Berlusconi ci portò vicini al barato, IMPOSERO Monti senza elezioni; poi Letta scaricato ancora senza elezioni per Renzi che vuole governare fino al 2018 (!) Risultati ?

A cura di Assodipro.
Mentre si straparla degli 80 euro, certi che si farà quotidianamente e ripetutamente per almeno un mese e fino alle ELEZIONI  EUROPEE, e su cosa e come si taglia per darli , l’ ISTAT sforna gli ultimi drammatici dati su LAVORO E FAMIGLIE. Le cure e le scelte politiche imposte danno gli effetti che verifichiamo e tocchiamo giorno per giorno e che le statistiche confermano. Paghiamo di più le tasse regionali e comunali direttamente in BUSTE PAGA BLOCCATE DA 4 ANNI nel corso dei quali sono aumentati anche i prezzi di beni e servizi. NON SI VEDONO POSSIBILITA’ di sbloccare CONTRATTI e RETRIBUZIONI che,  direttive europee e lobby economiche che manovrano novelli ministri e governi intendono mantenere BLOCCATI per almeno altri 4 anni ! Pensioni ridotte e che, senza previdenza complementare, tra 20 anni saranno pensioni da “ poveri “; liquidazioni pagate in rate triennali MENTRE FANNO FINTA, al limite della presa per i fondelli, di TAGLIARE SUGLI F 35, programma da 12 miliardi che sommato al programma forza NEC fanno più di VENTI MILIARDI di spese in ARMAMENTI… ampiamente sufficienti a RINNOVARE CONTRATTI, Sbloccare indennità e creare occupazione ; 
Il quadro delle feste pasquali non rende meno pesanti né le notizie che leggiamo nè la realtà lavorativa, politica e sociale del paese
Crisi, Istat: “In Italia oltre un milione di famiglie sono senza reddito da lavoro” Si tratta di nuclei al cui interno tutti i componenti attivi (ovvero quelli che partecipano al mercato del lavoro) sono disoccupati: mezzo milione corrisponde a coppie con figli, mentre 213mila sono monogenitore Nell’Italia che lotta per riprendersi dalla crisi economica ci sono ancora un milione e 130mila famiglie senza reddito da lavoro. Tradotto: si tratta di nuclei familiari al cui interno tutti i componenti attivi (ovvero quelli che partecipano al mercato del lavoro) sono disoccupati. Una fotografia che non lascia spazio all’ottimismo quello scattato dall’Istat, i cui dati 2013 dipingono una situazione tutt’altro che rosea: nel dettaglio, come detto, si tratta di 1 milione 130mila nuclei, tra i quali quasi mezzo milione (491mila) corrisponde a coppie con figli, mentre 213mila sonomonogenitore. A preoccupare, inoltre, non è solo la cifra in sé, ma anche l’andamento in percentuale del dato. Il numero delle famiglie dove tutte le forze lavoro sono in cerca di occupazione, infatti, risulta in crescita del 18,3% rispetto al 2012 (+175mila in termini assoluti). Peggio ancora se si confronta il quadro con quello di 2 anni prima: in questo caso il rialzo supera il 50%, attestandosi precisamente al 56,5%. Si tratta quindi di ‘case’ dove non circola denaro, ovvero risorse che abbiano come fonte il lavoro. Magari possono contare su redditi da capitale, come le rendite da affitto, o da indennità di disoccupazione, o ancora da redditi da pensione, di cui beneficiano membri della famiglia ormai ritiratisi dal lavoro attivo. Il ragionamento, ovviamente, viene fatto al nero di ogni forma di lavoro nero.

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