Statali, decreto in Consiglio Ministri. Per chi è in soprannumero scatta la cessazione del lavoro. Sarà possibile spostare lavoratori senza il loro consenso.

ROMA In attesa della impegnativa scadenza di fine mese sull’Imu, il Consiglio dei ministri di oggi esaminerà un decreto legge e un disegno di legge in materia di pubblico impiego. Del decreto fanno parte anche le norme che dovrebbero consentire la soluzione del problema di 50-60 mila lavoratori precari della pubblica amministrazione, a cui saranno destinati concorsi dedicati finalizzati alla stabilizzazione. Ma nell’attuale contesto di turbolenza politica anche su queste misure non vi sono certezze Tra le norme sulla gestione del personale pubblico ce ne sono alcune che allargano le maglie dei prepensionamenti: misure non di massa ma comunque significative. In particolare i dipendenti pubblici saranno esentati dai requisiti più stingenti della riforma Fornero se entro il 2011 hanno conseguito un diritto alla pensione di qualsiasi tipo; inoltre per quegli ordinamenti che prevedono limiti di età specifici non si applicheranno le nuove soglie per la vecchiaia. 
Viene poi chiarito che per i dipendenti in soprannumero che hanno i requisiti per l’uscita in basse alle regole precedenti alla riforma in ogni caso scatta comunque la cessazione del rapporto di lavoro.
GLI ESUBERI
Altre novità importanti riguardano la mobilità. Ai dipendenti e dirigenti in eccedenza nella propria amministrazione sarà consentito fino a fine 2014 di andare a riempire i posti vacanti presso gli uffici giudiziari.
Nell’ambito di società controllate direttamente o indirettamente dalla stessa amministrazione pubblica diventerà possibile spostare lavoratori anche senza il loro consenso
Le società che cedono i lavoratori possono accollarsi una parte degli oneri, in cambio di vantaggi fiscali.
Per quanto riguarda i precari, la scelta è evitare nuove proroghe ma favorirne la stabilizzazione. Per questo, nel rispetto degli esistenti vincoli finanziari, le amministrazioni potranno bandire concorsi per titoli ed esami riservato a quei lavoratori che negli ultimi cinque anni hanno lavorato per almeno tre a tempo determinato, anche part time. Contemporaneamente vengono resi più stringenti i requisiti per evitare nuove assunzioni a tempo. 
Fonte il messaggero.it   

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