QUELLA NOTIZIA errata sulla morte di un maresciallo dell’ Aeronautica. MILITARI SENZA DIRITTI e TUTELE dopo aver contratto malattie per servizio.

di Salvatore Rullo, vice presidente Assodipro  
 
  I lati “positivi” di una notizia TRAGICAMENTE errata che parlava della morte, per un tumore causato da uranio,  del Maresciallo dell’ Aeronautica Luciano CIPRIANI.  
A pochi giorni dalla notizia della morte di un M.llo dell’Aeronautica ( Gianluca Danise) , siamo stati tratti in un doloroso inganno dalla ERRATA notizia della morte di Luciano.  
Prendiamo i lati positivi ( se di positività si può parlare ) di una notizia errata: Il tema dei MILITARI malati e morti, SENZA DIRITTI E TUTELE,  per tumori dovuti ad esposizione all’amianto dopo missioni effettuate all’estero e non solo, è tragicamente attuale e andrebbe affrontato dalla politica in modo serio e definitivo.  
Tenere vivo questo argomento è utile per spingere autorità e vertici ad affrontare il tema a viso aperto e senza burocrazia. Ho chiesto al GIORNALISTA che ha pubblicato l’articolo con la foto di Luciano, sotto la quale c’era scritto “ morto “ , come si sia potuto verificare un “disguido” del genere e sto aspettando una sua cortese risposta per chiarire e chiudere il caso della notizia errata.  
Ora, i tanti che non sapevano della sofferenza  che sta vivendo la famiglia di Luciano CIPRIANI, lo sanno e mi risulta che molti sono i messaggi di solidarietà umana che finora erano mancati, anche per la non conoscenza del caso.  
Ho parlato personalmente con la signora Cipriani che mi ha raccontato la brutta storia che stanno vivendo;  Dal colloquio con La signora Cipriani, che conferma i contenuti dell’intervista pubblicata, ho capito perfettamente che   sta vivendo mesi dolorosi e lo stà facendo  con grande dignità e SOLO con le forze e risorse della famiglia o di parenti vicini ( ormai quasi esaurite )  –  e’ solo una speranza, MA ORA, magari chi POTEVA E DOVEVA stare vicino ed aiutare, NON può far finta di non sapere o ignorare quella che è una durissima realtà familiare e personale.  
IL COMPITO DELLE ISTITUZIONI , IN UN PAESE NORMALE,  NON finisce, NON può finire  mandando un MILITARE IN PENSIONE per lasciarlo al suo destino doloroso senza nessuna assistenza sanitaria, sociale e nessun aiuto.  
Io ed Assodipro faremo la nostra parte, per quello che potremo, in questo caso, prima possibile. Altri, vertici – politica – burocrazia ,  faranno le riflessioni che riterranno di fare, anche con le loro coscienze.  
Certo è che terremo il tema dei DIRITTI e delle TUTELE dei MILITARI in prima linea, come in una trincea ideale. Nessuno ha l’esclusiva della tutela, tanto più della solidarietà. Lottare per i diritti fondamentali per tutti è nell’interesse di tutti. Assodipro lo fa da 22 anni e continuerà a farlo.  
Non a caso la sigla ASSODIPRO deriva da ASsociazione SOlidarietà DIritti e PROgresso. 

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