COMUNICATI A GRANCASSA DEI COCER Difesa e Carabinieri sul caso Marò . PER I DIRITTI NON SI DICE UNA PAROLA e certa stampa “inzuppa il biscotto” SOLO quando fa comodo !

A cura di  s.rullo@tin 
 
NELLA STESSA GIORNATA ( 11 Aprile ) escono 2 Comunicati Stampa; Uno del Comparto Difesa che comprende Esercito, Aeronautica e Marina , ed uno del CoCER CC
Nel Primo si omette, e non è omissione da poco in quanto avrebbe reso il comunicato “ completo e chiaro “,  di scrivere di chi sono le responsabilità “ sull’impiego di personale senza garanzie “ . Responsabilità politiche e di vertice che non  appare  difficile almeno delineare in modo chiaro partendo dalle legge sull’ AFFITTO di Militari e passando per le integrazioni che non ci sono state. 
Nel Secondo, quello del CoCeR CC , si arriva alla provocazione di scrivere “ RICHIEDE A VIVA VOCE AL MINISTRO DELLA DIFESA E AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA DI OFFRIRSI COME OSTAGGI AL POSTO DEI DUE MILITARI FINO A QUANDO QUESTA VERGOGNOSA, IMBARAZZANTE VICENDA VERRA’ RISOLTA, ANCHE NELL’INTERESSE SUPREMO DI RIGUADAGNARE UN MINIMO DELLA CREDIBILITA’ PERSA NELLA CIRCOSTANZA A LIVELLO INTERNAZIONALE “ , come Provocazione ci può stare, interessante, ma… Appare subito evidente che la stessa Provocazione avrebbe avuto un altro effetto se fosse stata fatta da TUTTI I COCER,  I N S I E M E  ! Avrebbe avuto un senso di completezza, autonomia e indipendenza rappresentativa. Avrebbe indicato responsabilità che sono state lasciate nel vago.
CERTA STAMPA E CERTI GIORNALISTI ( tipo Maria Giovanna Maglie ) non perde l’occasione di “ inzuppare il biscotto “ , parlare, esageratamente, di “ Militari che stanno perdendo la Pazienza “ e di dare spazio a comunicati dei CoCeR solo QUANDO FA COMODO  a certi settori,  DI VERTICE , POLITICI  o Stampa!  Chissà se la buon Maria Giovanna Maglie, giornalista interventista, ha mai sentito parlare di richiesta di diritti associativi / sindacali richiesti da tanti militari da anni .  Chissà se la stessa avrebbe pubblicato o usato la sua “ penna “ per parlare di DIRITTI DEI MILITARI “.
MAGARI SE AVEVANO DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI NON SI TROVAVANO IN CERTE CONDIZIONI tipo Marò .  Prendiamo atto che, la stessa signora Maglie, NON ha scritto un rigo uno sui PESANTISSIMI TAGLI ALLA DIFESA Programmati da Monti-Di Paola e non ricordiamo un rigo su diritti e tutela dei lavoratori delle FF.AA. 
