RINNOVO CONTRATTO 2019-2021 PREVISIONI PER IL FUTURO.

 

Il contratto dei lavoratori statali è scaduto il 31 dicembre 2018. Ricordiamo tutti la estenuante vicenda del rinnovo successiva al blocco Fornero ed alla sentenza della Consulta che portò al nuovo contratto 2016-2018 con aumenti di stipendio da 85 euro lordi, ebbene tale somma se pur non giudicata allora enorme rimane un sogno per il prossimo rinnovo. Da dicembre c’è un vuoto contrattuale che ad aprile 2019 ha prodotto l’applicazione dell’indennità di vacanza (vedi ns. precedente  articolo) a tutti i lavoratori del comparto pubblico. Il Documento di Economia e Finanze licenziato dal Governo cita in alcuni punti una apertura delle trattative per l’atteso rinnovo .

Previsioni per fine 2019 inizio 2020

Nel  def  vengono riportati  gli obiettivi di politica economica e i programmi dello Stato ed si parla di pubblico impiego, che in pratica ipotizza un accordo per il rinnovo del contratto per gli anni 2019-2021.

Le cifre stanziate nell’ultima legge di bilancio vengono confermate nella nota di aggiornamento del Def e pertanto non dovrebbero esserci nuove dotazioni in aggiunta a quelle già messe nel piatto con la legge di Bilancio 2019. Sulle cifre però già a gennaio ci furono dure prese di posizione da parte dei sindacati  coparto pubblico (ovviamente non i cocer) che le ritenevano piuttosto basse e quindi l’ipotesi di un accordo appare alquanto improbabile. Infatti stando ai soldi disponibili, gli aumenti di stipendio potrebbero essere addirittura più bassi di quelli che furono concessi per il rinnovo 2016-2018, quello successivo agli anni di blocco voluto dalla Fornero e dichiarato incostituzionale dalla Consulta.

QUALI SONO LE VERE CIFRE DELL’AUMENTO? E QUANDO DISPONIBILI?

Nel def  vengono menzionate  le voci di spesa per i lavoratori pubblici (compresi i militari) relative alla vacanza contrattuale ed al mantenimento dell’elemento di perequazione come gia’ nel vecchio documento. Ma a ben guardare si legge, che la restante parte dei soldi stanziati è stata spostata al 2020, pertanto date tali evidenze si capisce che nel 2019 non se ne fa nulla ed il tutto viene traslato al 2020. A sommarsi a questo slittamento negativo, abbiamo qualche altra cosa che non farà piacere e cioe’, la spesa “allocata” per le retribuzioni dei lavoratori statali che per il 2019 è pari a 172.594 euro, salirà nel 2020 a 174.018 euro. Per essere pratici aumenti per tutto il personale non dirigenziale che vanno dai 8-13 euro a dipendente. Peraltro, eventuali  anticipazioni dei benefici dell’eventuale rinnovo contrattuale  sarà  riassorbita (o meglio sottratta agli emolumenti) al momento della sottoscrizione del nuovo contratto, quando?

 

MANCATO RINNOVO CONTRATTUALE, PERCHE’ I MILITARI VANNO A PERDERCI DI PIU’?

Alla luce di quanto riportato appare evidente che tale situazione è penalizzante soprattutto per i lavoratori “stellati” i quali giustamente, visto il peculiare status   vengono chiamati ogni giorno ad affrontare senza esitazione  sempre nuove e impegnative esigenze nel  Paese, vedi: strade sicure, sorveglianza ambientalistica, emergenze climatiche;  e anche nei  contesti internazionali quali, emergenze migratorie,  contrasto alla pirateria e via dicendo. Per semplificare, possiamo dire che il lavoratore con le stellette fa tanti  lavori vecchi e nuovi e tutti insieme, questa  “dinamicità” , di contro, non si sposa con i tempi biblici del settore contrattuale pubblico.

Tale peculiarita’per i lavoratori “stellati”, a differenza di altri settori pubblici, non è  rappresentata sindacalmente  (semplicemente perche’ al momento non ci sono sindacati operativi ma soltanto  una rappresentanza “in via di estinzione”)  affinchè  in un ipotetico  tavolo delle trattative (rinnovo contrattuale)  si quantifichi e valorizzi tale specificita’.

Appare evidente che il perdurare delle cose produce “matematicamente” al momento una   doppia penalizzazione ( status e  rappresentatività) di certo non comune al settore pubblico impiego.

Per quanto sopradetto e citando  un vecchio proverbio che dice: “chi ha tempo non perda tempo” ci auguriamo che ambedue le cose “prendano velocità’”, ovvero nuovo contratto e  sindacato siano nel più  breve tempo possibile operativi, affinché  entrambi soddisfino le aspettative del personale, il quale quest’ultimo, per fare un quadro finale, si ritrova con: “soldi pochi, lavoro tanto, e…….. arrivederci  all’anno prossimo”.

…..”Non di solo pane vive l’uomo”……

1 Maggio 2019

Dr.  Paolo Ceraglia

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