Renzi e Madia, BASTA MELINA, annunci di bonus e promesse elettorali, si RINNOVINO I CONTRATTI bloccati da 7 anni. Aumenti elemosine e neanche per tutti ?

A cura di Assodipro Nazionale   

Il Governo convochi i rappresentanti dei lavoratori e metta le carte in tavola. 
Chiarisca risorse e modalità degli aumenti. 
Con le risorse stanziate ci sarebbe un aumento (!) di circa 7 euro mensili che, secondo le idee del Ministro Madia, non andrebbero a tutti i dipendenti. 
Anche considerando le risorse, il sistema degli aumenti immaginato dal ministro per Semplificazione e la Pubblica Amministrazione si può definire tra l’improponibile e l’assurdo. Per evitare un micro-aumento per tutti, in una sorta di gioco delle tre carte delle poche risorse, il ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, avrebbe deciso di privilegiare i redditi più bassi. 
Non é ancora chiaro se l’Aran, l'agenzia per la rappresentanza negoziale della pubblica amministrazione,  indicherà una soglia di retribuzione al di sopra della quale non  concedere l'aumento. A detta dei sindacati della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, gli scatti devono andare a tutti i dipendenti pubblici e hanno respinto al mittente l'ipotesi che il governo chieda all'Aran di limitare l'effetto economico dei rinnovi ai dipendenti al di sotto di una certa soglia di reddito. 
I 300 milioni di euro stanziati dal governo, secondo le idee del ministro Madia, non saranno distribuiti a tutti, ma legati a merito e produttività. 
Sarà/Sarebbe interessante sapere, dal ministro, chi e come decida il “merito“ e come si calcola o considera la “produttività“.  Al momento esiste solo la cosi detta riforma Brunetta che è rimasta ad oggi sulla carta. 
La riforma Brunetta prevede che il 50 per cento dei premi vada al 25 per cento dei dipendenti pubblici più capaci, il restante 50 per cento vada distribuito alla metà dei lavoratori e al 25 per cento degli statali risultato meno produttivo non vada corrisposto nessun aumento. “Il contratto è un diritto per tutti i lavoratori e il rinnovo deve restituire dignità e riconoscimento professionale e retributivo a tutte le lavoratrici e i lavoratori pubblici senza eccezioni”, hanno scritto in una nota sulla questione i segretari generali Rossana Dettori, Giovanni Faverin e Nicola Turco.  
Il Governo, inoltre, è intenzionato a far decorrere il rinnovo dei contratti bloccati da 7 anni solo dal Gennaio 2016, ignorando la sentenza del Luglio 2015 che dichiarava il blocco illegittimo, con conseguente riallineamento dei contratti a partire dal luglio 2015. 
BASTA MELINA, annunci di bonus e promesse elettorali, si RINNOVINO SUBITO I CONTRATTI bloccati da 7 anni.

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