IL DIRITTO COSTITUZIONALE DELLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE NON PUO’ NE’ DEVE ESSERE INTACCATO.Militare dell’ Esercito“segnalato“ per aver espresso legittime critiche al sistema Rappr.Militare

A cura di Assodipro 
L'art. 21 della Costituzione stabilisce che: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.  
Periodicamente, da anni, tale diritto fondamentale, riconosciuto a TUTTI i cittadini viene messo in discussione con relative pressioni da settori di vertici militari che appaiono “allergici” al sopracitato diritto costituzionale se ad usufruirne sono i CITTADINI-MILITARI. 
Puntualmente, arrivano segnalazioni e avvii di provvedimenti – anche se ad oggi NON risulta nessun punito/condannato per aver usufruito dell’art. 21 (!). Quello che resta è solo la pressione/intimidazione  su chi si esprime e chiede DIRITTI ed il segnale indiretto che si invia a chi , legittimamente vuole esprimersi e/o partecipare democraticamente ad iniziative di richieste di DIRITTI. 
Provare a punirne uno per educarne 100-1000-10.000 ? 
Conoscendo certi settori, quindi, NON ci sorprende questa ennesima segnalazione di attenti osservatori che vorrebbero soffocare la richiesta DEMOCRATICA E LEGITTIMA di DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI. Gli stessi DIRITTI che , negli ultimi giorni, sono stati chiesti dal CoCeR Interforze a grande maggioranza. GLI STESSI DIRITTI PER I QUALI ASSODIPRO LOTTA DA Più DI 21 ANNI e che ci hanno portato a fare ricorso, gli esiti del quale saranno noti entro qualche mese, alla CORTE EUROPEA DIRITTI UOMO (CEDU) affinchè ai Militari Italiani vengano riconosciuti così come in molti altri paesi europei. 
Ci risulta che ad alcuni  parlamentari della Commissione Difesa, e non solo, è stata inviata la seguante lettera appello : “   Gent.ma Senatrice/Onorevole, sono un graduato in servizio permanente dell'esercito in servizio fin dal 1994, sono anche un militante di (… ) e ricopro l'incarico di componente del collegio di garanzia del (..) regionale in calabria, dal 2008 al 2013 sono stato eletto consigliere comunale a Dinami in provincia di Vibo Valentia dove ho ricoperto l'incarico di assessore dal 2008 al 2011, svolgo servizio presso … ( caserma in Calabria) . Le scrivo per metterla a conoscenza che giorno 27 gennaio 2014 sulla mia bacheca di facebook ho pubblicato questo post: “Cari colleghi, dopo tanta pazienza e ostinazione alla non rassegnazione che le cose potessero cambiare radicalmente in positivo per la categoria rappresentata, mi sono accorto che combattiamo contro i mulini a vento, ho ri-preso atto, così come strutturata, della inutilità della rappresentanza militare a risolvere i problemi della collettività. Io il passo l'ho fatto già da alcuni mesi, mi sono dimesso dal cobar di (…), chiedo a tutti i rappresentanti di ogni livello (COBAR-COIR-COCER) di DIMETTERSI per infruttuosi risultati ottenuti sul terreno di combattimento e allo stesso tempo organizzare una manifestazione di cittadini liberi per il diritto di associazione dei militari. Siamo di fronte a tagli del personale della difesa spaventosi, I DIRITTI INVECE DI AMPLIARLI VENGONO MENO, lo SM ci vuole iniettare un falso riordino per creare una guerra tra poveri e loro continuano a sguazzarci dentro inserendo benefici per chi ha già tanto, ossia: LORO! Non si può più stare a guardare, non tolleriamo più falsi proclami da parte di certi rappresentanti dove si dichiara il giorno pari una cosa e il giorno dispari il contrario del giorno prima! Il tempo passa e i risultati dove sono? REAGIRE, ADESSO, SUBITO! SE NON ORA, QUANDO?” Il mio Comando ha ritenuto opportuno segnalare questo post alle autorità gerarchiche superiori (……) e alla procura militare di Napoli con la motivazione “evento di possibile risonanza mediatica” con eventuale ricaduta di sanzione disciplinare”. 
Come Assodipro seguiremo questo caso in ogni suo sviluppo. Con il massimo appoggio. Come merita. 

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