SCONFITTA E BOCCIATA DAL TAR LA TESI OSCURANTISTA DEL COMANDO GENERALE CARABINIERI E DEL MINISTERO DIFESA. Gli appartenenti al Corpo Forestale, per ora Carabinieri, possono avere la loro Associazione e costituire o iscriversi ad Associazioni.

A Cura di Assodipro Roma 

BELLISSIMA NOTIZIA PER LA DEMOCRAZIA ED I DIRITTI DEI CITTADINI LAVORATORI IN UNIFORME.

L’avvocato Egidio LIZZA, poche ore fa, comunica : “Comunico con grande piacere che il TAR del Lazio ha annullato, con un’importante sentenza di merito ( qui il link), il provvedimento con il quale il Ministro della Difesa aveva negato il riconoscimento di Unforced quale legittima associazione tra ex appartenenti del CFS che potesse operare all’interno dell’Arma dei carabinieri.

A seguito della comunicazione con la quale i responsabili di Unforced avevano reso noto al Ministero della Difesa l’esistenza di tale associazione di ex Forestali che, tra le altre finalità, aveva quella di promuovere il riconoscimento di maggiori diritti e tutele degli iscritti anche in ambito lavorativo, i vertici del Ministero e dell’Arma avevano sia disconosciuto la possibilità che l’associazione rimanesse in vita, a causa della sua presunta natura sindacale, sia provveduto ad intimare sanzioni disciplinari a carico di quanti vi avessero aderito.

Con una sentenza di merito, assunta sulla base di una manifesta fondatezza del ricorso proposto per impugnare tali atti illegittimi (art. 60 CPA), i Giudici Amministrativi hanno dato pienamente ragione alla tesi difensiva, annullando i provvedimenti e, senza che fosse nemmeno necessario attendere la decisione della Consulta sulla nota questione del riconoscimento dei diritti sindacali in seno alle amministrazioni militari, hanno ritenuto che rientri “nel campo della libera manifestazione del pensiero anche allo scopo di modificare l’assetto giuridico dell’ordinamento militare per quanto attiene alle libertà sindacali e politiche, fondare associazioni che si propongano questo scopo proprio perché, consapevoli di limiti attualmente posti dall’ordinamento, vogliono promuovere le condizioni per superare tale assetto ritenuto non più conforme all’ordinamento giuridico nazionale ed internazionale attualmente in essere”.

E’ la vittoria di un’ulteriore importante battaglia lungo il percorso intrapreso insieme.

Dalla sentenza TAR : “Il Collegio non ritiene di sollevare la questione di costituzionalità proposta non solo perché già sollevata dal Consiglio di Stato con l’ordinanza 2043/2017 tanto che basterebbe a tal fine una sospensione impropria del processo per attendere la decisione della Consulta, ma perché non necessaria per la decisione della controversia” ….. “Rientra, invece, nel campo della libera manifestazione del pensiero anche allo scopo di modificare l’assetto giuridico dell’ordinamento militare per quanto attiene alle libertà sindacali e politiche, fondare associazioni che si propongano questo scopo proprio perché, consapevoli di limiti attualmente posti dall’ordinamento, vogliono promuover le condizioni per superare tale assetto ritenuto non più conforme all’ordinamento giuridico nazionale ed internazionale attualmente in essere”……

REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Bis) ha pronunciato la presente

SENTENZA ex art. 60 cod. proc. amm.; sul ricorso numero di registro generale 11186 del 2017, proposto da:
Danilo Scipio, Marco Moroni, Francesca Fabrizi, Associazione “Unione Forestali Carabinieri e Diritti – Unforced, rappresentati e difesi dall’avv. Egidio Lizza, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via Valadier 43; contro Ministero della Difesa, Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri non costituiti in giudizio;  per l’annullamento del provvedimento del 4.9.2017, notificato l’11.9.2017 del Ministero della Difesa, con cui è negata l’autorizzazione ai sensi dell’art. 1475, comma 1, d.lgs. n. 66/2010;

delle direttive del 18.3.1996, del 15.1.2002, delle linee guida del 16.7.2003 integrate dall’atto del 8.11.2005;

del Parere dell’Avvocatura Generale dello Stato, del Parere del Comandante del CUTFAA n. 205/1-3 di prot. del 3 maggio 2017; del Parere del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri riferito all’istanza di autorizzazione di Unforced; del Parere del Capo di Stato Maggiore della Difesa riferito all’istanza di autorizzazione di Unforced; nonché della nota n. 29/15-1-2017 di prot. del 7.11.2017 del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri a firma del Gen. D. Enzo Bernardini…….

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Prima Bis, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla il provvedimento impugnato.

Condanna il Ministero della Difesa a rifondere le spese di giudizio che liquida in € 2.000 oltre accessori ed alla restituzione del contributo unificato ove versato.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 13 dicembre 2017 con l’intervento dei magistrati:

Concetta Anastasi, Presidente

Ugo De Carlo, Consigliere, Estensore

Paola Patatini, Referendario

 
 
L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
Ugo De Carlo Concetta Anastasi

 

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