Pinotti; I MILITARI ITALIANI dovranno “ FARE DI PIU’ CON MENO” E SENZA DIRITTI DI TUTELA ASSOCIATIVI E SINDACALI ! L’ Integrazione Europea NON si attua sui DIRITTI per i Militari

Taglia Difesa di Migliaia di Militari senza Diritti e Tutele sindacali. La Ministra Difesa  Pinotti parla solo di Industria : “ La nuova sfida è fare di più con meno risorse”. Nell’ “integrazione Europea”,  per Ia politica, NON sono compresi i DIRITTI.   
 
A cura di  Assodipro Roma   
L’integrazione Europea, per il nostro Ministro e, pare, anche per il Governo, è SOLO integrazione industriale con occhio sempre attento a lobby e industria di settore. 
NON esiste, per “ l’ Ammiraglio”   Pinotti , un integrazione Europea che guardi ai Diritti Associativi e Sindacali concessi in molti paesi Europei per tutelare effettivamente anche i militari Italiani colpiti da tagli e ristrutturazioni pesantissime, tutelarli sulla salute, sul lavoro, sui redditi. 
Le Forze Armate, I MILITARI ITALIANI  dovranno “ FARE DI PIU’ CON MENO”  – meno uomini ( tagliati senza ruolo negoziale ) meno strutture ( chiuse e accorpate con migliaia di militari in mobilità ) meno retribuzione ( tagliata da blocchi economici) meno tutela sociale e familiare ( per tutti quelli interessati a accorpamenti e chiusure ) ancor meno tutela della salute ?  … E SENZA DIRITTI DI TUTELA ASSOCIATIVI E SINDACALI ! Pare che di tutti questi ” meno ” nel LIBRO BIANCO non ci sia traccia !

Il ministro Pinotti  interviene al convegno “tecnologia e innovazione per la difesa Ue”. 
* “Le prospettive a medio termine dello scenario internazionale nel campo della difesa e della sicurezza sono riassumibili in tre lettere “I”: Incertezza, Imprevedibilità, Instabilità”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa Roberta Pinotti, intervenendo al convegno “tecnologia e innovazione per la difesa europea”. “ Purtroppo – ha aggiunto – dobbiamo affrontare il prossimo futuro a valle di una crisi economica e finanziaria che ha lasciato una pesante eredità, costringendo tutti i paesi occidentali a ridurre le spese militari e, in particolare, quelle destinate all’ammodernamento degli equipaggiamenti utilizzati dalle Forze Armate. E’ una realtà ineludibile perché nelle nostre democrazie Governi e Parlamenti non possono non tener conto dell’opinione pubblica. Possiamo cercare di informarla meglio, ma è difficile convincere i nostri elettori che dobbiamo investire per “assicurarci” contro i rischi derivanti dall’instabilità internazionale quando molti, troppi devono convivere quotidianamente con povertà e disoccupazione. Quello dell’informazione resta un nostro preciso dovere e in questa direzione la Difesa e io stessa sto investendo molto tempo, “mettendoci la faccia” come direbbe il nostro Presidente del Consiglio. E’ un passaggio importante e, in fondo, anche un obiettivo del Libro Bianco, oltre a quello prioritario di disegnare la riorganizzazione del sistema della difesa. Ogni euro speso per la difesa – prosegue Pinotti – e la sicurezza è utilizzato nel migliore modo possibile e questo impone una profonda riorganizzazione del nostro strumento militare (ma devo dire che i miei colleghi europei con cui frequentemente mi confronto stanno affrontando lo stesso problema) e una sua maggiore integrazione a livello europeo. Nel breve periodo ci troviamo, quindi, a dover affrontare un difficile compito: avere a disposizione un budget ridotto rispetto al passato e basso in assoluto e, nello stesso tempo, doverci riorganizzare per far fronte ai rischi insiti in un quadro geo-strategico così instabile.  “Fare di più con meno” è la “nuova sfida globale” con cui ci dobbiamo misurare. Un mercato europeo più integrato è ormai una necessità ineludibile per l’industria e per le Forze Armate che devono poter acquisire i prodotti migliori al minor costo possibile. Questo comporta nuovi passi avanti nel processo di razionalizzazione e ristrutturazione dell’industria europea della difesa, ma anche una specializzazione delle sue componenti nazionali sulla base della loro competitività. L’intenzione italiana, durante questo semestre di Presidenza europea – ha concluso Pinotti – è quella di dare il proprio contributo a questo sforzo delle Istituzioni europee, convinti come siamo che, mai come ora, nel campo della difesa e sicurezza abbiamo bisogno di più Europa. 
**Nel breve periodo  – ha spiegato il Ministro Pinotti – ci troviamo a dover affrontare un difficile compito:  avere a disposizione un budget ridotto rispetto al passato e basso in assoluto e, nello stesso tempo, doverci riorganizzare per far fronte ai rischi di un quadro geostrategico instabile. Fare di più  con meno è la nuova sfida globale con cui ci dobbiamo misurare”. Una parte della risposta – ha aggiunto – credo possa venire da tecnologia e innovazione. E questo vale sia nella nostra dimensione nazionale, sia in quella europea”. Da qui l’idea di dedicare  una parte importante delle Linee Guida del Libro Bianco allo sviluppo e al mantenimento di adeguate capacità tecnologiche e industriali: “Queste rappresentano un elemento essenziale del nostro sistema della difesa, ma anche settore fondamentale per la crescita complessiva del nostro Paese. Aerospazio,  sicurezza e difesa sono, infatti aree a tecnologia avanzata ancora presidiate dal nostro Paese.
 
*tratto da ilvelino.it  ** www.difesa.it

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