Toni De Marchi : Militari, la truppa è senza diritti, date più soldi ai generali ! Per Stato Maggiore Difesa la Specificità è : Più soldi ai Generali (!) e negazione dei Diritti ai Militari !

di Toni De Marchi | per Ilfattoquotidiano.it   Non tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e non tutti sono necessariamente uguali davanti alla legge. La Repubblica può imporre ostacoli di ordine economico e sociale che limitino la libertà e l’uguaglianza di alcuni suoi cittadini”. Ve lo immaginate se l’articolo 3 della Costituzione fosse questo? Lo so, qualcuno dirà che sono panzane. Ma facciamo finta, tanto per assurdo?  Il solito villico, che ogni tanto ci viene in soccorso per capire il mondo, obietterà: chi potrebbe anche solo immaginare una bestialità simile? Beh, a quanto pare qualcuno delle alte greche della Difesa un pensierino deve averlo fatto. Per carità, non sulla Costituzione: per fortuna è fuori della loro portata. Ma ci stanno provando per quanto gli è consentito (non dovrebbe esserlo, ma se i ministri sono quelli che conosciamo…) su quella non piccola parte di italiani che porta una divisa.  Così, nei giorni scorsi agli spero esterrefatti rappresentanti dei militari è giunto un documento firmato dal generale di divisione aerea Franco Marsiglia, capo del 1° Reparto personale dello Stato maggiore della Difesa. Una lettera dall’oggetto anodino: “attuazione dell’articolo 19 della legge…” eccetera (il testo lo potete leggere sul sito de Il nuovo giornale dei militari). Ma se l’oggetto può sembrare inoffensivo, la lettura delle righe successive fa cambiare presto idea: una sequela di “divieto di, limitazione a, obbligo di, sottoposizione a, subordinazione a” e via assoggettando. E neppure una sbirciatina sui diritti. Il tutto completato, se ce ne fosse bisogno, dall’elenco delle cose che devono fare i militari: guerre (ma va?), usare armi (difficile da immaginare se non l’avessero scritto), esporsi al pericolo fino allo “estremo sacrificio” (le virgolette sono loro, non mie, l’estensore della norma è evidentemente scaramantico: chissà se tiene un cornetto sulla scrivania?).  Andiamo con ordine. Il testo che il generale Marsiglia (ma immagino non sia una sua iniziativa solitaria) manda al Cocer per un parere è la proposta di un disegno di legge di attuazione dell’articolo 19 …..…(…) Al momento di mugugni non ne ho sentiti. Difficile che arrivino dai Cocer dei militari. Quello dell’Esercito è presieduto dal generale-poeta Paolo “Wolf” Gerometta. Che oltre a essere potenzialmente un diretto beneficiario della legge, è anche Capo del 1° Reparto dello Stato maggiore dell’Esercito, cioè il capo del personale per dirla in termini aziendali. Dunque è capo del personale e capo del sindacato (il Cocer, più o meno). Simbiosi angelica. In confronto il conflitto di interessi del Berlusca era robetta da educande.
Non che alla Marina vada meglio, anzi. Il presidente del Cocer della Marina, contrammiraglio Pietro Luciano Ricca, è infatti anche (chi l’avrebbe mai detto?) il capo del 1° Reparto dello Stato maggiore Marina, cioè il capo del personale anche lui. Pazzesco. Ricca ha anche ricevuto un encomio solenne per aver “concorso in maniera determinante alla stesura dei decreti legislativi attuativi della legge inerente la revisione dello strumento militare, fornendo un contributo estremamente lucido, competente e lungimirante”. La legge di cui si parla è la cosiddetta legge Di Paola, contestatissima tra i militari perché taglia 40 mila posti di lavoro. Perfetto.

Vi stupite se, di fronte all’abominio della proposta, su questa curiosa specificità i Cocer tacciano? Dimenticavo: neppure dalla volonterosa ministra sono arrivate obiezioni o rimbrotti, come denuncia il sito dell’Associazione Militari Assodipro (clicca x leggere ).
Non per niente la chiamano generale
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