Gli USA fanno pressioni per farci comprare “tutto il pacco F 35”. Pinotti e Binelli Mantelli esprimono pareri diversi. Il Capo di S.M.D. si vanta del taglio di 50mila militari pensandone altri (!)

Assodipro Roma –  Mentre l`ambasciata americana in una nota afferma che “ulteriori riduzioni sul programma potrebbero incidere sugli investimenti e, dunque, sui benefici non soltanto sotto il profilo militare ma anche in termini economici in generale ed occupazionali in particolare”.Gli F-35 “sono i velivoli del futuro, sia per gli Usa che per i nostri più` stretti alleati, Italia compresa”, affermano infatti da via Veneto ricordando che proprio in occasione della recente visita in Italia Barack Obama “ha convenuto che tutti i paesi Nato devono assumere decisioni difficili su come allocare risorse limitate”.Perche`, “considerato il divario, in continuo aumento, tra quanto gli Stati Uniti spendono per la nostra sicurezza collettiva e quanto stanno spendendo molti alleati europei per la loro sicurezza”, “la Nato e` un`organizzazione per la sicurezza collettiva e tutti gli stati mèmbri devono dare il giusto contributo”. 
Degli  F35 parlano il ministro della Difesa Roberta Pinotti e il capo di Stato Maggiore della Difesa Luigi Binelli Mantelli, entrambi ospiti a  Fischia il vento, programma di Gad Lerner che andrà in onda stasera alle ore 21.30 su Laeffe. “Penso che una razionalizzazione, una revisione del programma” degli F35 “sia fattibile: lo stanno facendo anche altri stati come l'Olanda“, ha detto il ministro. Binelli Mantelli interviene sulle parole del ministro: “Gli F35 saranno il futuro delle forze aeree per i prossimi 40-50 anni”, un futuro a cui “non c'è alternativa“.
Pinotti – “non mettiamo a rischio la Difesa se rallentiamo il programma, riragionando, partendo dalle esigenze”. Una decisione definita ancora non c'è. “La commissione parlamentare aveva indicato come data il 17 aprile, poi ci sono stati problemi parlamentari. Credo che finirà i lavori nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, non so se avverrà prima delle elezioni, anche se l'impegno era questo”. Convinto al 100% che il programma non debba essere rivisto è invece il capo di Stato Maggiore della Difesa. Intervenendo allo stesso programma, Binelli Mantelli ha parlato degli F35 come del “futuro delle forze aeree per i prossimi 40/50 anni”, sottolineando come la politica debba “garantire una pianificazione di lungo termine alla macchina militare”.
I costi della Difesa? Secondo il capo di Stato Maggiore, “la Difesa ha avuto il coraggio di tagliarsi 50mila posti in dieci anni, è stata forse l'unica amministrazione a farlo. 150mila uomini in un'ottica europea sono tanti, potremmo arrivare a 90mila uomini, se li mettiamo insieme alle altre forze armate europee, ma mancano gli assetti. Il taglio andrà a favore del risanamento della spesa pubblica, ma non darà una lira in più all'addestramento e allo sviluppo di nuovi sistemi per le forze armate”.

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