Renzi rottama la vecchia sinistra e studia un rimpasto di governo. Le bordate del premier su Bersani, Boldrini e Landini. TENTATO DALLA SOSTITUZIONE DI LUPI, GIANNINI E PINOTTI.

Tratto da articolo di Andrea Cuomo per il giornale.it : “Renzi conta amici e nemici. I primi sono pochi, i secondi molti. Ma Supermatteo fin dai tempi della Ruota della Fortuna la pensa come un altro uomo forte della politica italica: molti nemici, molto onore. Sono giorni di bilanci in casa Renzi. Il primo anno di governo è passato, bene o male, e un pensierino a un tagliando al suo esecutivo tormenta il premier. Ci sono almeno quattro o cinque ministri che non rispettano gli schemi, che non lo soddisfano, che manderebbe negli spogliatoi. Non può, non è il momento. Ma arriverà. Così Renzi si sfoga con tutti gli altri: l'opposizione che c'è, quella che non c'è, quella interna. Perché l'uomo e così: vorrebbe dettare le regole anche a chi gli è contro. Lo fa in un'intervista definitiva (fino a nuovo ordine) all' Espresso in edicola oggi. Renzi liquida subito i giocatori con la casacca differente. Di Silvio Berlusconi si dice deluso «per come si è comportato nell'elezione di Mattarella. Io – aggiunge – sono stato leale con il Patto del Nazareno, lui no. Penso perché costretto da Brunetta». Il quale ha «remato contro le riforme e il Patto del Nazareno», lavorando «per far fuori le colombe». Al Cavaliere Renzi però riconosce il ruolo di unico leader riconoscibile dell'opposizione, dato che «Grillo si tira fuori da tutto, si marginalizza da solo». …. Altre cose notevoli dell'intervista. La difesa dell'elicottero di Stato («Continuerò a prenderlo tutte le volte che è necessario»)…. Poi c'è il Renzi  che non può parlare pubblicamente ma che ne avrebbe di cose da dire ai suoi ministri. Secondo Dagospia ci sarebbero almeno tre bocciati e due rimandati nell'esecutivo. Pollice verso per Maurizio Lupi che paga l'insofferenza del premier per l'Ncd, il pasticcio dello Sblocca Italia e le sue mire sulla poltrona di sindaco di Milano. Per Stefania Giannini, pasticciona che ha rischiato di far respingere il decreto sulla riforma della scuola dal presidente Mattarella (uno che è stato ministro dell'Istruzione, poi) per avervi inserito misure non urgenti. E per Roberta Pinotti, capace di inimicarsi le forze dell'ordine in toto da ministro della Difesa. E sotto osservazione ci sarebbero anche Andrea Orlando, che non piace sulla gestione della riforma della giustizia, e Marianna Madia, a cui non viene perdonato lo scivolone sulle consulenze al ministero ad amici e professionisti con curricula inadeguati.

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