Traffico di mezzi militari dall’Italia alla Somalia: tra gli arrestati il titolare di una grande officina

Secondo quanto accertato nel corso delle indagini, coordinate dal procuratore capo della Dda di Firenze Giuseppe Creazzo e dalla pm Giuseppina Mione, i mezzi trasferiti in Somalia non venivano demilitarizzati, ossia non erano privati delle caratteristiche per essere usati in uno scenario di guerra, come la torretta per il fuciliere, le luci oscurate, le gomme adatte ai terreni impervi e la vernice speciale che li rende invisibili di notte. Inizialmente venivano caricati su container e poi inviati in Somalia via mare, poi, per eludere i controlli, il gruppo ha cambiato strategia. I mezzi venivano smontati e tagliati in pezzi. Le singole parti venivano poi fatte passare per pezzi di ricambio e spedite, corredate di false fatture o false dichiarazioni di avvenuta bonifica ai fini ambientali, per poi essere montate insieme di nuovo al loro arrivo. In altri casi i veicoli venivano riverniciati per nasconderne la natura militare.
Poiché l’imbarco dall’Italia era diventato sempre più difficile per i controlli, nell’ultimo periodo i malviventi avevano deciso di usare il porto di Anversa in Belgio, dove i veicoli venivano portati via terra a bordo di tir con rimorchi telonati.

Related Posts

About The Author

Contatta la Sezione o Unità Coordinata a Te più vicina!Inviaci una e-mail o telefona per avere maggiori informazioni.