Nel caso e sé, la pazienza si perderebbe anche di fronte ai MURI che non concedono un filo di DIRITTI ed anzi, tendono a comprimerli ancor di più ed anche in nome dei TAGLI. Anche certa stampa sarebbe più credibile se non sventolasse comunicati solo quando fa comodo. http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=12-04-2013&pdfIndex=10     
COMUNICATO COMPARTO DIFESA: CASO FUCILIERI DI MARINA… UN NUOVO 8 SETTEMBRE PER L’ITALIA E PER LA SUA CLASSE POLITICA IL COCER COMPARTO DIFESA SI SCHIERA UNITO AL FIANCO DEL COCER MARINA E DI TUTTO IL PERSONALE DELLA STESSA FORZA ARMATA NELL’AZIONE DI SUPPORTO PER L’IMMEDIATO RIENTRO IN ITALIA DEI DUE COLLEGHI TRATTENUTI IN INDIA. IN MERITO ALLA VICENDA APPARE ALTRESÌ NECESSARIO STIGMATIZZARE E DIRE BASTA ALLE CONTINUE SPECULAZIONI IN CHIAVE ELETTORALE E POLITICA CHE ALCUNI, ANCHE IN QUESTI GIORNI, CONTINUANO A MANIFESTARE, ALLO STILLICIDIO MEDIATICO DI INFORMAZIONI DI PERSONE PSEUDO INFORMATE E CHE MIRANO SOLAMENTE A NASCONDERE LE VERE RESPONSABILITÀ’ SULL’IMPIEGO DI PERSONALE MILITARE SENZA LE DOVUTE GARANZIE, AI CONTINUI ATTACCHI AI SERVITORI DELLO STATO IN UNIFORME, RAPPRESENTATI SOLO COME PORTATORI DI INESISTENTI PRIVILEGI, ALLE DICHIARAZIONI ANCHE DI ORGANI ISTITUZIONALI CHE UMILIANO COLORO CHE RISCHIANO LA VITA NELL’INTERESSE DELLA NAZIONE E QUINDI DI TUTTI I CITTADINI, ALLO SCARICO DI RESPONSABILITÀ A CUI ABBIAMO ASSISTITO NEI GIORNI SCORSI ED ASSISTIAMO ANCORA OGGI ANCHE DA PARTE DI ORGANI DI GOVERNO. IL COCER COMPARTO DIFESA, VISTE ANCHE TUTTE LE RICHIESTE DISATTESE, RITIENE CHE IL TEMPO SIA ORMAI SCADUTO. PERTANTO È GIUNTO IL MOMENTO DI FARE CHIAREZZA E OPERARE CONCRETAMENTE NON SOLO PER IL RITORNO A CASA DEI FUCILIERI DI MARINA MA ANCHE PER RIDARE LA DOVUTA DIGNITÀ AI CITTADINI CON LE STELLETTE E ALLA PARTE ONESTA DELL’ITALIA CHE RAPPRESENTANO QUOTIDIANAMENTE. ROMA, 11 APRILE 2013  IL PRESIDENTE DEL COCER COMPARTO DIFESA GEN. D. (EI) Paolo GEROMETTA 
Comunicato del CoCeR CC   NEL PRENDERE ATTO DEL CONTINUO DISGUSTOSO ALTALENARE DI NOTIZIE RIGUARDANTI LA SORTE DEI DUE MARO’ OSTAGGI DELLA CORTE DEL KERALA, CULMINATE IN UN ARTICOLO APPARSO SULLA STAMPA INDIANA CHE, CLAMOROSAMENTE, SMENTISCE LE RASSICURANTI AFFERMAZIONI FATTE DAL GOVERNO ITALIANO RIGUARDO UNA POSITIVA RISOLUZIONE DEL CASO;
– CONSIDERATO CHE SI E’ GIUNTI AD UN SIMILE STATO DI COSE A CAUSA DELL’INERZIA E DELL’INETTITUDINE PALESATE NELLA CIRCOSTANZA DALLE ISTITUZIONI ITALIANE CHE, PERALTRO, SEMBRANO AVER STRANAMENTE ARCHIVIATO L’IPOTESI DI RICHIEDERE UN ARBITRATO INTERNAZIONALE SULLA VICENDA FORSE ANCHE CONSIDERANDO CINICAMENTE CHE IN FONDO SI TRATTEREBBE SOLTANTO DI DUE MILITARI;
– RILEVANDO IN TALE VICENDA UNA MINOR SENSIBILITA’ E DETERMINAZIONE RISPETTO AD ALTRI EPISODI CHE HANNO VISTO COME OSTAGGI DEI CIVILI;
– INTERROGANDOSI LEGITTIMAMENTE SU COME SI SAREBBERO COMPORTATI IN UNA VICENDA SIMILE PAESI COME GLI U.S.A. O ISRAELE (RICORDIAMO L’IMPRESA DI ENTEBBE),
