Un altro Macigno sulla strada del Ministro tecnico Ammiraglio Di Paola verso Finmeccanica

Nei Mesi scorsi si era scritto su autorevoli quotidiani, quando scattarono inchieste e arresti tra i vertici di Finmeccanica, dell’ ipotesi Di Paola tra i vertici dell’ azienda che il ministro ha spesso  nominato durante il dibattito sui tagli pesantissimi di 40 mila militari proposti con la Revisione dello strumento Militare fortemente voluta dal ministro. Nel frattempo ragioni politiche e tecniche hanno reso difficile l’ipotesi Di Paola a Finmeccanica, ora,  leggendo la notizia sotto riportata appare veramente una nomina incompatibile. Lo scriviamo citando un fatto agli atti della Rappresentanza Militare che è stato anche documentato con un video : qualche mese fa il Ministro Ammiraglio incontrando tutti i CoCeR ( rappresentanti dei militari, spesso ed a sproposito definiti i “sindacati dei militari “ ) disse che avrebbe ascoltato ma “ qui si fa come dico io, potete anche venire a manifestare davanti al Ministero o sotto casa mia ma la cosa non cambia “ nessuno replicò a quella frase, nessuno disse nulla ! una frase da Ammiraglio che ordina e che si spoglia dei panni da Ministro sentendosi solo Ammiraglio e che calza perfettamente con il personaggio molto portato a contrarre diritti e marginalizzare la rappresentanza militare che già di suo è quasi impotente per legge ! ;  Una frase del genere detta davanti a RAPPRESENTANTI SINDACALI avrebbe procurato ben altri effetti e pensiamo che un Ministro della repubblica non la direbbe mai. Un azienda che si vuole riorganizzare – ristrutturare dialoga e si confronta con i sui dipendenti, trova soluzioni condivise. Nella ristrutturazione “ dell’ azienda DIFESA “, nella sua azione di Ministro, l’ammiraglio tecnico Di Paola ha solo ordinato e imposto, senza ascoltare e senza la minima concertazione, cosa impossibile nel mondo e nella società dei DIRITTI e del LAVORO. L’ azione politica del ministro durante il suo mandato , le sue leggi imposte e pesantissime non lasceranno sicuramente un buon ricordo tra i dipendenti della Difesa. L’accordo del quale parliamo sotto, il Ministro Di Paola, visto il suo operato, non lo avrebbe neanche pensato. Prendiamo esempio da quello che è il modello giusto, rappresentato   dall’accordo firmato ieri, sperando che il prossimo governo ed il prossimo Ministro Difesa sappiamo rivedere i tagli da macelleria sociale dei lavoratori militari insieme a veri rappresentanti sindacali degli stessi.   
Roma, 16 apr. (Labitalia) – Sindacati soddisfatti del nuovo protocollo d'intesa sulle nuove relazioni industriali, firmato oggi con Finmeccanica. “La Fiom dà un giudizio positivo sul protocollo di relazioni industriali firmato oggi con Finmeccanica”, spiega Massimo Masat, coordinatore nazionale Fiom-Cgil del gruppo Finmeccanica. “Dopo anni in cui, nel nostro Paese, si è venuta affermando l'idea che la competitività dell'impresa poteva passare solo attraverso la contrazione dei diritti del lavoro e la marginalizzazione del sindacato, con questa intesa si apre una fase nuova“, dice Masat. “Il protocollo -spiega Masat- prevede il coinvolgimento del sindacato nelle scelte strategiche della holding, permettendo un confronto preventivo sulle questioni riguardanti il perimetro industriale e gli impatti occupazionali, riguardo ai quali le parti condividono la necessità del ricorso a strumenti non traumatici e innovativi per garantire l'occupazione. L'accordo, inoltre, prevede il superamento dell'attuale sistema di inquadramento professionale, valorizzando le conoscenze e definendo processi di avanzamento di nuova concezione. Verranno ridefinite le funzioni e il valore negoziale dei coordinamenti sindacali e, in questo quadro, la Fiom ritiene necessario codificare il ruolo della rappresentanza, garantendo la reale rappresentatività delle organizzazioni sindacali”.“Con questo accordo, infine, le parti garantiscono -conclude Masat- il carattere vincolante degli accordi; da questo punto di vista, secondo la Fiom, l'elemento di maggior vincolo è il referendum sugli accordi integrativi, pratica peraltro consolidata di Fim, Fiom e Uilm nel rapporto con le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo. Secondo la Fiom, questo di oggi puòessere un punto di partenza su un terreno innovativo e partecipativo per ciò che riguarda i ruoli del sindacato e dell'impresa”. “La firma del nuovo protocollo di relazioni industriali di Finmeccanica -sottolinea il segretario nazionale Fim Cisl, Marco Bentivogli- è un grande risultato. L'ultimo accordo per rilanciare e regolare a livello di Gruppo tali materie risale al 'protocollo Iri' ovvero al 1984. Proprio nei momenti di crisi, si aprono spazi per scrivere regole nuove e rilanciare la capacità di gestione dei problemi. La vera svolta, sarà l'investimento reciproco su relazioni industriali partecipative, sotto il segno della sostenibilità e come nelle migliori esperienze nord-europee, nella direzione di una vera democrazia industriale, da praticare e verificare quotidianamente”. “Il testo prevede -spiega Bentivogli- un Osservatorio paritetico sulle strategie di Gruppo, che si riunirà almeno due volte l'anno con il vertice di Finmeccanica e nelle situazioni straordinarie con Gmc, ovvero il Group Management Committee. Come Fim, nell'attesa che ci sia una rapida evoluzione della struttura societaria verso il sistema duale, interpreteremo tali strumenti, alla stregua del Comitato di sorveglianza, ovvero con lo stesso spirito in quanto riteniamo che ogni Cda debba riunirsi avendo la possibilità di conoscere, preliminarmente il parere del sindacato sulle questioni di carattere strategico con rilevanza industriale e sociale“.”Tra le altre novità -prosegue- vi saranno Osservatori di settore (Elicotteri, Aeronautica, Spazio, Elettronica Difesa e Sicurezza, Sistemi D'arma, Energia, Trasporti) e la valorizzazione delle relazioni industriali sovranazionali (Cae, Accordi Quadro, etc.). Il testo prevede inoltre il lancio di innovativi sistemi di inquadramento professionale, sulla base della nostra proposta di inquadramento a fasce e l'estensione di strumenti di welfare aziendale (come la sanità integrativa, gli asili nido, etc.). In questi anni le relazioni industriali del paese non hanno fatto il salto di qualità che meritavano, si sono concentrate sulle crisi e si sono indebolite anche a livello di stabilimento, nel rapporto con l'indotto e nelle scelte strategiche centrali e sovranazionali, vogliamo con questo protocollo dimostrare che investire nella partecipazione fa uscire più forti dalla crisi”.“Il protocollo si fonda sulla constatazione che una governance d'impresa che favorisce il protagonismo dei lavoratori, rafforza il ruolo dei lavoratori e del sindacato e al contempo rafforza l'impresa, la rende più reattiva, sostenibile, solida. I prossimi 3 mesi saranno decisivi per completare l'intesa e servirà il contributo di tutti”, conclude il segretario della Fim.
S.R.

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