azienda, relative alle mensilità di maggio e giugno. “A nulla sono valsi gli incontri in sede sindacale e in sede istituzionale presso l’Ufficio Politiche del lavoro della Provincia di Foggia – afferma il Segretario Generale della Fisascat di Foggia, Leonardo Piacquaddio – circa la già difficile condizione retributiva – contributiva, a seguito dei tagli di commessa rivenienti dal Ministero della Difesa, con l’aggravio del totale disinteresse da parte della Team System, che non ha onorato gli impegni nei confronti dei lavoratori, facendo mancare anche la già esigua retribuzione mensile. Trattasi di circa 35 padri e madri di famiglia ai quali la dignità viene troppo spesso calpestata”.L’Aeronautica Militare è orientata all’acquisizione di un’aliquota di aerei STOVL, 37 unità, da basare nel 32° Stormo assieme a quelli di Marina Militare. L’Aeronautica Militare Italiana ha prenotato 109 velivoli nella variante A, la Marina Militare Italiana 22 in quella B. Per le consegne, previste inizialmente per il 2014, si comincerà con il modello B per Amendola, con IOC nel 2016, per sostituire gli AMX per passare in seguito alla versione A destinata a rimpiazzare gli AMX di base ad Istrana. Infine l’ultimo blocco di aerei, sempre in versione A, destinati a Ghedi per sostituire i Tornado. La Marina Militare conta di immettere in servizio 2 o 3 F-35B all’anno dal 2014 al 2020.

Non ci sono cifre certe ma diverse fonti parlano di cifre variabili tra i 55 e 80 mln di euro a velivolo. Più voci hanno sollevato dubbi circa la “leggerezza” con il quale il Governo presieduto dal “tecnocrate” Mario Monti ha tagliato drasticamente la sanità e la scuola pubblica (ma non quella privata) mentre scarse sono stati i ridimensionamenti relativi alle spese militari. Queste ultime influiranno non poco sul bilancio statale e, di conseguenza, sulle tasse degli italiani e la crisi. Le nuove sirene di guerra tra Usa e Iran sembrano essere la principale causa di questa accelerazione nell’acquisizione di nuovi armamenti preludendo, di conseguenza a una nuova serie di operazioni militari in Medio Oriente.

In effetti, i nuovi caccia F-35 e di droni, così come riportato su un articolo de Il Sole 24 Ore aumenterà la dipendenza dagli armamenti statunitensi da parte del Belpaese in quanto si tratta di velivoli da combattimenti concepiti per impiegare solo munizioni “Made in USA”. D’altra parte, sempre secondo il più importante quotidiano economico italiano, i quattro cacciabombardieri italiani AMX Acol del 51° Stormo dell’Aeronautica militare schierati a Herat hanno effettuano diverse operazioni di bombardamento contro gli insorti. “Le fonti del Sole 24 Ore non rivelano il numero di raid messi a segno né il numero di bombe sganciate o di talebani uccisi – riporta Gianandrea Gaiani – ma è certo che le incursioni sono state effettuate sia nel settore occidentale del Paese posto sotto il comando italiano sia in altre aree su richiesta del commando alleato di Kabul”.

Impoverita dalla crisi, dallo “spread” che qualcuno millantava di poter sconfiggere senza problemi, la nazione italica si prospetta diventare ancora più schiava delle scelte militari degli Usa (i caccia dovranno pur essere impiegati in qualche modo). Una nazione con meno sanità e servizi (vedi tagli a tribunali, ospedali e scuola pubblica) che si troverà, a breve, invischiata in una guerra contro l’Iran.

a.delvecchio@statoquotidiano.it

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