Statali: prepensionamenti per tagliare 200mila posti?

Il governo Letta, impegnato nel reperire risorse, sarebbe pronto a varare un piano che prevede il taglio di circa 200mila dipendenti statali. La mannaia dell’esecutivo sul pubblico impiego andrebbe a ridurre il personale, i cui stipendi e contratti saranno bloccati ancora per tutto il 2014, di un fetta consistente: quasi il 7% su un organico complessivo di 3 milioni. Prospettiva che farebbe risparmiare un paio di miliardi di euro alle casse dello Stato. Il governo non pensa a licenziamenti di massa ma pensionamenti anticipati per gli chi ha più di 57 anni. I fondi secondo il ministro della Funzione pubblica Gianpiero D’Alia e quello del Lavoro Enrico Giovannini sarebbero da dirottare a premi e incentivi per la produttività. È evidente che il piano sconfesserebbe almeno in parte l’ultima riforma pensionistica che porta il nome dell’ex ministro del Welfare Elsa Fornero – che ha allungato l’età pensionabile e creato la questione esodati – ma potrebbe incontrare il favore dei sindacati del pubblico impiego sulla base di uno scenario di ulteriori tagli alle super pensioni, alle consulenze e agli sprechi nel settore del pubblico impiego. 
TECNICI IN CAMPO
Attenzione, nelle ipotesi allo studio non è previsto nessun licenziamento, ma esodi (non agevolati) per i dipendenti over 57 che attualmente sono condannati (si fa per dire) a restare al lavoro per gli effetti della riforma previdenziale di Elsa Fornero che allunga i tempi di pensionamento. Dipendenti che hanno comunque un costo rilevante per le casse dello Stato.
L’IMPATTO SOCIALE
Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha già avviato informalmente i primi sondaggi con le organizzazioni sindacali per valutare l’impatto sociale dell’operazione. E per capire se andare a avanti o no. Perché c’è chi – è scontato – punterà i piedi sottolineando come, negli ultimi anni, i dipendenti pubblici abbiano visto decurtate le loro retribuzioni, causa il blocco dei contratti. E c’è chi – forse con più realismo – immagina una macchina statale più efficiente, meno ridondante e meno dispendiosa. 
IL MINISTRO DELLA P.A. D’ALIA 
Il titolare della Funzione Pubblica, pur confermando il blocco degli stipendi, si è impegnato ad individuare un’intesa sulla parte normativa e a cercare, pur tra mille difficoltà, nuove risorse per le retribuzioni congelate ormai da 7 anni. E per convincere i sindacati che minacciano di scendere in piazza e sfiduciare l’esecutivo. Raffaele Bonanni pretende un confronto a tutto campo che comprenda anche pensioni d’oro, consulenze, sprechi, anomalie varie. Intanto però, il leader della Cisl, avrebbe incassato da D’Alia l’impegno ad allargare a tutti i settori della pubblica amministrazione l’applicazione degli accordi di secondo livello, sulla base di una regola semplice semplice: più lavori e meglio lavori, e più guadagni. 

Liberamente tratto da soldiblog.it  e messaggero.it 

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