PER UNA MAGGIORE PRESA DI COSCIENZA DELLA SITUAZIONE A LIVELLO ALTE ISTITUZIONI DELLO STATO, MA ANCHE PER EVITARE CHE POSSANO PERDERE LA VITA DUE INNOCENTI, RICHIEDE A VIVA VOCE AL MINISTRO DELLA DIFESA E AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA DI OFFRIRSI COME OSTAGGI AL POSTO DEI DUE MILITARI FINO A QUANDO QUESTA VERGOGNOSA, IMBARAZZANTE VICENDA VERRA’ RISOLTA, ANCHE NELL’INTERESSE SUPREMO DI RIGUADAGNARE UN MINIMO DELLA CREDIBILITA’ PERSA NELLA CIRCOSTANZA A LIVELLO INTERNAZIONALE 
Roma, 11 aprile 2013
Ruolo negoziale ?   Unicuique suum (a ciascuno il suo) 
A cura dei Delegati  CC Giovanni B O N O Michele FORNICOLA Davide DALPIAZ Vittorio FLORIO Sebastiano FICHERA   Correva l’anno 1992 e, il giorno 15 febbraio, sul quotidiano “La Repubblica” si poteva leggere un articolo dal titolo “ORGOGLIO E PREGIUDIZIO DEL SINDACATO' IN DIVISA”. Un articolo che si concludeva con una affermazione precisa: “Gli uomini dell' Arma vogliono essere trattati come gli altri, né più né meno. Perciò chiedono anche di rivedere le norme della rappresentanza sindacale per riconoscere al Cocer un ruolo negoziale uguale a quello che hanno i sindacati di polizia”. Molta acqua è passata sotto i ponti e, le parole del “presidente vicario” Goffredo Mencagli sembrano dimenticate dal CoCeR Carabinieri dei giorni nostri che certamente non sembra più il “megafono dei sottufficiali” tantomeno il “portavoce degli appuntati”. Il CoCeR Carabinieri, oggi guidato dal Generale C.A. Saverio Cotticelli che presiede anche il consesso “interforze”, è ancora abile nelle “provocazioni fini a se stesse”, fino a chiedere al ministro della Difesa e al Capo di Stato Maggiore della Difesa, in questi giorni ed a viva voce, di offrirsi come ostaggi al posto dei due marò prigionieri in India. Un CoCeR Carabinieri impegnato a non disturbare il “manovratore” sulle drammatiche vicende che accadono anche all’interno della nostra Istituzione, salvo poi, occuparsi della cronaca che “ancora una volta e’ costretta a riproporre nuovi casi di suicidi di cittadini italiani, innocenti vittime delle scelte disastrose di una classe politica sempre meno intenzionata a risolvere i gravi problemi che attanagliano il paese”. Un CoCeR Carabinieri ancora troppo inconcludente quando si tratta di “battersi per ottenere quelle garanzie di tutela che erano evocate e che sono ancora fortemente chieste dai Carabinieri di tutti i gradi. Per questo motivo, riteniamo di fare nostre le parole del Generale C.A. Goffredo Mencagli e di chiedere noi a viva voce, al presidente del CoCeR Interforze nonché presidente del CoCeR Carabinieri un impegno maggiore perché, oggi più di ieri: “Gli uomini dell' Arma vogliono essere trattati come gli altri, né più né meno. Perciò chiedono anche di rivedere le norme della rappresentanza sindacale per riconoscere al Cocer un ruolo negoziale uguale a quello che hanno i sindacati di poliziaInvece di offrire il ministro della Difesa ed il Capo di Stato Maggiore della Difesa come “ostaggi” in India, chiedano a loro di impegnarsi affinchè sia tradotta la Legge di “specificità”, che già ricomprende il “ruolo negoziale”, con i relativi decreti.        

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